Enrico VI – Parte III – Atto IV

Enrico VI – Parte III – Atto IV

(“Henry VI, part 3” – 1588 – 1592)

Introduzione - Riassunto

Atto I       Atto II       Atto III       Atto IV       Atto V

Introduzione al teatro di Shakespeare

Elenco opere teatrali

Enrico VI - Parte III - Atto IV


ATTO QUARTO – SCENA PRIMA

Entrano Gloucester, Clarence, Somerset e Montague.

 

GLOUCESTER

Allora, dimmi, fratello Clarence, cosa ne pensi

di questo fresco matrimonio con Lady Grey?

Nostro fratello non ha fatto una scelta azzeccata?

 

CLARENCE

Ahimè, lo sai, qui siamo lontani dalla Francia:

non poteva aspettare il ritorno di Warwick?

 

SOMERSET

Miei signori, interrompete il colloquio: arriva il re.

 

Squilli di tromba. Entrano Re Edoardo [con il seguito], Lady Grey [ora Regina Elizabeth]; Pembroke, Stafford, Hastings [assieme ad altri]: quattro stanno da un lato, quattro dall’altro.

 

GLOUCESTER

E la sua eletta sposa.

 

CLARENCE

Intendo dirgli chiaramente quel che penso.

 

RE EDOARDO

Allora, fratello Clarence, a te piace la nostra scelta?

Te ne stai pensoso e immusonito!

 

CLARENCE

Come a Luigi di Francia o al Conte di Warwick,

che sono così privi di coraggio e di comprendonio

da non adontarsi per la nostra offesa.

 

RE EDOARDO

Supponi che si adontino senza ragione,

sono soltanto Luigi e Warwick: io sono Edoardo,

il re tuo e di Warwick, e devo avere ciò che voglio.

 

GLOUCESTER

E avrai ciò che vuoi, perché sei il nostro re.

Eppure, un matrimonio frettoloso di rado dà buona prova.

 

RE EDOARDO

Ma come, fratello Riccardo, anche tu sei offeso?

 

GLOUCESTER

Io? Io no:

Dio ne scampi che io auguri di staccarsi

a chi Dio ha accoppiato; sì, sarebbe un peccato

separare due che sono così ben aggiogati.

 

RE EDOARDO

Smettetela con il vostro sdegno e disappunto,

e ditemi una qualche ragione per cui Lady Grey

non dovrebbe essere mia moglie e regina d’Inghilterra.

E anche voi, Somerset e Montague,

esprimete liberamente il vostro pensiero.

 

CLARENCE

Questa è la mia opinione: Re Luigi diventerà

vostro nemico, perché vi siete preso gioco di lui

riguardo al matrimonio con Lady Bona.

 

GLOUCESTER

E Warwick, eseguendo l’incarico da voi assegnatogli,

ora è disonorato da quest’altro matrimonio.

 

RE EDOARDO

E se sia Luigi che Warwick venissero placati

da un qualche espediente ben architettato?

 

MONTAGUE

Tuttavia aver raggiunto una tal alleanza con la Francia

avrebbe rafforzato il nostro stato contro tempeste esterne

più di qualsiasi matrimonio fatto in casa.

 

HASTINGS

Come, Montague non sa che l’Inghilterra è sicura

da sola, se solo è leale con se stessa?

 

MONTAGUE

Ma è ancora più sicura quando è protetta dalla Francia.

 

HASTINGS

Meglio perder la Francia che porre fede nella Francia.

Che ci proteggano Dio e i mari che Egli

ci ha dato come barriera inespugnabile,

e, con il loro aiuto, difendiamoci da soli;

la nostra sicurezza sta in essi e in noi stessi.

 

CLARENCE

Per questo solo discorso Lord Hastings si merita

di prendersi l’erede di Lord Hungerford.

 

RE EDOARDO

Altro che! Era mia volontà e concessione,

e in questo caso la mia volontà costituirà legge.

 

GLOUCESTER

Tuttavia, penso che vostra grazia non abbia fatto bene

a dare l’erede e figlia di Lord Scales

al fratello della vostra affezionata consorte;

sarebbe stata più conveniente per me o per Clarence,

ma voi seppellite i legami fraterni nella vostra sposa.

 

CLARENCE

Altrimenti non avreste concesso l’erede di Lord Bonville

al figlio della vostra moglie novella,

e lasciato i vostri fratelli ad arrangiarsi.

 

RE EDOARDO

Poverino, Clarence! È per via di una moglie

che sei di cattivo umore? Te la procurerò.

 

CLARENCE

Scegliendo per conto vostro, avete mostrato

uno scarso senno e perciò mi darete licenza

di fare da mediatore per conto mio;

a tal fine mi riprometto in breve di lasciarvi.

 

RE EDOARDO

Che tu mi lasci o rimanga, Edoardo sarà re

e non sarà vincolato alla volontà di suo fratello.

