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Realtà e rappresentazione ne “Il racconto d’inverno”
Shakespeare ItaliaIl rapporto problematico tra realtà e rappresentazione sta alla base del nocciolo drammatico de Il racconto d’inverno. Lo si può affrontare da due diverse prospettive: in primo luogo, come rapporto gerarchico, per cui la realtà deriva dalla rappresentazione che se ne fa: in questo senso riguarda il teatro come mezzo, e rinvia allo sguardo che, convocando e ordinando ciò che mette in scena, “crea” al tempo stesso la realtà.

La rappresentabilità dei testi teatrali shakespeariani
Shakespeare ItaliaLo Shakespeare giunto fino a noi, è il risultato di tante vicissitudini e di guasti incontrati nel tempo dai testi originali, che di questi è rimasto relativamente poco. Si sa che non esistono manoscritti dell’uomo Shakespeare. Tutto quello che si conosce della sua opera è il testo manipolato, riveduto e corretto dagli editori che l’hanno pubblicato non per la rappresentazione scenica, ma per la sola lettura. Si sa anche che Shakespeare, come tutti i drammaturghi elisabettiani, salvo rarissime eccezioni, non si curava di veder pubblicati i suoi lavori; e non rivide per la stampa nessuno dei suoi drammi: quei pochi che uscirono stampati lui vivente erano materiali che editori o librai londinesi di pochi scrupoli si erano procurati furtivamente.

Eduardo De Filippo e La Tempesta di William Shakespeare
Nel 1983 Eduardo De Filippo ottuagenario consegnava la sua riscrittura de La tempesta di William Shakespeare all’Einaudi, per uscire poche settimane più tardi nella collana Scrittori tradotti da scrittori. Eduardo aveva ricevuto un anno addietro la visita di Giulio Einaudi, che gli aveva proposto di tradurre una pièce di Shakespeare.
Eduardo, nel corso della sua lunghissima carriera teatrale, iniziata da giovanissimo con Eduardo Scarpetta e terminata sul finire degli anni Settanta dopo aver scritto e portato in scena oltre quaranta commedie, non era mai riuscito a ricucirsi il tempo per tradurre un Molière o per l’appunto uno Shakespeare, ed ora, finalmente, era giunta l’occasione.

Il bardo Shakespeare e Mister B.
Di Umberto Eco, da “Il Corriere della Sera” del 9 gennaio 2003
“Un uomo di così scarsa cultura poteva essere soltanto un prestanome”
Shakespeare era per caso Shakespeare? è il titolo di un racconto che Umberto Eco ha scritto per l’Almanacco del Bibliofilo 2003, edito dalle Edizioni Rovello di Milano e dall’Aldus Club, associazione internazionale di bibliofilia presieduta dallo stesso Eco.

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    Tematiche

    William era il terzo figlio di John e Mary Shakespeare. Cinque dei loro otto bambini sopravvissero, e due di loro diventarono attori: William stesso ed anche il fratello minore Edmund (nato nel 1580), che lo seguì a Londra. Quando il padre si installò a Stratford, era guantaio, e vi comperò …
  • Introduzione al Teatro di Shakespeare

    Introduzione al Teatro di Shakespeare

    Le opere di Shakespeare ci sono pervenute in varie edizioni in quarto, in volumi separati e in anni diversi, e in un in-folio chiamato “First folio” pubblicato nel 1623 a cura di J. Heminge e H. Condell, due attori dei King’s Men, che con i suoi 36 drammi costituisce la …
  • Elenco opere teatrali di Shakespeare

    Elenco opere teatrali di Shakespeare

    Le opere teatrali di Shakespeare si possono dividere in: a) commedie eufuistiche: La bisbetica domata, La commedia degli equivoci, I due gentiluomini di Verona, Pene d’amore perdute, Sogno di una notte di mezza estate; b) commedie romantiche: Il mercante di Venezia, Molto rumore su nulla, Come vi piace, La dodicesima …
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    Sonetti

    I Sonnets sono poesie d’amore dedicate in gran parte a un giovane amico e patrono del poeta (1-126) e a una donna dai capelli o dall’incarnato scuro di cui i due amici si contendono i favori (127-154). Ad essi è congiunto A Lover’s Complaint o Lamento dell’amante (il sesso è imprecisato nell’espressione inglese come in quella …

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