Shakespeare. Sonetto 37 - Sonnet 37. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 37 – Sonnet 37

Shakespeare sonetto 37

Come un vegliardo padre si diletta. As a decrepit father takes delight. 

Leggi e ascolta

Come un vegliardo padre si diletta
alle giovani prodezze del suo vispo bimbo,
così io storpiato dai colpi più amari della sorte,
nel tuo merito e virtù trovo ogni mio conforto;
se bellezza, nascita, dovizia, intelligenza
o qualcuna di queste o tutte od altre ancora
siedono regalmente coronate dai tuoi pregi,
a queste ricche doti io àncoro il mio amore:
così non mi sento storpio né povero o disprezzato
fin che esse offron tal conforto al mio pensiero
da sentirmi appagato nella tua ricchezza
e vivere nell’ombra di tutta la tua gloria.
Quanto v’è di meglio, quel meglio a te lo auguro:
questo è quel che sento, o dieci volte me felice!

Il Sonetto 37, che fa eco al Sonetto 36, trasmette le emozioni di un genitore affettuoso e interrompe la modalità confessionale dei sonetti precedenti. “Come un vegliardo padre si diletta
/ alle giovani prodezze del suo vispo bimbo”, il poeta si consola nelle qualità superlative del giovane augurandogli “il meglio”. Se per il giovane sarà così, il poeta sarà dieci volte più felice. Separato dal giovane, il poeta ora si accontenta semplicemente di ascoltare le opinioni favorevoli degli altri sul ragazzo: “così io storpiato dai colpi più amari della sorte, / nel tuo merito e virtù trovo ogni mio conforto”. Purtroppo, il poeta sembra vivere solo per il giovane piuttosto che per se stesso.

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Read and listen

As a decrepit father takes delight
To see his active child do deeds of youth,
So I, made lame by fortune’s dearest spite,
Take all my comfort of thy worth and truth.
For whether beauty, birth, or wealth, or wit,
Or any of these all, or all, or more,
Entitled in thy parts do crowned sit,
I make my love engrafted to this store:
So then I am not lame, poor, nor despised,
Whilst that this shadow doth such substance give
That I in thy abundance am sufficed
And by a part of all thy glory live.
Look, what is best, that best I wish in thee:
This wish I have; then ten times happy me!

Sonnet 37, which echoes Sonnet 36, conveys the emotions of a doting parent and discontinues the confessional mode of the previous sonnets. “As a decrepit father takes delight / To see his active child do deeds of youth,” the poet takes comfort in the youth’s superlative qualities, and wishes “what is best,” for the youth. If the youth then has the best, the poet will be ten times happier. Separated from the young man, the poet now is content merely to hear other people’s favorable opinions of the youth: “So I, made lame by Fortune’s dearest spite, / Take all my comfort of thy worth and truth.” Sadly, the poet seems to be living through the young man rather than for himself.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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