 

REGINA ELIZABETH

Miei nobili signori, prima che piacesse a sua maestà

di elevare il mio stato al rango di regina –

rendetemi solo giustizia, tutti voi dovete ammettere,

che la mia discendenza non era priva di nobiltà –

gente più bassa di me ha avuto uguale sorte.

Ma come questo rango onora me e i miei,

così la vostra ostilità – anche se vorrei esservi amica –

ammanta la mia gioia di pericoli e di dolori.

 

RE EDOARDO

Amore mio, smetti di blandire il loro malumore:

quali pericoli o dolori possono accaderti

finché Edoardo è il tuo leale amico

e il loro vero sovrano, cui devono obbedienza?

Sì, a cui essi obbediranno dandoti il loro amore,

a meno che non vogliano incorrere nel mio odio,

e se lo vogliono, comunque ti terrò al sicuro,

ed essi sentiranno la vendetta della mia collera.

 

GLOUCESTER [in disparte]

Ascolto, ma non dirò molto, per pensare di più.

 

Entra un Corriere.

 

RE EDOARDO

Allora, messaggero, che lettere o nuove dalla Francia?

 

CORRIERE

Mio sire sovrano, nessuna lettera e poche parole,

ma tali che, senza il vostro speciale perdono,

io non oso riferire.

 

RE EDOARDO

Coraggio, ti perdoniamo: perciò riferiscimi in breve,

e il più fedelmente possibile, le loro parole.

Qual è la risposta di Re Luigi alle nostre lettere?

 

CORRIERE

Alla mia partenza, queste furono esattamente le sue parole:

“Va’ a dire al falso Edoardo, tuo presunto re,

che Luigi di Francia si accinge a mandare maschere di ferro

per far la festa a lui e alla sua sposa novella”.

 

RE EDOARDO

È così audace, Luigi? Forse pensa che io sia Enrico.

Ma cosa disse Lady Bona a proposito del mio matrimonio?

 

CORRIERE

Ecco le sue parole, pronunciate con una punta di disprezzo:

“Riferiscigli che io, sperando che si ritrovi presto vedovo,

porterò per amor suo una ghirlanda di salice”.

 

RE EDOARDO

Non la biasimo; non avrebbe potuto dire di meno:

ha subìto un torto. – Ma cosa disse la regina di Enrico,

poiché ho saputo che ella si trovava sul posto?

 

CORRIERE

“Riferiscigli”, disse, “che ho smesso di vestire a lutto,

e che sono pronta a indossare l’armatura”.

 

RE EDOARDO

Forse intende recitare la parte dell’Amazzone;

ma cosa disse Warwick di queste offese?

 

CORRIERE

Più adirato contro vostra maestà di tutti gli altri,

egli mi congedò con queste parole:

“Riferiscigli da parte mia che mi ha fatto torto,

e perciò lo scoronerò senza indugiare”.

 

RE EDOARDO

Ah sì? Il traditore osò profferire parole così superbe?

Ebbene, mi armerò, essendo preavvertito:

avranno guerra e pagheranno per la loro arroganza.

Ma, dimmi, Warwick è in amicizia con Margherita?

 

CORRIERE

Sì, benigno sovrano, hanno stretto un’amicizia così forte

che il giovane Principe Edoardo sposa la figlia di Warwick.

 

CLARENCE

Forse la maggiore: Clarence avrà la minore.

Allora, fratello re, addio e tieniti saldo,

perché me ne andrò dall’altra figlia di Warwick,

cosicché, anche se mi manca un regno,

proverò di non esserti inferiore per matrimonio.

Chi di voi ama me e Warwick, mi segua..

Esce Clarance, e Somerset lo segue.

 

GLOUCESTER [in disparte]

Io no; i miei pensieri puntano a una meta più lontana:

rimango non per amore di Edoardo, ma della corona.

 

RE EDOARDO

Clarence e Somerset tutti e due passano a Warwick?

Tuttavia sono armato contro il peggio che mi possa capitare,

e la fretta è necessaria in questa situazione di emergenza.

Pembroke e Stafford, voi, per conto nostro,

arruolate gli uomini e fate i preparativi per la guerra:

sono già sbarcati o lo saranno in breve;

io stesso vi seguirò subito in persona..

Escono Pembroke e Stafford.

Ma prima che io vada, Hastings e Montague,

sciogliete il mio dubbio: voi due, tra tutti gli altri,

siete i più vicini di sangue a Warwick, e suoi alleati:

ditemi se amate Warwick più di me;

se è così, andatevene tutti e due da lui.

Vi preferisco nemici piuttosto che finti amici.

Ma se intendete conservare la vostra leale obbedienza,

datemene conferma con un voto d’amicizia,

in modo che non possa mai nutrire sospetti su di voi.

 

MONTAGUE

Iddio aiuti Montague a provare la sua lealtà.

 

HASTINGS

E Hastings, a privilegiare la causa di Edoardo.

 

RE EDOARDO

Allora, fratello Riccardo, starete con noi?

