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Sonetto 37 – Shakespeare

La debolezza del poeta trova riscatto nell’eccellenza dell’amato. Ciò che egli non possiede in sé, lo vive per riflesso nell’altro. L’amore diventa così una forma di partecipazione alla grandezza.

Sonetto 37 di Shakespeare

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Come un vegliardo padre si diletta
alle giovani prodezze del suo vispo bimbo,
così io storpiato dai colpi più amari della sorte,
nel tuo merito e virtù trovo ogni mio conforto;

se bellezza, nascita, dovizia, intelligenza
o qualcuna di queste o tutte od altre ancora
siedono regalmente coronate dai tuoi pregi,
a queste ricche doti io àncoro il mio amore:

così non mi sento storpio né povero o disprezzato
fin che esse offron tal conforto al mio pensiero
da sentirmi appagato nella tua ricchezza
e vivere nell’ombra di tutta la tua gloria.

Quanto v’è di meglio, quel meglio a te lo auguro:
questo è quel che sento, o dieci volte me felice!


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Analisi del Sonetto 37

Il Sonetto 37 rappresenta un momento di tregua morale dopo la durezza del sacrificio espresso nel Sonetto 36. Se lì l’amore imponeva la cancellazione del nome e la separazione pubblica, qui Shakespeare esplora una modalità diversa di sopravvivenza del legame: la partecipazione per riflesso. Il poeta, consapevole della propria debolezza e marginalità, trova nell’amato una fonte di riscatto simbolico.

Il sonetto utilizza un’immagine familiare alla cultura rinascimentale: quella del genitore anziano o malato che, non potendo più agire direttamente, vive attraverso il successo del figlio. Shakespeare trasferisce questa dinamica nell’ambito amoroso, trasformando l’amore in una forma di identificazione che compensa ogni mancanza personale.

Prima quartina: la debolezza del corpo e della sorte

Nella prima quartina il poeta si descrive come segnato dalla debolezza: fisica, sociale, forse anche morale.

È un’immagine di marginalità consapevole. Shakespeare non si presenta come eroe né come vincitore, ma come qualcuno che ha perso forza e prestigio. Questa auto-rappresentazione prepara il terreno al ribaltamento successivo.

Seconda quartina: l’amato come erede

La seconda quartina introduce l’amato come figura giovane, forte, dotata di qualità che il poeta non possiede più.

In lui si concentrano bellezza, valore, potenzialità. Shakespeare guarda l’amato non con invidia, ma con orgoglio partecipato: ciò che l’altro possiede diventa, indirettamente, anche suo.

Terza quartina: il riscatto per identificazione

Nella terza quartina il poeta esplicita il meccanismo emotivo centrale del sonetto.

Amare l’amato significa partecipare alla sua gloria. Il successo dell’altro diventa una forma di compensazione delle proprie mancanze. L’amore crea una continuità simbolica che supera i limiti individuali.

Il distico finale: la ricchezza condivisa

Nel distico finale Shakespeare formula la conclusione con chiarezza: possedere l’amore dell’amato equivale a possedere ogni suo pregio.

Non è appropriazione egoistica, ma comunione. L’amore permette di vivere una vita più ampia di quella concessa dal destino personale.

Conclusione

Il Sonetto 37 offre una riflessione profonda sulla funzione compensativa dell’amore. Shakespeare mostra che il legame affettivo può riscattare la debolezza senza negarla.

Qui l’amore non cancella la marginalità del poeta, ma la rende sopportabile, anzi significativa. Vivere attraverso l’altro non è fuga dalla realtà, ma riconoscimento di un legame che moltiplica il valore dell’esistenza.

Con questo sonetto Shakespeare suggerisce che l’amore autentico non richiede parità di forza o di successo. Può unire fragilità ed eccellenza, trasformando la distanza in partecipazione e la mancanza in ricchezza condivisa.

Sonnet 37 – In English ·
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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


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Questo componimento fa parte dei 154 Sonetti di Shakespeare. Leggi l’introduzione completa alla raccolta nella pagina Sonetti di Shakespeare.

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