Sonetto 112 – Shakespeare

Nel Sonetto 112 Shakespeare dichiara che l’amore dell’amato lo salva dal giudizio del mondo: la pietà cancella il “marchio” del biasimo pubblico e rende irrilevante ogni lode o disprezzo. L’amato diventa l’intero universo del poeta, l’unica voce capace di definire onta e merito; tutto il resto sprofonda nel silenzio, come morto, perché la vera vita è radicata nel pensiero dell’amato.

Sonetto 112 di Shakespeare

Sonetto 112 – Leggi e ascolta

⬇️ Scarica l’audio

Il tuo amore e la pietà annullano quel marchio
che pubblico biasimo m’impresse sulla fronte,
che importa se qualcuno mi loda o mi disprezza
finché tu copri il male e dai credito al mio bene?

Tu sei il mio intero mondo ed io devo cercare
di capire onte e pregi solo dalle tue labbra:
nessun altro per me esiste, né altri io considero,
che cambi in bene o male la mia ferrea volontà.

Nel più profondo abisso affondo ogni interesse
per le voci altrui, affinché, come il serpente,
non porga ascolto al critico né all’adulatore.
Ecco perché trascuro il parere altrui:

sei talmente radicato in ogni mio pensiero,
che quanto ci circonda a me par morto.


»»» Introduzione ai Sonetti
»»» Elenco completo Sonetti
»»» I Sonetti in Inglese, con audio lettura

Analisi del Sonetto 112

Il Sonetto 112 è la risposta luminosa al dramma del sonetto precedente. Se nel 111 Shakespeare si sentiva marchiato dalla Fortuna e dalla necessità, qui afferma che l’amore dell’amato è più forte di ogni condanna sociale. L’amato non è soltanto colui che consola: è colui che assolve. La sua pietà cancella il segno dell’umiliazione e restituisce dignità al poeta.

Questo sonetto ha un tono insieme grato e assoluto: Shakespeare non si limita a dire che l’amato lo comprende; dice che la sua comprensione basta a renderlo indifferente al giudizio del mondo. In una società fondata sullo sguardo pubblico e sulla reputazione, Shakespeare compie un gesto radicale: decide che l’unica reputazione che conta è quella che vive nelle labbra dell’amato.

Prima quartina: la pietà che cancella il marchio

La prima quartina contiene immediatamente l’immagine centrale:
“Il tuo amore e la pietà annullano quel marchio / che pubblico biasimo m’impresse sulla fronte.”

Il “marchio” è la continuazione diretta del Sonetto 111: Shakespeare si sentiva segnato e contaminato. Ora però il marchio viene cancellato: non da un tribunale, non dal tempo, non da una giustificazione razionale, ma dall’amore e dalla pietà dell’amato.

Ecco perché il poeta dice che non importa più se qualcuno lo loda o lo disprezza: la società può essere crudele, mutevole, superficiale. Ma finché l’amato “copre il male” e dà credito al bene, la condanna del mondo perde forza. L’amato diventa una protezione morale, quasi un velo che salva il poeta dall’umiliazione.

Seconda quartina: l’amato come unico mondo

La seconda quartina è ancora più assoluta:
“Tu sei il mio intero mondo”.

Non è una semplice iperbole amorosa. Shakespeare intende che l’amato diventa la misura di tutto: ciò che è bene e ciò che è onta si decide solo da lui. L’io poetico dichiara che cercherà di capire onte e pregi soltanto dalle sue labbra.

In questa affermazione c’è un cambio di sovranità: la società perde potere e lo acquista l’amato. La reputazione pubblica viene sostituita da una reputazione intima.

Quando Shakespeare dice che nessun altro esiste per lui, che nessun altro può cambiare in bene o in male la sua ferrea volontà, sta proclamando una sorta di isolamento volontario: non come fuga dal mondo, ma come scelta di fedeltà. Il poeta decide che nessuna voce esterna merita più ascolto.

Terza quartina: silenzio verso il critico e l’adulatore

Nella terza quartina Shakespeare approfondisce questa scelta: affonda nel più profondo abisso ogni interesse per le voci altrui. È un’immagine di annientamento: le opinioni del mondo vengono gettate in una voragine.

Poi appare un riferimento curioso e significativo: il poeta desidera non prestare orecchio “come il serpente” né al critico né all’adulatore. Qui Shakespeare mostra lucidità: le voci del mondo sono pericolose in entrambe le direzioni. Il critico ferisce, ma anche l’adulatore può corrompere e sedurre.

Il poeta vuole dunque liberarsi dalla dipendenza dagli altri, dalla schiavitù delle opinioni. Il solo giudizio che accetta è quello dell’amato, perché è giudizio che nasce dall’amore, non dall’interesse o dall’ostilità.

Il distico: il mondo come morte, l’amato come vita

Nel distico finale Shakespeare chiude con una dichiarazione radicale:
“sei talmente radicato in ogni mio pensiero, / che quanto ci circonda a me par morto.”

È un’immagine assoluta: tutto ciò che non è l’amato sembra morto. La vita è interiormente concentrata in un solo punto: il pensiero dell’amato, radicato nel poeta come una radice inestirpabile.

Questa chiusura ribadisce l’intero senso del sonetto: l’amato non è più soltanto persona amata; è principio vitale, fondamento psicologico e morale. Se il mondo giudica, ferisce o loda, tutto ciò è secondario e sterile. La sola realtà viva è il legame fra poeta e amato.

Conclusione

Il Sonetto 112 trasforma la vergogna in salvezza. Il poeta, marchiato dal biasimo pubblico, trova nell’amato una forza che cancella la macchia: non attraverso la negazione, ma attraverso la pietà. L’amore diventa una protezione più potente della reputazione sociale.

Shakespeare compie così un atto definitivo: decide che il mondo esterno non ha più autorità su di lui. Critici e adulatori, disprezzo e lode, tutto viene gettato nell’abisso. Resta un solo giudizio, una sola voce, un solo universo: l’amato.

E proprio questa concentrazione estrema — quasi ascetica — rende il sonetto uno dei più intensi: perché mostra come, per Shakespeare, l’amore possa diventare non solo consolazione, ma riscatto, libertà e vita.

Sonnet 112 – In English ·
◀ Sonetto 111 · Sonetto 113 ▶

Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


PirandelloWeb