 

GLOUCESTER

Sì, malgrado tutti quelli che diserteranno.

 

RE EDOARDO

Dunque così sono sicuro della vittoria!

Perciò andiamo senza perder tempo a ricevere

Warwick e le sue truppe straniere. Escono.


ATTO QUARTO – SCENA SECONDA

Entrano Warwick e Oxford in Inghilterra, con i soldati francesi.

 

WARWICK

Credetemi, mio signore, finora tutto procede bene:

la gente del popolo diserta in massa, unendosi a noi.

Entrano Clarence e Somerset.

Ma ecco che giungono Somerset e Clarence.

Parlate spediti, miei signori; siamo amici?

 

CLARENCE

Non temere il contrario, mio signore.

 

WARWICK

Allora, nobile Clarence, benvenuto da Warwick –

e benvenuto Somerset: considero una vigliaccheria

conservare il sospetto quando un nobile cuore

ha dato in pegno la mano aperta in segno d’amore;

altrimenti potrei credere che Clarence, fratello di Edoardo,

simuli soltanto amicizia per le nostre operazioni.

Suvvia, dolce Clarence, mia figlia sarà tua.

E ora, con la copertura della notte, mentre tuo fratello

è accampato alla meglio, i suoi soldati se la svignano

nelle città dei dintorni, e lui è protetto soltanto

dalla scorta, cosa rimane da fare, se non prenderlo

di sorpresa, e catturarlo a nostro piacimento?

I nostri esploratori hanno scoperto che l’avanzata

non presenta ostacoli; come Ulisse e il risoluto Diomede

si infiltrarono fino alle tende di Reso, con astuzia e vigore,

e portarono via i fatali destrieri della Tracia,

così noi, ben protetti dal nero mantello della notte,

possiamo, inaspettati, sopraffare la scorta di Edoardo,

e catturarlo – non dico di ammazzarlo,

poiché mi propongo solo di coglierlo di sorpresa.

Voi che mi seguirete in questo tentativo

plaudite il nome di Enrico con quello del vostro capo.

Tutti gridano, “Enrico!”

Allora avviamoci nel più assoluto silenzio:

per Warwick e i suoi amici, Dio e San Giorgio!.

Escono.


ATTO QUARTO – SCENA TERZA

Entrano tre sentinelle a guardia della tenda [di Re Edoardo].

 

PRIMA SENTINELLA

Forza, signori miei, ciascuno prenda il suo posto:

a quest’ora il re si è sistemato per dormire.

 

SECONDA SENTINELLA

Come, non se ne va a letto?

 

PRIMA SENTINELLA

No; poiché ha fatto voto solenne

di non sdraiarsi mai a prendere il riposo naturale

finché non siano eliminati o lui o Warwick.

 

SECONDA SENTINELLA

Domani forse sarà il giorno decisivo,

se, come riferiscono alcuni, Warwick è così vicino.

 

TERZA SENTINELLA

Ma ditemi, vi prego, chi è quel nobile

che riposa nella tenda assieme al re?

 

SECONDA SENTINELLA

È Lord Hastings, il migliore amico del re.

 

TERZA SENTINELLA

Davvero? Ma perché il re ingiunge ai suoi principali

seguaci di alloggiare nelle città attorno a lui,

mentre lui stesso sosta sul campo all’addiaccio?

 

SECONDA SENTINELLA

Più grande è l’onore quanto maggiore il pericolo.

 

TERZA SENTINELLA

Sì, ma datemi rispetto e tranquillità:

io li preferisco a un onore pericoloso.

Se Warwick sapesse in quale situazione il re si trova,

c’è da temere che lo sveglierebbe.

 

PRIMA SENTINELLA

A meno che le nostre alabarde non ostruiscano il passaggio.

 

SECONDA SENTINELLA

Sì, perché altrimenti noi sorvegliamo la sua tenda regale

se non per proteggere la sua persona dai nemici notturni?

 

Entrano Warwick, Clarence, Oxford, Somerset e i soldati francesi, tutti in silenzio.

 

WARWICK

Ecco la sua tenda, e guardate dove sta la sua scorta.

Coraggio, signori miei! Ora o mai più è il momento dell’onore!

Seguitemi soltanto, ed Edoardo sarà nostro.

 

PRIMA SENTINELLA

Chi va là?

 

SECONDA SENTINELLA

Fermati, o sei morto.

 

Warwick e gli altri gridano in coro “Warwick! Warwick!” e si scagliano contro le guardie, che fuggono gridando, “All’armi, all’armi!”, mentre Warwick e gli altri li inseguono fuori di scena. Rullano i tamburi e squillano le trombe; entrano Warwick, Somerset e gli altri, trascinando il re in camicia da notte, seduto su una seggiola. Riccardo [di Gloucester] e Hastings fuggono per il palcoscenico.

 

SOMERSET

Chi sono quelli che fuggono?

 

WARWICK

Riccardo e Hastings. Lasciateli andare: ecco qui il duca.

