Il poeta chiede che l’odio dell’amato giunga subito, come colpo definitivo: meglio una ferita immediata che una lunga agonia, perché nessun dolore può eguagliare la perdita dell’amore.

Sonetto 90 – Leggi e ascolta
Odiami pure quando vuoi; perché non ora:
ora che il mondo è incline a sbarrarmi il passo,
affianca l’ira del destino, piegami di schianto
ma non cader su me quale ultimo flagello.
No, se il mio cuore sarà scampato a questa pena,
non venire al seguito di un dolor già vinto;
non dare alla ventosa notte un mattin di pioggia
per prolungare una disfatta ormai scontata.
Se vuoi lasciarmi, non farlo all’ultimo momento,
quando altri miseri dolori mi avranno martoriato,
ma vieni subito all’assalto, così che pria assapori
il più potente torto della mia mala sorte.
E ogni altra pena che oggi m’appar penosa,
paragonata alla tua perdita non sembrerà più tale.
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Analisi del Sonetto 90
Il Sonetto 90 rappresenta il punto più drammatico della sequenza che va dal 87 al 90, una vera e propria discesa nella logica del dolore assoluto. Dopo la rinuncia legale (87), l’autoaccusa morale (88) e l’auto-esilio identitario (89), Shakespeare affronta qui l’ultima richiesta possibile: se l’amato deve odiare, lo faccia subito. L’attesa, più dell’odio stesso, diventa insopportabile.
Il sonetto è costruito come una supplica paradossale. Normalmente si chiede di essere risparmiati; qui si chiede il colpo finale. Non per masochismo, ma per lucidità emotiva: il poeta sa che il dolore dilazionato si moltiplica, mentre quello immediato può almeno essere attraversato e superato.
Shakespeare esplora così una verità psicologica di straordinaria precisione: la sofferenza non dipende solo dall’intensità del colpo, ma dalla sua durata. L’amore ferito preferisce la fine netta all’incertezza che consuma lentamente.
Prima quartina: l’odio come destino
Nella prima quartina il poeta invita l’amato a odiarlo “ora”, non più tardi.
Il mondo già gli è ostile, il destino lo ostacola: l’odio dell’amato non farebbe che affiancarsi a una serie di avversità già in corso. Ma proprio per questo non deve arrivare per ultimo, come il colpo più crudele.
Seconda quartina: il rifiuto del dolore differito
La seconda quartina approfondisce la richiesta.
Se il cuore riuscirà a sopravvivere a questa pena, non deve essere colpito di nuovo. Shakespeare rifiuta la logica del dolore che ritorna, che si riapre, che prolunga una sconfitta già consumata.
Terza quartina: l’assalto immediato
Nella terza quartina l’immagine si fa militare.
Il poeta chiede che l’attacco avvenga subito, prima che altri dolori minori lo abbiano logorato. L’odio dell’amato è il torto più potente: meglio affrontarlo per primo, così che tutto il resto appaia secondario.
Il distico finale: la gerarchia del dolore
Nel distico finale Shakespeare stabilisce una gerarchia definitiva.
Qualunque altra pena, per quanto grave, sembrerà lieve se paragonata alla perdita dell’amore. Il dolore amoroso non ha equivalenti: domina e relativizza ogni altra sofferenza.
Conclusione
Il Sonetto 90 è una delle più lucide rappresentazioni shakespeariane del dolore emotivo. Non c’è isteria, né disperazione confusa: c’è una richiesta razionale, quasi strategica, di soffrire nel modo meno distruttivo possibile.
In questo testo l’amore non è più fonte di gioia, ma criterio assoluto del dolore. Tutto ciò che accade nel mondo viene misurato in relazione ad esso. Se l’amore viene meno, nulla può davvero ferire più di tanto.
Il sonetto mostra anche una maturazione tragica del poeta. Dopo aver sacrificato diritti, identità e dignità, egli chiede almeno una cosa: che la ferita sia netta. È una forma estrema di autodifesa, paradossale ma profondamente umana.
Il Sonetto 90 chiude così una delle sequenze più intense dell’intera raccolta: l’amore, da bene supremo, è diventato strumento di misura del dolore. E proprio per questo, anche nella perdita, continua a dominare la vita del poeta.
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La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.
(I Sonetti – Garzanti editore)
Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.