Sonetto 90 – Sonnet 90

Shakespeare Sonetto 90

Di’ che mi lasciasti per qualche mio difetto. Say that thou didst forsake me for some fault. 

Leggi e ascolta

Odiami pure quando vuoi; perché non ora:
ora che il mondo è incline a sbarrarmi il passo,
affianca l’ira del destino, piegami di schianto
ma non cader su me quale ultimo flagello.
No, se il mio cuore sarà scampato a questa pena,
non venire al seguito di un dolor già vinto;
non dare alla ventosa notte un mattin di pioggia
per prolungare una disfatta ormai scontata.
Se vuoi lasciarmi, non farlo all’ultimo momento,
quando altri miseri dolori mi avranno martoriato,
ma vieni subito all’assalto, così che pria assapori
il più potente torto della mia mala sorte.
E ogni altra pena che oggi m’appar penosa,
paragonata alla tua perdita non sembrerà più tale.

Già angosciato da “l’ira del destino”, il poeta esorta il giovane a non rimandare la sua diserzione se questo è ciò che intende; fallo subito, il poeta implora: “Odiami pure quando vuoi; perché non ora”. Il suo appello per un’azione rapida e decisa dimostra quanto sia grave la crisi per il poeta. Frasi come “Se vuoi lasciarmi” e “la tua perdita”, che seguono “mi lasciasti” nel sonetto precedente, indicano ansia, risentimento e dolore inconfondibili provati dal poeta. Temendo che tutti e tutto ora siano contro di lui, il poeta teme di più che il giovane lo “rovescerà”: “E ogni altra pena che oggi m’appar penosa, / paragonata alla tua perdita non sembrerà più tale”.

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Read and listen

Then hate me when thou wilt; if ever, now;
Now, while the world is bent my deeds to cross,
Join with the spite of fortune, make me bow,
And do not drop in for an after-loss:
Ah, do not, when my heart hath ‘scoped this sorrow,
Come in the rearward of a conquer’d woe;
Give not a windy night a rainy morrow,
To linger out a purposed overthrow.
If thou wilt leave me, do not leave me last,
When other petty griefs have done their spite
But in the onset come; so shall I taste
At first the very worst of fortune’s might,
And other strains of woe, which now seem woe,
Compared with loss of thee will not seem so.

Already distressed by “the spite of fortune,” the poet urges the youth not to postpone his desertion of him if that is what he intends; do it at once, the poet begs: “Then hate me when thou wilt; if ever, now.” His appeal for a swift and decisive action demonstrates how grave the crisis is to the poet. Phrases like “If thou wilt leave me” and “loss of thee,” following upon “forsake me” in the preceding sonnet, indicate unmistakable anxiety, resentment, and grief felt by the poet. Afraid that everyone and everything are now against him, the poet fears most that the youth will “overthrow” him: “And other strains of woe, which now seem woe, / Compared with loss of thee will not seem so.”

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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