«Un dì che il piccol dio d’Amore addormentato, avea deposto accanto la torcia che i cuori infiamma». Il Sonetto 154 racconta una storia simile a quella […]
«Cupido depose la sua torcia e s’addormentò: una ninfa di Diana approfittò di quel momento». Gli ultimi due sonetti, che possono essere considerati appendici della serie, […]
«Da quale forza attingi questo tuo potere di reggere il mio cuore con le tue miserie?». Usando un tono più razionale rispetto al sonetto precedente, il […]
«Ahimè, quali occhi mi ha messo in fronte Amore che non son consoni alla vera vista». Nel Sonetto 148, compagno del sonetto precedente, il poeta ammette […]
«Povera anima, centro della mia peccaminosa terra (schiava di) queste brame ardenti che ti ammantano». Il poeta ora medita cupamente perché la sua anima, in quanto […]
«Quelle labbra che Amor creò con le sue mani bisbigliarono un suono che diceva “Io odio”». Come continuazione del sonetto precedente, il Sonetto 145 è un’analisi […]
«Due amori io posseggo, conforto e perdizione, che simili a due spiriti sempre mi perseguono». Il Sonetto 144 è l’unico sonetto che si riferisce esplicitamente sia […]
«Ascolta: qual attenta massaia per acchiappar una delle pennute bestiole che le sfugge». L’immagine di un’amante errante che insegue polli trascurando il suo bambino suggerisce un […]