Stanco di un mondo moralmente rovesciato, in cui il valore è umiliato e il vizio premiato, il poeta desidera la morte come liberazione, ma resta in vita per non abbandonare l’amato alla solitudine.

Sonetto 66 – Leggi e ascolta
Stanco di tanti eventi, pace alla morte invoco.
Come vedere il Merito viver mendicando
e amorfa Nullità ornata d’eleganza
e la più pura Fede iniquamente rinnegata
e splendidi Onori indegnamente conferiti
e l’innocente Virtù volgarmente prostituita
e la retta Perfezione indegnamente diffamata
e Forza disarmata da Poteri vacillanti
e Arte al silenzio stretta dalle Autorità
e Follia, fatta dottore, controllar l’Ingegno
e pura Verità con Semplicità confusa
ed il Bene schiavo servir il comandante Male.
Stanco di tutto questo, vorrei andarmene lontano,
se non ché morendo, lascerei il mio amore solo.
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Analisi del Sonetto 66
Il Sonetto 66 rappresenta uno dei momenti più cupi e radicali dell’intera raccolta. Dopo aver contemplato nei sonetti precedenti la distruzione operata dal tempo sulla bellezza e sulla materia, Shakespeare sposta qui l’attenzione su una rovina ancora più dolorosa: quella morale. Il tempo non consuma solo i corpi e le opere, ma corrompe l’ordine dei valori, producendo un mondo in cui tutto appare capovolto.
Il sonetto assume la forma di una litania esasperata. Ogni verso aggiunge un nuovo motivo di sdegno, come se il poeta stilasse un atto d’accusa contro la società. L’amore, che nei sonetti precedenti era minacciato dal tempo, qui è minacciato dal contesto umano stesso, da un mondo che non riconosce più il merito, la verità, la virtù.
Prima quartina: la stanchezza morale
Nella prima quartina Shakespeare dichiara apertamente la propria stanchezza.
Non si tratta di un semplice affanno personale, ma di un’esasperazione etica. Vedere il merito mendicare e la nullità essere celebrata è un’offesa intollerabile alla giustizia. Il mondo appare dominato da una logica perversa.
Seconda quartina: la prostituzione dei valori
La seconda quartina intensifica il quadro di degrado.
Onore, virtù, perfezione vengono sviliti, mentre l’indegnità viene premiata. Shakespeare utilizza immagini violente, quasi oscene, per mostrare come ciò che dovrebbe essere puro venga esposto e corrotto.
Terza quartina: il trionfo della falsità
Nella terza quartina il poeta denuncia il dominio dell’ipocrisia.
L’arte è ridotta al silenzio, la follia governa l’ingegno, la verità viene confusa con la semplicità. Il bene è costretto a servire il male. È un mondo in cui l’intelligenza e la rettitudine non hanno più spazio.
Il distico finale: l’amore come unico freno
Nel distico finale avviene il gesto decisivo.
Il poeta confessa che, di fronte a tutto questo, desidererebbe la morte. Ma non può: morendo, lascerebbe l’amato solo. L’amore diventa l’unica ragione per restare in un mondo che non merita più di essere abitato.
Conclusione
Il Sonetto 66 è una requisitoria durissima contro la società e il suo disordine morale. Shakespeare non denuncia una singola ingiustizia, ma un sistema intero che ha perso ogni criterio di valore.
La morte appare come una tentazione liberatoria, non come fuga codarda. E tuttavia l’amore trattiene il poeta dalla resa definitiva. In un mondo corrotto, l’amore resta l’unico vincolo etico, l’ultima responsabilità.
Con questo sonetto Shakespeare suggerisce che l’amore non è soltanto rifugio emotivo, ma anche dovere morale. Restare vivi, nonostante tutto, diventa un atto di fedeltà verso chi si ama, anche quando il mondo sembra non offrire più alcuna ragione per continuare.
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La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.
(I Sonetti – Garzanti editore)
Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.