1590/1593 – La bisbetica domata

La bisbetica domata di Shakespeare è una delle commedie più vivaci e ironiche del teatro elisabettiano. Scritta tra il 1590 e il 1593, l’opera racconta con intelligenza e spirito il confronto amoroso tra Caterina, donna ribelle e orgogliosa, e Petruccio, l’uomo deciso a “domarla”. Attraverso dialoghi brillanti e situazioni paradossali, Shakespeare costruisce una riflessione profonda e divertente sul potere, sull’amore e sulle convenzioni sociali del suo tempo. 

(“The Taming of the Shrew” 1590 – 1593)

Traduzione italiana di Sergio Perosa, dall’edizione Garzanti, Milano.
Versione in prosa ritmica, riconosciuta per l’equilibrio tra fedeltà al testo e chiarezza linguistica.

Introduzione al teatro di Shakespeare
Elenco opere teatrali

La bisbetica domata Shakespeare

Introduzione a “La bisbetica domata”

The Taming of the Shrew appartiene al primo periodo della produzione teatrale di William Shakespeare, quello definito “sperimentale”. La commedia apparve a stampa per la prima volta nell’in-folio del 1623, ma la sua composizione risale con ogni probabilità a prima del 1592, cioè prima che la peste costringesse alla chiusura i teatri londinesi e allo scioglimento la compagnia del conte di Pembroke.

La datazione dell’opera è stata a lungo dibattuta: il titolo, infatti, non compare tra i lavori attribuiti a Shakespeare nel Palladis Tamia (1598), una sorta di catalogo della letteratura inglese contemporanea. Inoltre, dopo la riapertura dei teatri, comparve una commedia anonima dal titolo simile, The Taming of a Shrew. Per anni si pensò che Shakespeare avesse rielaborato proprio quella versione; ma gli studi più recenti hanno dimostrato il contrario: The Taming of a Shrew sarebbe in realtà una copia maldestra dell’originale shakespeariano, ambientata non a Padova ma nell’antica Atene, con personaggi modificati e stile di gran lunga inferiore.

Il gioco del teatro nel teatro

La struttura della commedia si fonda sul classico espediente del “teatro nel teatro”. Nel prologo, un calderaio ubriaco, Cristoforo Sly, viene trovato addormentato fuori da un’osteria e portato nella casa di un signore che decide di burlarsi di lui. Al risveglio, l’uomo è circondato da servi e sfarzo, e finisce per credere davvero di essere diventato un nobile. In questa veste assiste a una rappresentazione teatrale: la storia di una donna ribelle che viene “domata” da un marito astuto e determinato.

Il tema dell’uomo povero che si ritrova improvvisamente a vivere come un signore ricorda un episodio delle Mille e una notte, in cui il califfo Harun al-Rashid fa un simile scherzo a un mendicante. È improbabile, però, che Shakespeare conoscesse direttamente la raccolta: forse ne aveva udito la storia in forma orale, come ipotizza il critico Giorgio Melchiori.

Fonti e intrecci

La vicenda principale — quella di Caterina e Petruccio — riprende motivi presenti in altre opere e tradizioni europee. Shakespeare intreccia infatti elementi tratti dai Suppositi di Ludovico Ariosto (1509), conosciuti in Inghilterra grazie alla traduzione di George Gascoigne (1566), e dalla ballata popolare A Merry Jest of a Shrew and a Curst Wife (“Uno scherzo allegro a una moglie bisbetica e ribelle”).
Curiosamente, il prologo resta senza una vera conclusione: il destino del calderaio Sly non viene mostrato. Nella versione anonima, invece, la cornice si chiudeva con il suo risveglio, quando l’uomo — tornato all’osteria — si riprometteva di mettere in pratica quanto “imparato” sul modo di domare una moglie.

Fortuna e interpretazioni

La bisbetica domata è tra le commedie più rappresentate del repertorio shakespeariano, anche se spesso reinterpretata e riscritta. In molte versioni teatrali e cinematografiche, soprattutto fuori dall’Inghilterra, si è accentuata la componente farsesca, trasformando Petruccio in un personaggio più brutale e Caterina in una figura eccessivamente volgare.
In realtà, nel testo originale, la loro relazione è giocata su ironia e intelligenza: Petruccio non “domina” Caterina con la forza, ma la conquista con astuzia e spirito, e la “bisbetica” si rivela una donna complessa e sensibile, non una figura da piegare, bensì da comprendere. È in questo equilibrio tra commedia e riflessione psicologica che risiede la forza poetica dell’opera.

Contesto e fortuna critica de La bisbetica domata

La bisbetica domata di Shakespeare (1590/1593) fu una delle prime commedie dell’autore e rimane tra le più rappresentate. In La bisbetica domata di Shakespeare anticipa temi che torneranno nelle opere successive. L’opera ha goduto di grande fortuna scenica nei secoli, dando origine a numerose versioni teatrali e cinematografiche. Oggi è letta anche come riflessione ironica sui rapporti di potere tra i sessi e sulle convenzioni sociali del Rinascimento.

Trama di La bisbetica domata di Shakespeare

La trama di La bisbetica domata di Shakespeare ruota attorno alla figura ribelle di Caterina e al suo confronto con l’astuto Petruccio.

