Sonetti 101-120 di William Shakespeare Creatività, colpa e desiderio di perdono Questa sezione della raccolta dei Sonetti di William Shakespeare, che comprende i Sonetti 101-120, riflette […]
«La tua crudeltà d’un tempo oggi m’aiuta, poiché memore del dolore che allor provai». Il poeta e il giovane ora possono apprezzare le reciproche ferite, con […]
«Quali lacrime di Sirene devo aver bevuto stillate da alambicchi immondi come inferno». Sostenendo che le sue azioni erano impulsive e incontrollabili, il poeta si scusa […]
«Se per risvegliare il nostro appetito stimoliamo il palato con ghiottonerie piccanti». Il poeta elabora ora i versi 5 e 6 del sonetto precedente: “d’esser stato […]
«Accusami pure d’aver del tutto trascurato il dovuto compenso ai tuoi grandi meriti». Il poeta torna bruscamente sull’argomento del giovane e rinnova le sue scuse e […]
«Non sia mai ch’io ponga impedimenti all’unione di anime fedeli; Amore non è amore». Nonostante il tono confessionale di questo sonetto, non vi è alcun riferimento […]
«Può esser che il mio cuore, schiavo del tuo regno s’inebri col veleno che i re usano, l’inganno?». Continuando la dicotomia tra l’occhio e la mente, […]
«Il tuo amore e la pietà annullano quel marchio che pubblico biasimo m’impresse sulla fronte». I primi due versi richiamano il “marchio” e la “pietà” di […]
«Per amor, ti prego, rimprovera la Fortuna, divinità colpevole di ogni mia mala azione». Il Sonetto 111 si concentra in particolare sui lamenti del poeta sulle […]