Shakespeare. Sonetto 119 - Sonnet 119. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 119 – Sonnet 119

Shakespeare Sonetto 119

Quali lacrime di Sirene devo aver bevuto. What potions have I drunk of Siren tears. 

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Quali lacrime di Sirene devo aver bevuto
stillate da alambicchi immondi come inferno,
per dar paura alle speranze e speranze alle paure,
sentendomi sconfitto in ogni mia vittoria!
Quali misere colpe può aver commesso il cuore,
quando si credeva al sommo d’ogni gioia!
Come vagavan fuori dalle orbite i miei occhi
nell’eccitazione di tal delirante febbre!
O vantaggio del male: ora solo riconosco
che sempre il bene è dal mal reso migliore
e che l’amore infranto, ricostruito a nuovo,
cresce ancor più bello, più forte, ben più grande.
Così, mortificato, ritorno all’amor mio,
e dal mal guadagno tre volte quel che ho perso.

Sostenendo che le sue azioni erano impulsive e incontrollabili, il poeta si scusa sinceramente per aver tradito il giovane. Descrive la distruzione della relazione come tragica, perché è il suo bene più prezioso: “Quali misere colpe può aver commesso il cuore, / quando si credeva al sommo d’ogni gioia!” Tuttavia, riconosce che ci sono alcuni vantaggi dalla fine della relazione.

Il Sonetto 119 porta il lettore dall’infatuazione del poeta per il giovane alla sua ritrovata attrazione: la Donna Oscura (Dark Lady). Anche se non viene mai nominata direttamente, è paragonata a “tal delirante febbre”, e le sue sono “Lacrime di Sirene / stillate da alambicchi immondi come inferno”. Pieno di rimorso, il poeta ritorna al suo vecchio amore con maggiore intensità e ardore (versi 12 e 13). Tuttavia, c’è più speranza che certezza da un “amore infranto” che ricostruito troverà un amore reso più forte dalla rottura.

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What potions have I drunk of Siren tears,
Distill’d from limbecks foul as hell within,
Applying fears to hopes and hopes to fears,
Still losing when I saw myself to win!
What wretched errors hath my heart committed,
Whilst it hath thought itself so blessed never!
How have mine eyes out of their spheres been fitted
In the distraction of this madding fever!
O benefit of ill! now I find true
That better is by evil still made better;
And ruin’d love, when it is built anew,
Grows fairer than at first, more strong, far greater.
So I return rebuked to my content
And gain by ill thrice more than I have spent.

Arguing that his actions were impulsive and uncontrollable, the poet sincerely apologizes for betraying the youth. He describes the destruction of the relationship as tragic, for it is his most prized possession: “What wretched errors hath my heart committed, / Whilst it hath thought itself so blessèd never!” However, he acknowledges that there are some benefits from the relationship’s demise.

Sonnet 119 takes the reader from the poet’s infatuation for the youth to his newfound attraction — the Dark Lady. Although she is never directly named, she is likened to “this madding fever,” and hers are “Siren tears / Distilled from limbecks foul as hell within.” Full of remorse, the poet returns to his old love with greater poignancy and ardor (lines 12 and 13). Nevertheless, there is more hope than certainty that by “ruined love” rebuilt he shall find a love made stronger by the breach.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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