Prologo

In una locanda, il calderaio Sly, ubriaco fradicio, litiga con l’ostessa e finisce per addormentarsi sul posto. Poco dopo sopraggiunge un nobile di ritorno dalla caccia: vedendo l’ubriacone riverso a terra, decide di giocargli un crudele scherzo. Fa trasportare Sly nella propria dimora e ordina ai servi di trattarlo, al risveglio, come un signore di rango.
Quando Sly apre gli occhi, i domestici lo convincono che ha dormito per quindici anni e che la sua vita passata non è stata altro che un sogno. Confuso ma lusingato, accetta la nuova realtà. Un servo, travestito da dama, finge di essere sua moglie, e mentre Sly tenta di “ricongiungersi” con lei, inizia la rappresentazione di una commedia: La bisbetica domata.

Atto I

Lucenzio, giovane studente pisano, arriva a Padova con il fedele servitore Tranio per dedicarsi agli studi. Lì assiste a una scena curiosa: Battista Minola, ricco mercante, tiene a bada due pretendenti della figlia minore, Bianca, spiegando che non potrà sposarsi finché la sorella maggiore, Caterina, non avrà trovato marito. Caterina, dal carattere impetuoso e ribelle, si affaccia alla finestra e conferma la sua fama di “bisbetica”.
Lucenzio s’innamora subito di Bianca e, insieme a Tranio, elabora un piano: si fingerà maestro, assumendo il nome di Cambio, per poterle stare vicino. Tranio, invece, prenderà il posto del padrone fingendosi Lucenzio.

Nel frattempo, Petruccio, un amico di Ortensio arrivato da Verona, cerca una moglie ricca. Ortensio gli propone proprio Caterina, avvertendolo però del suo temperamento. Petruccio, più interessato alla dote che alla docilità, accetta la sfida e si prepara a incontrarla.

Atto II

Caterina se la prende con Bianca, convinta che il padre la preferisca. Nel frattempo, i pretendenti travestiti da precettori entrano in casa per corteggiare Bianca sotto mentite spoglie.
Petruccio incontra finalmente Caterina: il loro dialogo è un acceso duello verbale, pieno di sarcasmo e provocazioni. Alla fine, grazie alla propria audacia e all’accordo economico con Battista, Petruccio riesce a ottenere la promessa di matrimonio.

Atto III

Lucenzio e Ortensio, travestiti da insegnanti, competono per l’attenzione di Bianca, ma è chiaro che lei preferisce Lucenzio. Intanto, tutto è pronto per le nozze di Caterina e Petruccio. Lo sposo, però, si presenta in ritardo e in abiti ridicoli, suscitando scandalo e rabbia. Dopo la cerimonia, se ne va di peso con la sposa, lasciando gli invitati senza parole.

Atto IV

Petruccio porta Caterina nella sua casa di campagna, dove inizia la sua “cura”: la priva di cibo e sonno, finge di preoccuparsi per lei ma in realtà vuole piegarne l’orgoglio. Nel frattempo, a Padova, Tranio trova un viaggiatore disposto a fingere il padre di Lucenzio, per far sembrare autentico il suo travestimento.
Petruccio continua la sua strategia psicologica: rifiuta abiti e accessori scelti per la moglie, la contraddice in tutto, e la obbliga a seguire il suo volere perfino su dettagli assurdi – come scambiare il sole con la luna – finché Caterina, stremata, inizia a cedere. Durante il viaggio incontrano Vincenzo, il vero padre di Lucenzio, che resta interdetto dalle bizzarrie della coppia.

Atto V

Petruccio, Caterina e Vincenzo arrivano a casa di Lucenzio, dove scoppia una confusione generale tra veri e falsi padri e figli. L’equivoco si scioglie solo con l’arrivo del vero Lucenzio e di Bianca, che si sono già sposati in segreto.
Durante il banchetto finale, Petruccio lancia una scommessa: quale delle mogli accorrerà per prima al richiamo del marito? Né Bianca né la moglie di Ortensio rispondono. A sorpresa, è Caterina a obbedire e a pronunciare un discorso sulla fedeltà e l’obbedienza coniugale. Petruccio vince la scommessa e l’ammirazione generale: la bisbetica è finalmente “domata”.

Analisi dei personaggi de La bisbetica domata di Shakespeare

In La bisbetica domata di Shakespeare crea personaggi dal forte carattere: Caterina, orgogliosa e intelligente, e Petruccio, ironico e dominatore.

Caterina Minola – La figlia maggiore di Battista, famosa per la sua lingua tagliente e il carattere ribelle. Sotto l’apparente durezza nasconde intelligenza e sensibilità. La sua ribellione è una difesa contro una società che vuole imporle silenzio e sottomissione.

Petruccio – Giovane di Verona, ambizioso e senza scrupoli, determinato a sposare una donna ricca. Usa ironia, astuzia e provocazione per “educare” Caterina, ma in realtà finisce per incontrare in lei un’intelligenza pari alla sua.

Bianca Minola – La sorella minore, dolce e corteggiata, ma non così ingenua come sembra. Alla fine si rivela meno docile della sorella “domata”.

Lucenzio – Studente innamorato di Bianca, disposto a tutto pur di conquistarla, anche a fingere un’identità. È l’archetipo dell’amante romantico.

Battista Minola – Il padre delle due ragazze, più preoccupato delle convenienze sociali e delle doti matrimoniali che della felicità delle figlie.

Edizione italiana e traduzione della commedia di Shakespeare

La presente versione italiana deriva dall’edizione Garzanti, a cura di Sergio Perosa. Testo pubblicato a fini di studio e divulgazione culturale.

La bisbetica domata
(“The Taming of the Shrew”, 1590 – 1593)

Introduzione al teatro di Shakespeare
Elenco opere teatrali

PirandelloWeb