I Sonetti 101-120 di Shakespeare

Sonetti 101-120

Sonetti 101-120 di William Shakespeare

Creatività, colpa e desiderio di perdono

Questa sezione della raccolta dei Sonetti di William Shakespeare, che comprende i Sonetti 101-120, riflette sulle responsabilità del poeta e sul potere della parola. Il Fair Youth rimane al centro dell’ispirazione, ma l’autore deve fare i conti con incertezze creative, allontanamenti e sensi di colpa. Il rapporto tra amore e poesia diventa sempre più intenso e complesso.

Nei Sonetti 101-103 Shakespeare dialoga con la propria Musa: così denuncia una mancanza di costanza nel celebrare la bellezza dell’amato e chiede rinnovata ispirazione per onorarla come merita. Dal Sonetto 104 al 107, invece, l’attenzione torna sul tempo che passa: mentre le stagioni cambiano, la bellezza del giovane sembra restare immutata, una sfida vivente alla natura corruttibile del mondo.

Tuttavia, nei Sonetti 108-110 il poeta affronta la propria fragilità morale: ammette errori e deviazioni che hanno ferito il loro legame, riconoscendo con umiltà la necessità del perdono. L’amore, però, rimane più forte delle colpe e diventa un punto di ripartenza.

Infine, nei Sonetti 111-120 Shakespeare indaga il rapporto tra la sua professione e il giudizio pubblico. Il teatro, infatti, espone il poeta al disprezzo di chi considera gli uomini di scena figure disonorevoli. Perciò l’autore chiede comprensione al giovane amato, augurandosi che la sua arte possa essere apprezzata per la sincerità, non per lo status sociale.

In conclusione, questa sezione mette in luce la vulnerabilità dell’autore e la fiducia incrollabile nel suo sentimento: perciò la poesia non è solo celebrazione, ma anche richiesta di misericordia, un ponte che tenta di ricucire ogni ferita del cuore. Inoltre, la consapevolezza del giudizio altrui non annulla l’impegno artistico, anzi lo rafforza. Così i versi continuano a proteggere il giovane amato, garantendogli una memoria destinata a superare i limiti del tempo.

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Sonetto 101 – Shakespeare

Sonetto 101 – Shakespeare

Il poeta richiama severamente la Musa, accusandola di negligenza: non cantare la virtù e la bellezza dell’amato equivale a tradire il vero compito della poesia, che […]

Sonetto 102 – Shakespeare

Sonetto 102 – Shakespeare

Nel Sonetto 102 Shakespeare difende un amore “più silenzioso”: non è diminuito, è cresciuto. La discrezione diventa una forma di cura: lodare troppo rischia di trasformare […]

Sonetto 103 – Shakespeare

Sonetto 103 – Shakespeare

Nel Sonetto 103 Shakespeare riflette sui limiti stessi della poesia: quando l’oggetto dell’amore è perfetto, ogni parola rischia di risultare insufficiente o addirittura superflua. Il poeta […]

Sonetto 104 – Shakespeare

Sonetto 104 – Shakespeare

Nel Sonetto 104 Shakespeare affronta uno dei temi più sottili della sequenza: l’illusione della permanenza della bellezza. Il tempo è passato, le stagioni si sono susseguite, […]

Sonetto 105 – Shakespeare

Sonetto 105 – Shakespeare

Nel Sonetto 105 Shakespeare respinge l’accusa di “idolatria” e dichiara la natura assoluta, costante, quasi sacra del suo amore: la sua poesia non è variazione capricciosa, […]

Sonetto 106 – Shakespeare

Sonetto 106 – Shakespeare

Nel Sonetto 106 Shakespeare guarda alla poesia del passato e riconosce che le antiche lodi di dame e cavalieri erano, in fondo, una profezia: descrivevano una […]

Sonetto 107 – Shakespeare

Sonetto 107 – Shakespeare

Nel Sonetto 107 Shakespeare respinge paure e profezie: il suo amore non è destinato a finire, perché sopravvive al tempo storico e persino alla Morte. Dopo […]

Sonetto 108 – Shakespeare

Sonetto 108 – Shakespeare

Nel Sonetto 108 Shakespeare riflette sul limite stesso della poesia amorosa: dopo tanti versi, che cosa resta ancora da dire? Eppure la risposta è sorprendente: la […]

Sonetto 109 – Shakespeare

Sonetto 109 – Shakespeare

Nel Sonetto 109 Shakespeare difende la purezza del proprio amore: l’assenza non è tradimento, perché la sua anima vive nell’amato e a lui ritorna sempre. Anche […]

Sonetto 110 – Shakespeare

Sonetto 110 – Shakespeare

Nel Sonetto 110 Shakespeare compie una confessione senza attenuanti: ammette d’aver errato, d’essersi lasciato trascinare da esperienze vane, di aver ferito sentimenti sinceri. Ma proprio il […]

Sonetto 111 – Shakespeare

Sonetto 111 – Shakespeare

Nel Sonetto 111 Shakespeare si rivolge all’amato con umiltà e dolore: chiede che il rimprovero sia rivolto alla Fortuna, responsabile della sua condizione e del “marchio” […]

Sonetto 112 – Shakespeare

Sonetto 112 – Shakespeare

Nel Sonetto 112 Shakespeare dichiara che l’amore dell’amato lo salva dal giudizio del mondo: la pietà cancella il “marchio” del biasimo pubblico e rende irrilevante ogni […]

Sonetto 113 – Shakespeare

Sonetto 113 – Shakespeare

Nel Sonetto 113 Shakespeare descrive un’assenza che altera la percezione: da quando ha lasciato l’amato, la vista non è più negli occhi ma nel cuore. L’occhio […]

Sonetto 114 – Shakespeare

Sonetto 114 – Shakespeare

Nel Sonetto 114 Shakespeare mette a nudo l’inganno dell’amore: lo sguardo, educato dal sentimento, trasforma il brutto in meraviglia e i mostri in cherubini. Ma il […]

Sonetto 115 – Shakespeare

Sonetto 115 – Shakespeare

Nel Sonetto 115 Shakespeare confessa un paradosso: i versi scritti in passato “mentono”, perché dichiaravano un amore che non poteva crescere oltre. Ma l’amore, invece, cresce […]

Sonetto 116 – Shakespeare

Sonetto 116 – Shakespeare

Nel Sonetto 116 Shakespeare offre la più alta definizione di Amore: non un sentimento fragile, ma una forza assoluta che non muta con le circostanze. Amore […]

Sonetto 117 – Shakespeare

Sonetto 117 – Shakespeare

Nel Sonetto 117 Shakespeare accetta l’accusa senza difese: ammette trascuratezza, errori, deviazioni e sospetti. Si offre come bersaglio dello sdegno dell’amato, ma chiede di non essere […]

Sonetto 118 – Shakespeare

Sonetto 118 – Shakespeare

Nel Sonetto 118 Shakespeare usa una lunga metafora “medica” e gastronomica: per ravvivare l’appetito e prevenire malattie invisibili si ricorre a spezie e purghe, ma così […]

Sonetto 119 – Shakespeare

Sonetto 119 – Shakespeare

Nel Sonetto 119 Shakespeare rievoca un delirio di colpa e smarrimento: come se avesse bevuto lacrime di Sirene, la mente si confonde tra speranze e paure. […]

Sonetto 120 – Shakespeare

Sonetto 120 – Shakespeare

Nel Sonetto 120 Shakespeare rovescia la prospettiva: la crudeltà passata dell’amato diventa oggi una risorsa, perché gli permette di comprendere e compensare le colpe commesse. Se […]

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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.

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