Shakespeare era Shakespeare?

Nel saggio ironico «Shakespeare era Shakespeare», Umberto Eco affronta la celebre controversia sull’autore delle opere di Shakespeare.

Di Umberto Eco
da «Il Corriere della Sera», 9 gennaio 2003

«Un uomo di così scarsa cultura poteva essere soltanto un prestanome».

Shakespeare era per caso Shakespeare? è il titolo di un racconto che Umberto Eco ha scritto per l’Almanacco del Bibliofilo 2003, edito dalle Edizioni Rovello di Milano e dall’Aldus Club, associazione internazionale di bibliofilia presieduta dallo stesso Eco.

controversia Bacon Shakespeare

La Bacon–Shakespeare Controversy

È nota ai bibliofili e agli studiosi del Bardo la cosiddetta «Bacon–Shakespeare Controversy». Da gran tempo, e in particolare in alcune allusioni dovute a Selenus (che poi era il duca di Brunswick), ma in generale nel solco di numerose speculazioni nate negli ambienti rosacruciani, si sospettava che il vero autore delle opere di Shakespeare fosse Lord Francis Bacon.

Solo nel secolo scorso e ai primordi di questo si è prodotta una vasta bibliografia sull’argomento, alla quale parteciparono anche studiosi e scienziati insigni come il matematico Georg Cantor:

Selenus Gustavus, Cryptomenytices et Cryptographiae Libri IX (1624); Cantor Georg, Die Rawley’sche Sammlung von zweiunddreissig Trauergedichten auf Francis Bacon (1897); Donnelly Ignatius, The Great Cryptogram (1888); Durning-Lawrence, Sir Edwin, Bacon is Shake-Speare (1910); Reed Edwin, Bacon and Shake-Speare Parallelism (1902); Stopes C., The Bacon-Shakespeare Question Answered (1889); Theobald Bertram G., Francis Bacon Concealed and Revealed (1930); Theobald Robert M., Shakespeare Studies in Baconian Light (1901); Wigston W.F.C., Francis Bacon (1891).

Il problema dell’autore

Riassumendo, il dibattito nasceva dalla convinzione che un uomo di scarsa cultura ed infima estrazione sociale come Shakespeare, in definitiva un attore, non fosse capace di elaborare testi di tale valore artistico e profondità di pensiero. Più accettabile pareva l’idea che Shakespeare fosse solo un prestanome.

Nessuno a quei tempi poteva esibire tali qualità se non Francis Bacon, filosofo, uomo politico, fine letterato come prova la sua New Atlantis, e profondo conoscitore dell’animo umano.

La controversia Bacon–Shakespeare

Meno nota è la simmetrica «Shakespeare–Bacon Controversy». Scrivere tutte le opere di Shakespeare, tragedie e sonetti compresi, avrebbe richiesto il lavoro di una vita. Come avrebbe potuto Bacon trovare il tempo necessario se non delegando ad altri la fatica di scrivere le sue opere filosofiche?

Si elaborò così l’ipotesi opposta: Shakespeare sarebbe stato l’autore delle opere attribuite a Bacon.

La bibliografia in proposito fu altrettanto ricca: Cantor Georg, Die Rawley’sche Sammlung von zweiunddreissig Trauergedichten auf Shakespeare (1899); Donnelly Ignatius, The Small Cryptogram (1890); Durning-Lawrence, Sir Edwin, Shake-Speare is Bacon (1920); Reed Edwin, Shake-Speare and Bacon Parallelism (1905); Stopes C., The Shakespeare-Bacon Question Answered (1889); Theobald Bertram G., William Shakespeare Concealed and Revealed (1936); Theobald Robert M., Bacon Studies in Shakespearean Light (1903); Wigston W.F.C., William Shakespeare (1899).

Il paradosso finale

A un certo punto i sostenitori delle due tesi giunsero a una conclusione paradossale: Bacon era Shakespeare e Shakespeare era Bacon. I ritratti si scambiavano, le identità si confondevano, e l’unica prova risolutiva sarebbe stata un’analisi del DNA, allora inconcepibile.

Dunque Shakespeare era Shakespeare e Bacon era Bacon. La controversia poteva dirsi conclusa.

Crediti
Testo di Umberto Eco, originariamente pubblicato su
«Il Corriere della Sera», 9 gennaio 2003.
Riproposto a fini di studio e divulgazione culturale.

Indice Tematiche

PirandelloWeb