Sonetto 131 – Sonnet 131

Shakespeare Sonetto 131

Anche se sei così, hai la stessa tirannia. Thou art as tyrannous, so as thou art. 

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Anche se sei così, hai la stessa tirannia
di chi è resa crudele dall’orgoglio d’esser bella;
perché ben sai che per il mio cuore infatuato
tu sei il più splendido e prezioso dei gioielli.
Eppure, in verità, certi dicono vedendoti
che il tuo viso non ha nulla per far gemere l’amore:
io non sono così audace da dir che essi sbagliano
sebbene a me stesso io giuri che è un errore.
E per assicurarmi che non è falso ciò che giuro,
mille sospiri insieme sol pensando al viso tuo,
rapidi s’incalzano per dar testimonianza
che il tuo nero a mio giudizio è il più bel colore.
In nulla tu sei nera, se non nelle tue azioni
ed è per questo, penso, che nasce tal calunnia.

Il poeta illustra ulteriormente l’aspetto poco attraente della sua amante. La prima quartina continua il pensiero finale del sonetto precedente, che la Dama Oscura è “il più splendido e prezioso dei gioielli”. Tuttavia, dopo queste quattro righe di apertura, il poeta riconosce che per altre persone l’aspetto della Dama Oscura è tutt’altro che adorabile. Sorprendentemente, dopo la prima quartina, in cui il poeta parla con certezza del suo amore per la sua amante, ora non è disposto a difenderla pubblicamente contro osservazioni diffamatorie sul suo aspetto. Parlando di quelle persone che sostengono che la Dama Oscura “non ha nulla per far gemere l’amore”, il poeta evita di sostenerla: “io non sono così audace da dir che essi sbagliano, / sebbene a me stesso io giuri che è un errore.”  Sembra soddisfatto che il suo amarla in privato sia più importante di quello che chiunque altro potrebbe pensare: “il tuo nero a mio giudizio è il più bel colore”. Come gli ultimi due versi del sonetto chiariscono, per lui solo le sue azioni sono nere, nel senso di oscuramente malevolo. Nonostante la sua consapevolezza del suo carattere morale basso, il poeta rimane infatuato di lei. La riga 14 mostra la sua riluttanza a criticare i suoi difetti morali.

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Read and listen

Thou art as tyrannous, so as thou art,
As those whose beauties proudly make them cruel;
For well thou know’st to my dear doting heart
Thou art the fairest and most precious jewel.
Yet, in good faith, some say that thee behold
Thy face hath not the power to make love groan:
To say they err I dare not be so bold,
Although I swear it to myself alone.
And, to be sure that is not false I swear,
A thousand groans, but thinking on thy face,
One on another’s neck, do witness bear
Thy black is fairest in my judgment’s place.
In nothing art thou black save in thy deeds,
And thence this slander, as I think, proceeds./strong>

The poet further discusses his mistress’s unattractive appearance. The first quatrain continues the previous sonnet’s ending thought, that the Dark Lady is “the fairest and most precious jewel.” However, after these opening four lines, the poet then acknowledges that to other people the Dark Lady’s appearance is anything but lovely. Surprisingly, after the first quatrain, in which the poet speaks most assuredly about his love for his mistress, now he is unwilling to defend her publicly against slanderous remarks about her appearance. Speaking of those persons who hold that the Dark Lady “hath not the power to make love groan,” the poet shies away from supporting her: “To say they [libelers] err I dare not be so bold, / Although I swear it to myself alone.” He appears satisfied that his loving her privately is more important than what anyone else might think: “Thy black is fairest in my judgment’s place.” As the sonnet’s last two lines make clear, to him only her deeds are black, in the sense of darkly malevolent. Despite his awareness of her low moral character, the poet remains infatuated with her. Line 14 shows his unwillingness to criticize her moral faults.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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