 

RE EDOARDO

“Il duca”? Ma come, Warwick: quando ci lasciammo,

mi chiamavi re.

 

WARWICK

Sì, ma la musica è cambiata.

Quando mi umiliasti durante la mia ambasciata,

io ti degradai dal rango di re,

e ora sono qui per crearti Duca di York –

Ahimè, come potresti governare qualsiasi regno,

tu che non sai come usare gli ambasciatori,

né come accontentarti di una sola moglie,

né come servirti fraternamente dei tuoi fratelli,

né come applicarti al benessere dei cittadini,

né come salvaguarti dai nemici?

 

RE EDOARDO

Sì, fratello Clarence, anche tu ci sei?

Allora vedo che Edoardo deve cedere.

Tuttavia, Warwick, a dispetto di tutti i guai,

di te stesso e di tutti i tuoi complici,

Edoardo si comporterà sempre da re:

sebbene la malvagità del destino rovesci il mio rango,

la mia mente supera la circonferenza della sua ruota.

 

WARWICK

Allora, per la sua mente, sia Edoardo re d’Inghilterra,

Gli toglie la corona.

ma adesso Enrico porterà la corona d’Inghilterra

e sarà il vero re al posto tuo: tu solo l’effigie.

Lord Somerset, fate in modo che,

dietro mia richiesta, il Duca Edoardo

sia consegnato a mio fratello, l’Arcivescovo di York.

Dopo aver combattuto contro Pembroke e i suoi seguaci,

vi seguirò per riferire quale risposta

gli hanno inviato Luigi e Lady Bona.

Ora, addio per qualche tempo, buon Duca di York.

Si accingono a portarlo via con la forza.

 

RE EDOARDO

L’uomo deve sottostare alla sorte che il fato gli crea;

non serve resistere sia al vento che alla marea.

[Esce, sotto sorveglianza, con Somerset.]

 

OXFORD

Cosa resta da fare adesso, miei nobili signori,

se non marciare su Londra con i nostri soldati?

 

WARWICK

Sì, questa è la prima cosa che dobbiamo fare,

per liberare Re Enrico dalla prigionia

e vederlo reintegrato sul trono regale. Escono.


ATTO QUARTO – SCENA QUARTA

Entrano Rivers e la Regina Elizabeth in lacrime.

 

RIVERS

Signora, cosa vi provoca questo improvviso turbamento?

 

ELIZABETH

Come, fratello Rivers, non hai ancora appreso

quale disgrazia è capitata di recente a Re Edoardo?

 

RIVERS

Cosa, la perdita di una battaglia campale contro Warwick?

 

ELIZABETH

No, la perdita della sua regale persona.

 

RIVERS

Dunque il mio sovrano è stato ucciso?

 

ELIZABETH

Sì, quasi ucciso, perché è preso prigioniero;

o tradito dall’inganno della sua scorta,

o sorpreso impreparato dal nemico;

inoltre, come mi è stato reso noto,

è stato or ora affidato al vescovo di York,

fratello del crudele Warwick e perciò nostro nemico.

 

RIVERS

Devo ammettere che queste notizie sono assai tristi;

ma, benigna singora, sopportatele senza cedere al dolore:

Warwick può perdere quello che ora ha da vincitore.

 

ELIZABETH

Fino ad allora la bella speranza deve opporsi

allo scoramento, e anch’io devo evitare la disperazione

per amore della prole di Edoardo nel mio grembo:

questo è quello che mi fa controllare le emozioni

e sopportare mitemente la croce della cattiva sorte:

sì, sì, per questo trattengo molte lacrime

e fermo l’empito dei sospiri succhiasangue,

per non inaridire o affogare, con sospiri o pianti,

il frutto di Re Edoardo, vero erede al trono d’Inghilterra.

 

RIVERS

Ma, signora, dove si è diretto Warwick?

 

ELIZABETH

Mi si informa che egli avanza su Londra

per porre ancora una volta la corona sul capo di Enrico.

Immaginati il resto: gli amici di Re Edoardo cadranno.

Ma per prevenire le violenze del tiranno –

poiché non si può credere in chi ha già mancato di parola –

mi recherò da qui nel santuario,

per salvare almeno l’erede dei diritti di Edoardo.

Là sarò al sicuro dall’aggressione e dalla frode.

Forza, perciò, fuggiamo mentre possiamo ancora fuggire:

se Warwick ci prende, siamo certi di morire. Escono.


ATTO QUARTO – SCENA QUINTA

Entrano Gloucester, Lord Hastings e Sir William Stanley [con i loro soldati].

 

GLOUCESTER

Ora, Lord Hastings e Sir William Stanley,

smettete di chiedervi perché vi ho condotti qui,

in questo boschetto che è il più fitto del parco.

