Shakespeare. Sonetto 91 - Sonnet 91. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 91 – Sonnet 91

Shakespeare Sonetto 91

Vi è chi vanta la propria nascita, chi l’ingegno. Some glory in their birth, some in their skill. 

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Vi è chi vanta la propria nascita, chi l’ingegno,
chi la ricchezza, chi la forza fisica,
chi il vestire alla moda anche se stravagante,
chi vanta falchi e cani e chi i cavalli.
E ogni temperamento ha una sua tendenza innata
in cui trova una gioia superiore al resto;
ma queste piccolezze non s’addicon al mio metro:
io tutte le miglioro in un solo immenso bene.
Per me il tuo amore è meglio di nobili natali,
più ricco della ricchezza, più fiero dell’eleganza,
di maggior diletto dei falchi o dei cavalli
e avendo te, di ogni vanto umano io mi glorio:
sfortunato solo in questo, che tu puoi togliermi
ogni cosa e far di me l’essere più misero.

Il poeta esamina il suo amore per il giovane con una vena più rilassata e meno urgente. Prima cataloga le diverse attività in cui le persone amano immergersi, poi ammette di apprezzare l’amore precario dei giovani più di qualsiasi altro sport o possesso che ha già elencato nella prima quartina; infine, conclude parlando del giovane: “e avendo te, di ogni vanto umano io mi glorio”. Tuttavia, rimane dubbioso su qualsiasi futuro congiunto con il suo giovane amore: “sfortunato solo in questo, che tu puoi togliermi / ogni cosa e far di me l’essere più misero”.

Nel il distico finale del sonetto, questi versi mostrano quanto sia vulnerabile il poeta sottolineando il vuoto di cui il poeta ha tanta paura quando finalmente il giovane lo abbandonerà.

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Some glory in their birth, some in their skill,
Some in their wealth, some in their bodies’ force,
Some in their garments, though new-fangled ill,
Some in their hawks and hounds, some in their horse;
And every humour hath his adjunct pleasure,
Wherein it finds a joy above the rest:
But these particulars are not my measure;
All these I better in one general best.
Thy love is better than high birth to me,
Richer than wealth, prouder than garments’ cost,
Of more delight than hawks or horses be;
And having thee, of all men’s pride I boast:
Wretched in this alone, that thou mayst take
All this away and me most wretched make.

The poet examines his love for the young man in a more relaxed, less urgent vein. He first catalogues different activities that people like to immerse themselves in, then he admits that he values the youth’s precarious love more than any other sport or possession he already listed in the first quatrain; finally, he concludes of the young man, “And having thee, of all men’s pride I boast.” However, he remains doubtful about any joint future with his young love: “Wretched in this alone: that thou mayst take / All this away and me most wretched make.”

Coming as they do as the end couplet in the sonnet, these lines show just how vulnerable the poet is, for the word “wretched” appears twice in the couplet, and the complete stop after the alliterative phrase “me most wretched make” emphasizes the empty void that the poet is so fearful of when the youth finally abandons him.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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