Il Tempo è chiamato in giudizio e accusato dei suoi crimini contro la bellezza. Può distruggere corpi e mondi, ma gli viene imposto un limite. La poesia diventa l’atto di ribellione che salva ciò che il tempo vorrebbe cancellare.

Sonetto 19 – Leggi e ascolta
Tempo divoratore, spunta gli artigli al leone
e costringi la terra a divorar la sua dolce prole,
strappa le zanne aguzze dalle fauci feroci della tigre
ed ardi nel suo sangue l’immortale fenice,
rendi pure nel tuo corso stagioni tristi e liete
e fa quello che vuoi, Tempo dal veloce passo,
al mondo intero e ai suoi effimeri piaceri:
ma il più atroce dei delitti io ti proibisco.
Non scolpire le tue ore sulla fronte del mio amore,
non segnarvi linee con la tua grottesca penna;
durante la tua corsa lascia che resti intatto
qual modello di bellezza agli uomini futuri.
Oppur scatenati, vecchio Tempo: contro ogni tuo torto,
il mio amore nei miei versi vivrà giovane in eterno.
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Analisi del Sonetto 19
Il Sonetto 19 è uno dei testi più combattivi dell’intera raccolta. Dopo la proclamazione solenne del potere della poesia nel Sonetto 18, Shakespeare compie ora il passo successivo: non si limita più a dichiarare l’immortalità del verso, ma si rivolge direttamente al Tempo, trasformandolo in un interlocutore ostile. Il tono è imperativo, quasi processuale, come se il poeta stesse pronunciando un atto d’accusa.
Questo sonetto non attenua la potenza del Tempo: al contrario, la riconosce pienamente. Il tempo può divorare, distruggere, cancellare. Ma proprio nel riconoscimento della sua forza nasce la sfida. Shakespeare non chiede clemenza: pone un limite invalicabile, quello imposto dalla parola poetica.
Prima quartina: il Tempo come forza predatrice
Nella prima quartina il Tempo viene descritto attraverso immagini violente e animalesche. Può “divorare” creature feroci, distruggere monumenti, consumare ogni cosa vivente.
Shakespeare non attenua l’orrore di questa potenza. Il tempo è una forza cieca e insaziabile, capace di annientare anche ciò che sembra invincibile. La bellezza, in questo contesto, appare come una preda naturale.
Seconda quartina: il potere illimitato del Tempo
La seconda quartina amplia ulteriormente il campo d’azione del Tempo. Non si tratta solo di corpi individuali, ma dell’intero ordine naturale e storico.
Il tempo non conosce gerarchie: colpisce il forte e il debole, il grande e il piccolo. Shakespeare insiste su questa onnipotenza per rendere più radicale il gesto che seguirà. La sfida non è ingenua, ma consapevole del rischio.
Terza quartina: il limite imposto dal poeta
Nella terza quartina avviene la svolta decisiva. Dopo aver concesso al Tempo ogni potere distruttivo, Shakespeare gli nega un solo diritto: quello di intaccare la bellezza amata.
Qui la poesia si erge come barriera simbolica. Il tempo può fare tutto, tranne ciò che il poeta ha fissato nei versi. La bellezza viene sottratta alla storia naturale e trasferita nella durata culturale.
Il distico finale: la vittoria della poesia
Nel distico finale Shakespeare formula la sentenza definitiva. Il tempo continuerà la sua opera di distruzione, ma la bellezza cantata sopravvivrà.
Non è una tregua, ma una vittoria parziale eppure decisiva. La poesia non ferma il tempo: lo rende impotente su ciò che conta.
Conclusione
Il Sonetto 19 rappresenta uno dei momenti più alti dell’orgoglio poetico shakespeariano. Qui l’arte non è difesa timida, ma sfida frontale.
Shakespeare riconosce che il tempo governa il mondo fisico, ma rivendica per la poesia un dominio diverso, simbolico e duraturo. In questo spazio la bellezza non è più vulnerabile.
Con questo sonetto si consolida la nuova visione inaugurata dal Sonetto 18: l’immortalità non è concessa dalla natura, né garantita dal sangue, ma conquistata dalla parola. Il tempo può vincere ovunque, tranne dove la poesia ha già pronunciato il suo nome.
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La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.
(I Sonetti – Garzanti editore)
Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.