Sonetto 89 – Sonnet 89

Shakespeare Sonetto 89

Di’ che mi lasciasti per qualche mio difetto. Say that thou didst forsake me for some fault. 

Leggi e ascolta

Di’ che mi lasciasti per qualche mio difetto
ed io rafforzerò la gravità di quell’offesa:
di’ che sono zoppo e zoppicherò all’istante
senza oppor difesa alle tue ragioni.
Tu non potrai, amore, che denigrarmi la metà,
per dar corpo al tuo voluto cambiamento,
di quanto io stesso mi denigri; sapendo che lo vuoi,
soffocherò l’affetto e diverrò un estraneo;
eviterò i tuoi passi e sulle labbra mie
mai più indugerà il tuo caro dolce nome,
affinché io, blasfemo, non debba danneggiarlo
forse ricordando la nostra vecchia conoscenza.
Per te io giuro di andar contro me stesso,
perché mai potrei amare chi è causa del tuo odio.

Continuando da dove si era interrotto il sonetto precedente, questo sonetto rivela un sottofondo di apprensione nei riferimenti del poeta verso il giovane. Qualunque sia l’accusa calunniosa che il giovane farà contro di lui, il poeta promette di dimostrare che il giovane è giustificato. Amare il giovane e sapere che il giovane desidera abbandonarlo sarà sufficiente per spingere il poeta ad agire contro i propri interessi.

Finora l’amicizia non è completamente morta. In tutto il sonetto, il poeta usa il tempo futuro perché, nonostante tutte le sue insicurezze e dubbi, lo scioglimento del rapporto non è ancora definitivo. Sperando che una tale fine non si verifichi mai, il poeta promette di correggere qualsiasi difetto in se stesso che il giovane potrebbe trovare. Combatte costantemente contro se stesso per il bene del giovane: “Per te io giuro di andar contro me stesso, / perché mai potrei amare chi è causa del tuo odio”. In altre parole, poiché il poeta vede se stesso e il giovane come una persona indivisibile, se il giovane iniziasse a odiare il poeta, allora il poeta inizierebbe essenzialmente a odiare se stesso poiché lui e il giovane sono la stessa persona – almeno nel nella mente del poeta, ma certamente non in quella del giovane.

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Read and listen

Say that thou didst forsake me for some fault,
And I will comment upon that offence;
Speak of my lameness, and I straight will halt,
Against thy reasons making no defence.
Thou canst not, love, disgrace me half so ill,
To set a form upon desired change,
As I’ll myself disgrace: knowing thy will,
I will acquaintance strangle and look strange,
Be absent from thy walks, and in my tongue
Thy sweet beloved name no more shall dwell,
Lest I, too much profane, should do it wrong
And haply of our old acquaintance tell.
For thee against myself I’ll vow debate,
For I must ne’er love him whom thou dost hate.

Continuing where the previous sonnet left off, this sonnet reveals an undertone of apprehension in the poet’s references to the young man. Whatever the slanderous accusation the youth will make against him, the poet promises to prove the youth justified. Loving the young man and knowing that the young man wishes to forsake him will be enough to impel the poet to act against his own best interests.

So far the friendship is not completely dead. Throughout the sonnet, the poet uses the future tense because for all his insecurity and doubts, the dissolution of the relationship is not yet final. Hoping that such an end never occurs, the poet promises to correct any fault in himself that the youth might find. He consistently wars against himself for the youth’s sake: “For thee, against myself I’ll vow debate, / For I must ne’er love him whom thou dost hate.” In other words, because the poet views himself and the youth as one indivisible person, if the youth should begin to hate the poet, then the poet would essentially begin to hate himself since he and the youth are the same person — at least in the poet’s mind, but certainly not in the youth’s.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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