Ecco il mio piano: sapete che il nostro re, mio fratello,

è prigioniero del vescovo locale, in mano al quale

egli gode di un buon trattamento e libertà d’azione,

e, spesso, seguìto solo da una scorta sparuta,

va a caccia per suo diletto in questi paraggi.

Per canali segreti, l’ho allertato

che se, intorno a quest’ora, arriva fin qui

con il pretesto di inseguire la preda,

vi troverà gli amici, con cavalli e soldati,

a liberarlo dalla sua prigionia.

 

Entrano Re Edoardo e un cacciatore con lui.

 

CACCIATORE

Di qui, mio signore, perché la preda sta da quella parte.

 

RE EDOARDO

No, brav’uomo, da questa parte: eccoli lì i cacciatori.

Allora, fratello di Gloucester, Lord Hastings, e voi altri,

ve ne state qui vicino a rubare i cervi del vescovo?

 

GLOUCESTER

Fratello, il momento e le circostanze richiedono celerità;

il vostro cavallo è pronto ai margini del parco.

 

RE EDOARDO

Ma poi dove andremo?

 

HASTINGS

A Lynn, mio nobile signore,

e da lì ci imbarcheremo per le Fiandre.

 

GLOUCESTER

Ben congegnato, credetemi: era questo il mio proposito.

 

RE EDOARDO

Stanley, ricompenserò la tua sollecitudine.

 

GLOUCESTER

Ma perché stiamo qui? Non è il momento di parlare.

 

RE EDOARDO

Cacciatore, tu cosa dici? Verrai con noi?

 

CACCIATORE

Meglio andare che rimanere per essere impiccati.

 

GLOUCESTER

Allora vieni, via! Non perdiamo altro tempo.

 

RE EDOARDO

Addio, vescovo. Bada a Warwick: sarà molto adirato,

e prega che io possa essere di nuovo incoronato. Escono.


ATTO QUARTO – SCENA SESTA

Squilli di tromba. Entrano Warwick, Clarence [con la corona; quindi] Re Enrico Sesto, Somerset, il giovane Enrico [Conte di Richmond], Oxford, Montague e [il] Comandante [della Torre].

 

RE ENRICO

Signor comandante, ora che Dio e gli amici

hanno buttato giù Edoardo dal seggio regale

e hanno restituito la libertà al mio stato di recluso,

mutando la mia paura in speranza, il dolore in gioia,

qual è il pagamento dovuto al mio rilascio?

 

COMANDANTE

I sudditi non possono pretendere nulla dai sovrani;

ma se può aver successo un’umile preghiera,

allora imploro il perdono di vostra maestà.

 

RE ENRICO

Per cosa, comandante? Per avermi trattato bene?

Anzi, sii certo che ripagherò la tua cortesia

poiché essa ha reso la mia prigionia un piacere,

sì, un piacere simile a quello che gli uccelli in gabbia

provano quando, dopo molti pensieri malinconici,

grazie agli accenti dell’armonia familiare,

dimenticano la perdita della loro libertà.

Ma, Warwick, dopo Iddio, sei tu chi mi hai fatto

libero, e perciò io ringrazio Dio e te:

Egli fu l’autore, tu fosti lo strumento.

Perciò, affinché io possa sconfiggere la Fortuna ostile,

vivendo in basso, dove la Fortuna non può farmi del male,

e affinché la gente di questa terra benedetta

non venga punita dalla mia stella funesta,

Warwick, sebbene in capo porti ancora la corona,

qui io cedo a te il mio governo,

[Gli porge una delega.]

poiché tu sei fortunato in tutte le tue azioni.

 

WARWICK

Vostra grazia ha sempre avuto fama di virtuoso,

e ora appare saggio quanto è virtuoso,

individuando ed eludendo l’ostilità della fortuna,

poiché pochi uomini sono in sintonia con le stelle.

Tuttavia, per una cosa vostra grazia merita il mio biasimo,

nell’indicare me quando Clarence è a portata di mano.

 

CLARENCE

No, Warwick, tu sei degno della supremazia,

tu, a cui i cieli nel tuo oroscopo

congiunsero un ramo d’olivo e la corona d’alloro,

così da benedirti in pace e in guerra;

perciò ti do di buon animo il mio assenso.

 

WARWICK

E io scelgo Clarence come unico Protettore.

 

RE ENRICO

Warwick e Clarence, tutti e due datemi la mano.

Ora stringetevi la mano, e con la mano il cuore

affinché nessun disaccordo ostacoli il governo.

Vi creo entrambi Protettori di questa terra,

mentre io stesso condurrò una vita da privato

e passerò i giorni che mi restano in preghiera

a rampognare il peccato e a lodare il mio Fattore.

 

WARWICK

Cosa risponde Clarence alla volontà del suo sovrano?

 

CLARENCE

Che egli consente, se Warwick dà il suo assenso,

poiché io mi baso sulla tua buona sorte.

 

WARWICK

Allora, seppur riluttante, devo dichiararmi soddisfatto.

