Shakespeare. Sonetto 67 - Sonnet 67. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 67 – Sonnet 67

Shakespeare Sonetto 67

Ma perché dovrebbe vivere fra la corruzione. Ah! wherefore with infection should he live. 

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Ma perché dovrebbe vivere fra la corruzione
e con la sua presenza ingentilire l’empietà,
affinché il peccato da lui tragga vantaggio
e se stesso adorni con l’essergli vicino?
Perché falsa pittura dovrebbe imitare le sue gote,
togliendo a un aspetto esangue il suo colore innato?
Perché povera bellezza dovrebbe cercar ripiego
in rose artificiali, se la sua rosa è vera?
Perché dovrebbe vivere se natura è in bancarotta
in povertà di sangue per dar vita ad ogni vena?
Perché ora è solo lui la sua unica risorsa
e di tanti altera, vive solo del suo apporto.
Oh! Essa lo serba per mostrar qual tesoro avesse
in tempi ben lontani da quest’ultimo squallore.

Il Sonetto 67 continua il pensiero del sonetto precedente e sviluppa un nuovo argomento nella sua riflessione sull’età contemporanea del poeta. Sebbene il poeta professi ancora fede nelle doti naturali del giovane, è di malumore a causa del pubblico accanimento per la bellezza artificiale nella vita e nell’arte: “Perché la falsa pittura dovrebbe imitare le sue gote, / togliendo a un aspetto esangue il suo colore innato?”  Inoltre, si chiede perché il giovane si sia sottoposto a un trattamento così falso.

La giovinezza è lo standard di bellezza con cui si misura tutto il resto: “Perché povera bellezza dovrebbe cercar ripiego / in rose artificiali, se la sua rosa è vera?” La bellezza naturale non ha bisogno di cosmetici, eppure il giovane si sottopone ad artisti impostori che alterano il suo aspetto con mezzi falsi.

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Ah! wherefore with infection should he live,
And with his presence grace impiety,
That sin by him advantage should achieve
And lace itself with his society?
Why should false painting imitate his cheek
And steal dead seeing of his living hue?
Why should poor beauty indirectly seek
Roses of shadow, since his rose is true?
Why should he live, now Nature bankrupt is,
Beggar’d of blood to blush through lively veins?
For she hath no exchequer now but his,
And, proud of many, lives upon his gains.
O, him she stores, to show what wealth she had
In days long since, before these last so bad.

Sonnet 67 continues the thought of the previous sonnet, and develops a new argument in its reflection upon the poet’s contemporary age. Although the poet still professes faith in the youth’s natural endowments, he is put out of sorts by the public rage for artificial beauty in life and art: “Why should false painting imitate his cheek / And steal dead seeing of his living hue?”  What’s more, he wonders why the young man would submit himself to such false treatment.

The youth is the standard of beauty against which everything else is measured: “Why should poor beauty indirectly seek / Roses of shadow, since his rose is true?”  Natural beauty needs no cosmetics, yet the youth subjects himself to impostor artists who alter his appearance by false means.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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