Shakespeare. Sonetto 39 - Sonnet 39. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 39 – Sonnet 39

Shakespeare sonetto 39

Come posso cantare equamente i tuoi meriti. O, how thy worth with manners may I sing. 

Leggi e ascolta

Come posso cantare equamente i tuoi meriti
se tu sei tutto il meglio di me stesso?
A cosa può servirmi la lode del mio io?
E se lodo te, cos’altro è se non l’elogio mio?
Anche per questo dobbiamo vivere divisi
e lasciar che il nostro amore perda la sua unità,
affinché con questa separazione io possa dare
quanto a te dovuto e che tu solo meriti.
O lontananza, quale tormento tu saresti,
se l’amaro ozio non m’accordasse la dolce libertà
di occupare il tempo in pensieri d’amore,
che dolcemente inganna sia tempo che pensieri,
e se non m’insegnassi come divider uno in due
lodando la presenza di chi in realtà è lontano.

Il Sonetto 39 costruisce un’ingegnosa variazione sul tema dell’assenza. Ironicamente, la separazione è fonte di ispirazione: “affinché con questa separazione io possa dare / quanto a te dovuto e che tu solo meriti”. Inoltre, poiché il giovane è “tutto il meglio” del poeta, i due rimangono uniti attraverso l’immaginazione del poeta stesso, sebbene siano fisicamente separati. Attraverso una serie di domande retoriche, il poeta esplora il paradosso del suo essere contemporaneamente due entità. Non ci possono essere conclusioni soddisfacenti poiché vite separate creano identità separate, non una. O il poeta ama se stesso e tradisce il giovane, oppure il poeta ama il giovane e tradisce se stesso.

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Read and listen

O, how thy worth with manners may I sing,
When thou art all the better part of me?
What can mine own praise to mine own self bring?
And what is ‘t but mine own when I praise thee?
Even for this let us divided live,
And our dear love lose name of single one,
That by this separation I may give
That due to thee which thou deservest alone.
O absence, what a torment wouldst thou prove,
Were it not thy sour leisure gave sweet leave
To entertain the time with thoughts of love,
Which time and thoughts so sweetly doth deceive,
And that thou teachest how to make one twain,
By praising him here who doth hence remain!

Sonnet 39 constructs an ingenious variation on the theme of ab-sence. Ironically, separation is inspirational: “That by this separation I may give / That due to thee which thou deserv’st alone.” Also, as the youth is the “better part” of the poet, the two remain united through the poet’s imagination, though they are physically separated. Through a series of rhetorical questions, the poet explores the paradox of his being simultaneously two beings. There can be no satisfactory conclusion as separate lives make separate identities, not one. Either the poet loves himself and betrays the youth, or the poet loves the youth and betrays himself.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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