Tu e io ci aggiogheremo come un’ombra duplice

al corpo di Enrico, e prenderemo il suo posto –

intendo nel sostenere il peso del governo,

mentre egli gode onori e vita comoda;

Clarence, ora è più che mai necessario

che Edoardo sia immediatamente dichiarato traditore

e che tutti i suoi beni e le sue terre vengan confiscati.

 

CLARENCE

Senz’altro; e che sia stabilita la successione?

 

WARWICK

Sì, e a Clarence non mancherà la sua parte.

 

RE ENRICO

Ma con il primo di tutti i vostri affari principali,

lasciate che vi supplichi – poiché non ho ordini da dare –

che Margherita, vostra regina, e mio figlio Edoardo,

siano invitati a tornare in fretta dalla Francia;

finché non li vedo qui, sfiducia e paura

mi eclissano a metà il piacere della libertà.

 

CLARENCE

Verrà fatto, mio sovrano, in gran fretta.

 

RE ENRICO

Mio signore di Somerset, chi è quel giovanotto

a cui tu sembri dedicare tante premure?

 

SOMERSET

Sire, è il giovane Enrico, Conte di Richmond.

 

RE ENRICO

Vieni qui, speranza d’Inghilterra.

Gli pone la mano sul capo.

Se segreti poteri

ispirano la pura verità ai miei pensieri profetici,

questo bel ragazzo farà la felicità del nostro paese.

I suoi sguardi sono pieni di serena maestà,

il suo capo è adatto per natura a portare la corona,

la mano a reggere uno scettro, e lui stesso appare

pronto a benedire, al momento giusto, un trono regale.

Nobili signori, tenetelo nella più alta considerazione:

è lui che vi aiuterà a sconfiggere la mia maledizione.

 

Entra un Corriere.

 

WARWICK

Quali notizie, amico mio?

 

CORRIERE

Edoardo è sfuggito a vostro fratello,

ed è scappato, come ha appreso in seguito, in Borgogna.

 

WARWICK

Notizie dure a digerire! Ma come è riuscito a fuggire?

 

CORRIERE

È stato prelevato di nascosto, in una imboscata

da Riccardo, Duca di Gloucester, e da Lord Hastings,

che era al suo seguito, ai margini della foresta.

Lo hanno liberato dai cacciatori del vescovo,

perché la caccia era il suo esercizio quotidiano.

 

WARWICK

Mio fratello ha svolto il suo incarico da incompetente.

Ma andiamocene, mio sovrano, per apprestare

un rimedio a ogni ferita ne possa derivare..

Escono tutti, eccetto Somerset, Richmond e Oxford.

 

SOMERSET

Mio signore, non mi va a genio questa fuga di Edoardo,

poiché Borgogna, senza dubbio, gli concederà aiuto,

e, tra non molto, avremo altre guerre.

Come il recente vaticinio profetico di Enrico

rallegrò il mio cuore con la speranza del giovane Richmond,

così, nelle attuali tensioni, il mio cuore è apprensivo

per quel che potrebbe accadergli a scapito suo e nostro.

Perciè, Lord Oxford, per prevenire il peggio,

lo rimanderemo immediatamente in Bretagna,

finché non passino le bufere della guerra civile.

 

OXFORD

Sì, poiché se Edoardo viene di nuovo incoronato,

è facile che, con gli altri, anche Richmond sia stroncato.

 

SOMERSET

Sarà così: partirà per la Bretagna.

Forza, dunque, diamoci da fare celermente. Escono.


ATTO QUARTO – SCENA SETTIMA

Squilli di tromba. Entrano [Re] Edoardo, Gloucester, Hastings [e una truppa di olandesi, con un tamburino].

 

RE EDOARDO

Ora, fratello Riccardo, Lord Hastings, e voi altri,

fino ad ora la Fortuna ci presenta le sue scuse

e dice che ancora una volta scambierò

il mio rango derelitto con la corona regale di Enrico.

Bene abbiamo traversato e riattraversato i mari

e portato dalla Borgogna l’aiuto ambito.

Cosa ci rimane da fare, ora che siamo giunti

dal porto di Ravenspurgh davanti alle mura di York,

se non entrare in quello che è il nostro ducato?

[Hastings batte alla porta.]

 

GLOUCESTER

Le porte sono state serrate? Fratello, non mi piace,

poiché molti che inciampano sulla soglia di casa

sono avvisati che all’interno si annida il pericolo.

 

RE EDOARDO

Zitto e buono, ora i presagi non devono spaventarci.

Dobbiamo entrare con le buone o con le cattive,

poiché, una volta qui, i nostri amici torneranno da noi.

 

HASTINGS

Sire, busserò ancora una volta per convocarli.

[Bussa e il tamburino fa rullare il tamburo.]

 

Sulle mura entrano il Sindaco di York e i suoi confratelli [consiglieri].

 

SINDACO

Miei nobili signori, fummo avvertiti del vostro arrivo

e chiudemmo le porte per la nostra salvezza,

perché ora dobbiamo obbedienza a Enrico.

