Shakespeare. Sonetto 1 - Sonnet 1. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 1 – Sonnet 1

Alle meraviglie del creato noi chiediam progenie — From fairest creatures we desire increase. 

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Alle meraviglie del creato noi chiediam progenie
perché mai si estingua la rosa di bellezza,
e quando ormai sfiorita un dì dovrà cadere,
possa un suo germoglio continuarne la memoria:
ma tu, solo devoto ai tuoi splendenti occhi,
bruci te stesso per nutrir la fiamma di tua luce
creando miseria là dove c’è ricchezza,
tu nemico tuo, troppo crudele verso il tuo dolce io.
Ora che del mondo sei tu il fresco fiore
e l’unico araldo di vibrante primavera,
nel tuo stesso germoglio soffochi il tuo seme
e, giovane spilorcio, nell’egoismo ti distruggi.
Abbi pietà del mondo o diverrai talmente ingordo
da divorar con la tua morte quanto a lui dovuto.

Shakespeare inizia i suoi sonetti introducendo quattro dei suoi temi più importanti – immortalità, tempo, procreazione ed egoismo – che sono correlati in questo primo sonetto sia tematicamente sia attraverso l’uso di immagini associate agli affari o al commercio.

Le prime quattro righe del sonetto riguardano tutti questi temi importanti. Individualmente, ciascuna di queste quattro righe affronta un problema separato. La riga 1 riguarda la procreazione, specialmente nella frase “noi chiediam progenie”; la riga 2 accenna all’immortalità nella frase “perché mai si estingua”; la riga 3 presenta il tema del progresso incessante del tempo; e la linea 4 combina tutte e tre le preoccupazioni: un “un suo germoglio” rappresenta l’immortalità per i genitori, che invecchieranno e moriranno. Secondo il poeta, la procreazione assicura che i nostri nomi saranno portati avanti dai nostri figli. Se non abbiamo figli, tuttavia, i nostri nomi moriranno quando lo faremo.

Ma lo scenario che il poeta crea in queste quattro righe è stato apparentemente rifiutato dal giovane, al quale il poeta si rivolge come “tu”, nelle righe 5-12. Interessato solo ai propri desideri egoistici, il giovane è l’incarnazione del narcisismo, un amore distruttivo eccessivo per se stessi. Il poeta chiarisce che l’amor proprio del giovane è malsano, non solo per se stesso ma per il mondo intero. Poiché il giovane non condivide se stesso con il mondo avendo un figlio che porti avanti la sua bellezza, crea “miseria là dove c’è ricchezza” e si ferisce crudelmente. Il “germoglio” nella riga 11 ricorda la “rosa” della riga 2: La rosa come immagine di perfezione sottolinea l’immaturità del giovane, che è solo un germoglio, ancora imperfetto perché non è completamente sbocciato.

Il distico finale – le ultime due righe – rafforza l’ingiustizia del giovane che non condivide la sua bellezza con il mondo. La “miseria” che crea per se stesso è favorita dalla frase “da divorar con la tua morte quanto a lui dovuto” (al mondo), come se il giovane avesse la responsabilità e il mondo avesse il diritto di aspettarsi che il giovane generiun figlio. In tutti i sonetti, Shakespeare attinge le sue immagini dalla vita quotidiana nel mondo che lo circonda. Nel Sonetto 1, scrive dell’amore in termini di usura commerciale, la pratica di addebitare interessi esorbitanti sul denaro prestato.

»»» Sonetto 2

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Read and listen

From fairest creatures we desire increase,
That thereby beauty’s rose might never die,
But as the riper should by time decease,
His tender heir might bear his memory:
But thou, contracted to thine own bright eyes,
Feed’st thy light’st flame with self-substantial fuel,
Making a famine where abundance lies,
Thyself thy foe, to thy sweet self too cruel.
Thou that art now the world’s fresh ornament
And only herald to the gaudy spring,
Within thine own bud buriest thy content
And, tender churl, makest waste in niggarding.
Pity the world, or else this glutton be,
To eat the world’s due, by the grave and thee.

Shakespeare begins his sonnets by introducing four of his most important themes — immortality, time, procreation, and selfishness — which are interrelated in this first sonnet both thematically and through the use of images associated with business or commerce.

The sonnet’s first four lines relate all of these important themes. Individually, each of these four lines addresses a separate issue. Line 1 concerns procreation, especially in the phrase “we desire increase”; line 2 hints at immortality in the phrase “might never die”; line 3 presents the theme of time’s unceasing progress; and line 4 combines all three concerns: A “tender heir” represents immortality for parents, who will grow old and die. According to the sonnet’s poet, procreating ensures that our names will be carried on by our children. If we do not have children, however, our names will die when we do.

But, the scenario the poet creates in these four lines apparently has been rejected by the young man, whom the poet addresses as “thou,” in lines 5–12. Interested only in his own selfish desires, the youth is the embodiment of narcissism, a destructively excessive love of oneself. The poet makes clear that the youth’s self-love is unhealthy, not only for himself but for the entire world. Because the young man does not share himself with the world by having a child to carry on his beauty, he creates “a famine where abundance lies” and cruelly hurts himself. The “bud” in line 11 recalls the “rose” from line 2: The rose as an image of perfection underscores the immaturity of the young man, who is only a bud, still imperfect because he has not fully bloomed.

The final couplet — the last two lines — reinforces the injustice of the youth’s not sharing his beauty with the world. The “famine” that he creates for himself is furthered in the phrase “To eat the world’s due,” as though the youth has the responsibility and the world has the right to expect the young man to father a child. Throughout the sonnets, Shakespeare draws his imagery from everyday life in the world around him.

»»» Sonnet 2

Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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