Sonetto 64 – Shakespeare

Il poeta contempla le rovine del mondo e della storia per comprendere la potenza distruttiva del tempo, scoprendo che ogni grandezza è destinata a cadere e che questa certezza rende ancora più angosciante la possibilità di perdere l’amato.

Sonetto 64 di Shakespeare

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Quando vidi sfigurato dall’atroce mano del Tempo
l’orgoglioso tesoro di epoche ormai sepolte,
quando talvolta vedo alte torri rase al suolo
e bronzi eterni soggetti alla furia della morte;

quando vidi l’ingordo oceano invadere
il superbo reame delle spiagge,
e la terra vincere la potenza delle acque
alternando vittorie a perdite e perdite a vittorie;

quando vidi quel terribile mutar della natura
o la stessa sovranità crollar miseramente,
fu allora che Rovina m’insegnò a meditare
che il Tempo verrà e porterà via il mio amore.

È come morte tal pensiero, non ha altra scelta,
se non piangere di avere chi ha timor di perdere.


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Analisi del Sonetto 64

Il Sonetto 64 amplia drasticamente l’orizzonte della riflessione sul tempo. Dopo aver immaginato, nel Sonetto 63, la futura decadenza dell’amato, Shakespeare allarga lo sguardo dall’individuo al mondo intero. Non è solo il corpo umano a essere vulnerabile, ma anche le opere della storia, i regni, le civiltà che sembravano destinate a durare per sempre.

Il sonetto nasce da una meditazione sulle rovine. Guardando ciò che il tempo ha già distrutto, il poeta impara a riconoscere una legge universale: nulla è stabile, nulla è protetto. Questa consapevolezza, però, non conduce alla rassegnazione, bensì a un dolore più acuto, perché applicata all’amore rende la perdita non solo possibile, ma inevitabile.

Prima quartina: la rovina delle epoche

Nella prima quartina Shakespeare osserva le vestigia del passato.

Ciò che un tempo era orgoglio e grandezza è ora sfigurato dal tempo. Monumenti, torri, opere che sembravano eterne si sono rivelate fragili. La storia diventa una lezione visiva sulla caducità.

Seconda quartina: la guerra tra terra e mare

La seconda quartina introduce immagini naturali di grande forza.

L’oceano invade la terra, la terra riconquista lo spazio perduto: il mondo stesso è teatro di una lotta incessante. Nulla è definitivamente vinto o salvo. Il tempo agisce attraverso il mutamento continuo.

Terza quartina: il crollo del potere

Nella terza quartina Shakespeare unisce natura e storia.

Anche la sovranità, simbolo del dominio umano, è soggetta alla rovina. Il tempo non risparmia né il potere politico né l’ordine naturale. Tutto ciò che è grande è destinato a cadere.

Il distico finale: l’amore sotto la stessa legge

Nel distico finale il poeta applica la lezione al proprio sentimento.

Se tutto è destinato a perire, anche l’amore dovrà affrontare la stessa sorte. Pensare a questa perdita è già una forma di morte, perché vivere amando significa temere ciò che inevitabilmente verrà tolto.

Conclusione

Il Sonetto 64 è una meditazione cupa e potente sulla fragilità di ogni costruzione umana. Shakespeare mostra come il tempo non agisca solo sui corpi, ma sulla storia stessa, cancellando imperi, paesaggi, certezze.

Questa consapevolezza non consola, ma ferisce. Sapere che tutto è destinato a cadere rende l’amore ancora più prezioso e insieme più doloroso. Amare significa accettare la possibilità della perdita come parte integrante del sentimento.

Con questo sonetto Shakespeare suggerisce che il vero dramma dell’amore non è soltanto la separazione, ma la coscienza lucida della sua inevitabilità. Il tempo insegna a perdere prima ancora di togliere, trasformando l’amore in una forma di continua, silenziosa apprensione.

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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


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