 

RE EDOARDO

Ma, messer Sindaco, se Enrico è il vostro re,

tuttavia Edoardo è almeno Duca di York.

 

SINDACO

È vero, mio buon signore, so che non siete di meno.

 

RE EDOARDO

Ebbene, reclamo null’altro se non il mio ducato

e sono pienamente soddisfatto solo di quello.

 

GLOUCESTER [in disparte]

Ma una volta che la volpe avrà infilato appena il naso,

presto troverà il modo di far passare tutto il corpo.

 

HASTINGS

Ebbene, messer Sindaco, perché rimanete in dubbio?

Aprite le porte: noi siamo amici di Re Enrico.

 

SINDACO

Dite davvero? Allora le porte verranno aperte.

Scende.

 

GLOUCESTER

Un capitano saggio e risoluto: s’è convinto subito!

 

HASTINGS

Il bravo vecchio vorrebbe che tutto andasse a finir bene,

per non scapitarne; ma, una volta entrati,

non ho alcun dubbio, riporteremo subito alla ragione

sia lui che tutti i suoi confratelli.

 

Entrano il Sindaco [con le chiavi in mano] e due consiglieri.

 

RE EDOARDO

Dunque, messer Sindaco: queste porte devono star chiuse

solo di notte o in tempo di guerra.

Su, non temere, brav’uomo, consegnami le chiavi.

Prende le chiavi.

Edoardo difenderà la città, te

e tutti quegli amici che decidono di seguire me.

 

Suona una marcia militare. Entra [Sir John] Montgomery, con un tamburino e soldati.

 

GLOUCESTER

Fratello, costui è Sir John Montgomery,

nostro amico fidato, a meno che non mi inganni.

 

RE EDOARDO

Benvenuto, Sir John. Ma perché vieni in armi?

 

MONTGOMERY

Per aiutare Re Edoardo, in questo clima di bufera,

come dovrebbe fare ogni suddito leale.

 

RE EDOARDO

Grazie, buon Montgomery; ma ormai noi rinunciamo

ai nostri titoli alla corona, e reclamiamo soltanto

il nostro ducato, finché a Dio non piaccia di darci riposo.

 

MONTGOMERY

Allora addio, perché io me ne vado via subito:

sono venuto a servire un re, non un duca.

Tamburino, attacca, e rimettiamoci in marcia.

Il tamburino comincia a suonare la marcia.

 

RE EDOARDO

No, fermati ancora un po’, Sir John, e discutiamo

con quali mezzi sicuri si può recuperare la corona.

 

MONTGOMERY

Cosa c’entrano le discussioni? In parole povere,

se voi qui non vi proclamate subito re,

vi lascerò alla vostra sorte e me ne andrò

a trattenere quelli che giungono in vostro soccorso.

Perché combattere se voi non reclamate il titolo?

 

GLOUCESTER

Ebbene, fratello, perché indugiate su questioni da poco?

Decidetevi, e sbrighiamoci a reclamare la corona.

 

RE EDOARDO

Quando saremo diventati più forti, la reclameremo:

fino ad allora è saggio celare le nostre intenzioni.

 

HASTINGS

Basta scrupoli oziosi! Ora le armi devono comandare.

 

GLOUCESTER

E le menti impavide salgono più rapide al trono.

Fratello, vi proclameremo re all’istante:

questa novella vi porterà molti amici.

 

RE EDOARDO

Sia come vuoi tu; perché è un mio diritto,

ed Enrico usurpa soltanto il diadema.

 

MONTGOMERY

Sì, ora il mio sovrano parla da par suo;

e ora io sarò il campione di Edoardo.

 

HASTINGS

Suonate, trombe; qui Edoardo sarà proclamato re.

Su, compagno d’armi, leggi il proclama.

[Porge una carta a un soldato.] Squilli di tromba. Musica.

 

SOLDATO [legge]

Edoardo Quarto, per Grazia di Dio, re

d’Inghilterra e Francia, signore d’Irlanda, ecc.

 

MONTGOMERY

E chiunque obietti al diritto di Re Edoardo,

con questo lo sfido a singolar tenzone.

Getta a terra il suo guanto.

Lunga vita a Edoardo Quarto!

 

TUTTI

Lunga vita a Edoardo Quarto!

 

RE EDOARDO

Grazie, valoroso Montgomery, e grazie a tutti voi:

se la sorte mi è propizia, ripagherò questa cortesia.

Adesso, per questa notte, alloggiamo qui a York

e quando il sole mattutino innalzerà il suo carro

sopra il confine di questo orizzonte,

noi marceremo contro Warwick e i suoi compari,

perché so bene che Enrico non è un guerriero.

Ah, Clarence sfrontato, come male ti si addice

adulare Enrico e abbandonare tuo fratello!

Tuttavia, incontreremo sia te che Warwick, come possiamo.

Forza, soldati valorosi: non dubitate dell’impresa

e, una volta compiuta, non dubitate della lauta resa.

