Sonetto 85 – Shakespeare

Tra il clamore degli elogi altrui e il silenzio della propria musa, il poeta rivendica la superiorità del pensiero amoroso sulla parola pronunciata.

Sonetto 85 di Shakespeare

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La mia zittita Musa con dignità sta quieta,
mentre apologie in tua lode, riccamente elaborate,
rafforzano il loro dire con aurea penna
e preziose frasi limate da ogni Musa.

Se altri han belle parole, io nutro bei pensieri
e come chierico ignorante sempre ripeto: “Amen”
ad ogni alata rima che genio possente offre
con stile raffinato di penna molto colta.

Sentendoti lodare, io dico: “È così, è vero”
e alla massima lode aggiungo qualcosa di più,
ma solo nel pensiero dove il mio amor per te,
benché tarde sian le parole, occupa il primo posto.

Sii dunque grato agli altri per quel dire alato,
a me per quei pensieri che taciti si esprimono.


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Analisi del Sonetto 85

Il Sonetto 85 prosegue e approfondisce il discorso avviato nei sonetti 82–84, portando a compimento la riflessione sulla competizione poetica e sul valore della parola rispetto al pensiero. Qui Shakespeare non si limita a difendere il silenzio o la semplicità dello stile: afferma una distinzione decisiva tra parola detta e pensiero interiore, attribuendo a quest’ultimo una superiorità morale ed emotiva.

Il poeta si colloca volutamente in secondo piano rispetto ai rivali: non per mancanza di capacità, ma per scelta. Il silenzio della Musa non è segno di sterilità, bensì di dignità e di fedeltà interiore.

Prima quartina: la Musa silenziosa e il clamore degli elogi

La prima quartina contrappone due scene opposte. Da un lato la Musa del poeta, “zittita” ma composta; dall’altro il coro di elogi sontuosi prodotti da penne colte, arricchite di ornamenti retorici e di formule elaborate.

Shakespeare non nega il valore formale di questi elogi, ma li presenta come un rumore esterno, un esercizio di abilità più che un atto di verità. Il silenzio della propria Musa acquista così una qualità etica.

Seconda quartina: l’“Amen” del chierico ignorante

Nella seconda quartina il poeta adotta una maschera di umiltà ironica. Si paragona a un “chierico ignorante” che non compone grandi discorsi, ma risponde con un semplice “Amen”.

Questo gesto è tutt’altro che passivo: dire “Amen” significa riconoscere la verità di ciò che viene detto, ma senza appropriarsene né competere. Il poeta rinuncia alla sfida verbale per restare fedele al proprio sentire.

Terza quartina: parola e pensiero

La terza quartina introduce il cuore teorico del sonetto. Shakespeare distingue nettamente tra ciò che viene detto ad alta voce e ciò che resta nel pensiero.

Egli riconosce la correttezza degli elogi altrui (“È così, è vero”), ma afferma che il suo contributo avviene a un livello più profondo: nel pensiero amoroso, dove le parole arrivano tarde, ma l’amore è già pienamente presente.

Il distico finale: due forme di dono

Nel distico conclusivo il poeta chiede all’amato di riconoscere due tipi diversi di dono. Agli altri vada la gratitudine per le parole “alate”, per l’eloquenza pubblica.

A lui, invece, sia riconosciuto il valore dei pensieri silenziosi. È un’affermazione definitiva: l’amore più vero non è quello che si esibisce, ma quello che pensa e custodisce.

Il Sonetto 85 nella sequenza

Questo sonetto rappresenta la conclusione ideale del ciclo sulla rivalità poetica. Shakespeare non vince sul piano della retorica, ma su quello dell’autenticità.

Dopo aver difeso la semplicità (82), il silenzio (83) e l’identità pura (84), qui rivendica il primato dell’interiorità. L’amore non ha bisogno di essere proclamato per essere vero.

Conclusione

Il Sonetto 85 propone una poetica della discrezione e della profondità. Shakespeare suggerisce che le parole più preziose sono spesso quelle non pronunciate.

Nel silenzio della Musa non c’è rinuncia, ma fedeltà: l’amore autentico parla prima di tutto nel pensiero.


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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


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