Shakespeare. Sonetto 114 - Sonnet 114. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 114 – Sonnet 114

Shakespeare Sonetto 114

Da quando ti ho lasciato, la mia vista è in cuore. Since I left you, mine eye is in my mind. 

Leggi e ascolta


Può esser che il mio cuore, schiavo del tuo regno
s’inebri col veleno che i re usano, l’inganno?
O devo forse dire che il mio occhio vede il vero
e che l’amor per te gli insegnò tale alchimia,
da trasformare mostri ed ogni cosa informe
in dolci cherubini uguali al tuo sembiante,
cambiando ogni bruttura in perfetta meraviglia
non appena vi si posi la luce del suo sguardo?
No, è certo il primo; v’è l’inganno nel mio occhio
che il mio cuore generoso regalmente beve:
il mio occhio ben conosce quel che a lui s’addice
e per il suo palato predispone il giusto calice.
Se fosse avvelenato, minor sarà la colpa
perché al mio occhio piace e per primo l’assapora.

Continuando la dicotomia tra l’occhio e la mente, il poeta presenta due possibilità alternative – indicate dalla frase “Può esser che” – per l’azione dell’occhio e della mente. O la mente controlla la vista del poeta ed è suscettibile di adulazione, o il suo occhio è il padrone della sua mente e rende “mostri ed ogni cosa informe / dolci cherubini” che assomigliano al giovane. Il poeta decide sulla prima possibilità, che la sua mente controlli la sua vista; qualunque cosa l’occhio veda e qualunque confronto faccia, la sua mente trasforma qualsiasi oggetto nella migliore luce del giovane. L’occhio del poeta “ben conosce” cosa è d’accordo con la mente del poeta “E per il suo palato [della mente] predispone il giusto calice”.

Ironicamente, il poeta riconosce che paragonare tutto al giovane non è saggio, perché allora non giudica mai veramente né il giovane né il mondo. Tuttavia, accetta il rischio, perché negli ultimi due versi del sonetto dice che anche se la sua mente sta ingannando se stessa, almeno il bell’aspetto del giovane è consolazione per questo autoinganno. In altre parole, al poeta non importa se qualcosa è avvelenato finché è bello; l’apparenza è più importante della sostanza.

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Read and listen


Or whether doth my mind, being crown’d with you,
Drink up the monarch’s plague, this flattery?
Or whether shall I say, mine eye saith true,
And that your love taught it this alchemy,
To make of monsters and things indigest
Such cherubins as your sweet self resemble,
Creating every bad a perfect best,
As fast as objects to his beams assemble?
O,’tis the first; ‘tis flattery in my seeing,
And my great mind most kingly drinks it up:
Mine eye well knows what with his gust is ‘greeing,
And to his palate doth prepare the cup:
If it be poison’d, ‘tis the lesser sin
That mine eye loves it and doth first begin.

Continuing the dichotomy between the eye and the mind, the poet presents two alternative possibilities — indicated by the phrase “Or whether” — for how the eye and mind work. Either the mind controls the poet’s seeing and is susceptible to flattery, or his eye is the master of his mind and makes “monsters and things indigest / Such cherubins” that resemble the youth. The poet decides on the first possibility, that his mind controls his sight; whatever the eye sees and whatever comparisons it makes, his mind transforms any object in the best light of the youth. The poet’s eye “well knows” what is agreeing to the poet’s mind “And to his [the mind’s] palate doth prepare the cup.”

Ironically, the poet acknowledges that comparing everything to the youth is unwise, for then he never truly judges either the youth or the world. However, he accepts the risk, for in the sonnet’s final two lines he says that even if his mind is deceiving itself, at least the beautiful appearance of the youth is consolation for this self-deception. In other words, the poet does not care if something is poisoned so long as it is beautiful; appearance is more important than substance.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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