[Squilli di tromba. Marcia militare.] Escono.


ATTO QUARTO – SCENA OTTAVA

Squilli di tromba. Entrano il Re [Enrico], Warwick [con una lettera in mano], Montague, Clarence, Oxford [ed Exeter].

 

WARWICK

Cosa consigliate, signori? Dal Belgio Edoardo

con gli irosi tedeschi e i rozzi olandesi

ha traversato indenne lo stretto braccio della Manica,

e con le sue truppe marcia rapido su Londra;

e molti sventati passano dalla sua parte.

 

RE ENRICO

Arruoliamo dei soldati e ricacciamolo indietro.

 

CLARENCE

Un focherello si fa presto a calpestare,

ma se lo si ignora, non lo estingue un fiume.

 

WARWICK

Ho amici sinceri nel Warwickshire,

non sediziosi in pace eppure audaci in guerra;

li radunerò, e tu, genero Clarence,

nel Suffolk, nel Norfolk e nel Kent solleciterai

i cavalieri e i gentiluomini a venire con te.

Tu, fratello Montague, a Buckingham,

a Northampton, nel Leicestershire troverai uomini

ben disposti ad ascoltare i tuoi ordini.

E tu, valente Oxford, che sei tanto amato,

nell’Oxfordshire radunerai i tuoi amici.

Il mio sovrano con gli affezionati cittadini,

simile alla sua isola recinta dall’oceano,

o alla modesta Diana circondata dalle ninfe,

rimarrà a Londra, finché non lo raggiungiamo.

Grandi Lord, non c’è bisogno di risposte, congedatevi.

Addio, mio sovrano.

 

RE ENRICO

Addio, mio Ettore, e autentica speranza della mia Troia.

 

CLARENCE

In segno di lealtà, bacio la mano di vostra altezza.

[Bacia la mano del re.]

 

RE ENRICO

Clarence ben intenzionato, che la sorte ti sia propizia.

 

MONTAGUE

Fatevi coraggio, mio signore; anch’io mi congedo.

[Bacia la mano del re.]

 

OXFORD

Così sigillo la mia lealtà e dico addio.

[Bacia la mano del re.]

 

RE ENRICO

Dolce Oxford e affezionato Montague,

e tutti voi, ancora un felice arrivederci.

 

WARWICK

Arrivederci, dolci signori, incontriamoci a Coventry..

Escono [da lati diversi, tutti eccetto Re Enrico ed Exeter].

 

RE ENRICO

Mi fermerò un po’ qui a palazzo.

Cugino Exeter, cosa pensa vostra signoria?

A me pare che le forze che Edoardo ha messo in campo

non siano in grado di contrastare le mie.

 

EXETER

Il timore è che egli riesca ad allettare tutti gli altri.

 

RE ENRICO

Di ciò non ho paura; le mie benemerenze mi hanno reso

non ho chiuso le mie orecchie alle loro richieste,[famoso:

né differito le loro petizioni con ritardi pesanti;

la mia pietà è stata il balsamo per guarire le loro ferite,

la mia mitezza ha placato i loro dolori opprimenti,

la mia misericordia ha asciugato le loro lacrime abbondanti;

non sono stato avido delle loro sostanze,

né li ho vessati con richieste di grossi sussidi,

né fui ansioso di vendicarmi, sebbene abbiano commesso

molti peccati. Perché dovrebbero amare Edoardo più di me?

No, Exeter, questi favori sollecitano il favore:

e quando il leone si struscia con l’agnello,

l’agnello non smetterà mai di seguirlo.

Si sente gridare fuori scena, “Per i Lancaster! Per i Lancaster!”.

 

EXETER

Udite, udite, mio signore! Cosa sono queste urla?

 

Entra [Re] Edoardo con i suoi soldati [, Gloucester e altri].

 

RE EDOARDO

Acciuffate il timido Enrico e portatelo via;

proclamateci ancora una volta re d’Inghilterra.

Tu sei la fonte che fa scorrere i ruscelli:

ora che la tua sorgente si interrompe, il mio mare li inaridirà

e si gonfierà ancora di più nel loro secco letto.

Portatelo alla Torre; non lasciatelo parlare..

Esce [Exeter] con Re Enrico [sotto scorta].

Nobili signori, pieghiamo il nostro corso verso Coventry,

dove ora risiede quel prepotente di Warwick.

Il sole splende caldo e, se il momento non vien colto,

i morsi del rigido inverno guasteranno l’agognato raccolto.

 

GLOUCESTER

Via, in fretta, prima che si uniscano le sue forze,

prendiamo alla sprovvista quel traditore ingrandito.

Valenti guerrieri, marciamo subito verso Coventry..

Escono.


Enrico VI – Parte III

Introduzione - Riassunto

Atto I       Atto II       Atto III       Atto IV       Atto V

Introduzione al teatro di Shakespeare

Elenco opere teatrali