Shakespeare. Sonetto 71 - Sonnet 71. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 71 – Sonnet 71

Shakespeare Sonetto 71

Quando sarò morto, soffoca il tuo pianto. No longer mourn for me when I am dead. 

Leggi e ascolta


Quando sarò morto, soffoca il tuo pianto
quando il mesto rintocco della lugubre campana
farà sapere al mondo che me ne sono andato
da questa vile terra in pasto a vermi ancor più vili:
no, se leggerai queste righe, non ricordare
la mano che le scrisse; io ti voglio così bene
che vorrei sentirmi assente dai tuoi dolci pensieri
se il ricordo mio ti dovesse dar malinconia.
O se i tuoi occhi ricadran su questi versi
quand’io sarò confuso con la terra,
non rinnovar, ti prego, il povero mio nome,
ma lascia che il tuo amore insieme a me si spenga:
per tema che il dotto mondo scruti nel tuo pianto
e si burli di noi quando sarò morto.

In questo e nei successivi tre sonetti, l’umore del poeta diventa sempre più morboso. Qui anticipa la propria morte: “Quando sarò morto, soffoca il tuo pianto / … / da questa vile terra in pasto a vermi ancor più vili”. Lo stato d’animo elegiaco esprime un senso di smarrimento tanto per la giovinezza del poeta quanto per l’effettiva prospettiva della morte. Si noti che il poeta definisce il mondo “vile“, una forte condanna dell’epoca in cui la bellezza artificiale è più cara della bellezza naturale del giovane.

Il poeta chiede al giovane di non piangere per lui quando sarà morto, o anche di ricordare il suo nome. Non volendo mai causare dolore al giovane, il poeta ha paura che, se il giovane si addolora per lui, i suoi pensieri dolorosi sostituiranno ogni affetto amorevole che può ancora avere per il poeta. Poiché il giovane non sembra essere così infatuato del poeta come il poeta lo è del giovane, tale sentimento da parte del poeta è piuttosto presuntuoso, specialmente quando poi aggiunge: “ma lascia che il tuo amore insieme a me si spenga”. Dato il disprezzo del giovane nei confronti del poeta dei sonetti precedenti, a questo punto non sarebbe irragionevole chiedere quale “amore” il poeta pensa che il giovane abbia ancora per lui.

Nel distico finale, il poeta esorta il giovane a non piangere per lui “per tema che il dotto mondo scruti nel tuo pianto / e si burli di noi quando sarò morto”. Anche in questo caso il poeta è più preoccupato per la reputazione del giovane che per la sua.

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Read and listen


No longer mourn for me when I am dead
Then you shall hear the surly sullen bell
Give warning to the world that I am fled
From this vile world, with vilest worms to dwell:
Nay, if you read this line, remember not
The hand that writ it; for I love you so
That I in your sweet thoughts would be forgot
If thinking on me then should make you woe.
O, if, I say, you look upon this verse
When I perhaps compounded am with clay,
Do not so much as my poor name rehearse.
But let your love even with my life decay,
Lest the wise world should look into your moan
And mock you with me after I am gone.

In this and the next three sonnets, the poet’s mood becomes increasingly morbid. Here he anticipates his own death: “No longer mourn for me when I am dead / . . . / From this vile world, with vilest worms to dwell.” The elegiac mood expresses a sense of loss as much for the poet’s departed youth as for the actual prospect of death. Note that the poet characterizes the world as “vile,” a strong condemnation of the age in which artificial beauty is more cherished than the young man’s natural beauty.

The poet asks the young man not to grieve for him when he is dead, or even remember his name. Never wanting to cause the youth pain, the poet is afraid that, if the young man grieves for him, his woeful thoughts will replace any loving affection he may still have for the poet. Because the young man does not appear to be as infatuated with the poet as the poet is with the young man, such sentiment on the poet’s part is rather presumptuous, especially when he then adds, “But let your love even with my life decay.” Given the youth’s slighting the poet earlier in the sonnets, at this point it would not be unreasonable to ask what “love” the poet thinks the youth still has for him.

In the final couplet, the poet urges the youth not to grieve for him “Lest the wise world should look into your moan / And mock you with me after I am gone.” Again the poet is more concerned about the young man’s reputation than he is about his own.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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