Sonetto 102 – Sonnet 102

Shakespeare Sonetto 102

È più forte il mio amore anche se par più debole. My love is strengthen’d, though more weak in seeming. 

Leggi e ascolta

È più forte il mio amore anche se par più debole,
io non amo di meno, pur se meno lo dimostro;
è oggetto da mercato quell’amore il cui alto pregio
è dal suo padrone ovunque decantato.
Era giovane il nostro amore appena in primavera
quand’ero solito festeggiarlo coi miei canti,
come Filòmela che cinguetta all’inizio dell’estate
e tace al giunger dei giorni più maturi:
non che l’estate sia meno bella ora
di quando i suoi mesti canti zittivano la notte,
ma perché musica indistinta grava su ogni ramo
e le dolcezze così confuse perdon di valore.
Perciò come Filòmela, io talvolta taccio
perché non voglio annoiarti col mio canto.

Per giustificare il non aver scritto versi sul giovane, il poeta sostiene che proclamare costantemente amore per qualcuno sminuisce la genuinità dell’emozione. Il suo tono è cauto perché rileva un cambiamento nei suoi sentimenti per il giovane: “È più forte il mio amore anche se par più debole, / io non amo di meno, pur se meno lo dimostro”. Ricorda la formazione del suo rapporto con il giovane – piuttosto che lo stato attuale dell’amicizia; questo ricordo è ora l’unica fonte d’ispirazione per la sua scrittura e sottolinea quanto siano cresciuti gli uni dagli altri. Poiché si aspetta che il giovane sia indifferente, è fermo ma cortese quando si astiene dallo scrivere versi: “io talvolta taccio, / perché non voglio annoiarti col mio canto”.

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Read and listen

My love is strengthen’d, though more weak in seeming;
I love not less, though less the show appear:
That love is merchandized whose rich esteeming
The owner’s tongue doth publish every where.
Our love was new and then but in the spring
When I was wont to greet it with my lays,
As Philomel in summer’s front doth sing
And stops her pipe in growth of riper days:
Not that the summer is less pleasant now
Than when her mournful hymns did hush the night,
But that wild music burthens every bough
And sweets grown common lose their dear delight.
Therefore like her I sometime hold my tongue,
Because I would not dull you with my song.

To justify not writing verse about the young man, the poet argues that constantly proclaiming love for someone cheapens the genuineness of the emotion. His tone is cautious because he detects a change in his feelings for the youth: “My love is strength’ned, though more weak in seeming; / I love not less, though less the show appear.” He recalls the formation of his relationship with the youth — rather than the current status of the friendship; this recollection is now the only inspiration for his writing and emphasizes just how far apart the two have grown. Because he expects the youth to be indifferent, he is firm but courteous when he refrains from writing verse: “I sometime hold my tongue, / Because I would not dull you with my song.”

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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