Il poeta chiede all’amato di cancellarne del tutto il ricordo dopo la morte, temendo che l’amore, costretto a giustificarsi davanti al mondo, debba mentire per difendere ciò che in lui non merita lode, trasformando l’oblio in un gesto di rispetto e verità.

Sonetto 72 – Leggi e ascolta
Per tema che il mondo ti costringa a dire
per qual mio merito tu mi debba ancora amare
dopo la mia morte, amore caro, scordami del tutto,
perché non puoi mostrar nessun valore in me,
se non dicendo qualche bugia pietosa
che ricompensi di più il mio merito,
e aggiunga maggior lodi a me defunto
di quanto la parca verità mi assegnerebbe.
Per tema che il tuo vero amore sembri falso
quando per amore parli bene di me indegno,
sia sepolto il mio nome ove sarà il mio corpo,
e più non viva a gettar infamia su di noi.
Umiliar mi sento da tutto ciò che scrivo
e ugual per te sarebbe amare cose indegne.
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Analisi del Sonetto 72
Il Sonetto 72 prosegue e radicalizza la richiesta formulata nel Sonetto 71. Se lì Shakespeare chiedeva di non essere pianto e di essere dimenticato per proteggere l’amato dal dolore e dallo scherno del mondo, qui la rinuncia diventa ancora più profonda: non si tratta soltanto di evitare il lutto, ma di impedire che l’amore sia costretto a giustificarsi, a difendere con parole false ciò che non può essere onestamente lodato.
Il tono del sonetto è segnato da una forte auto-svalutazione, ma non va letto come semplice umiltà o disprezzo di sé. Al contrario, questa svalutazione è funzionale a un’etica dell’amore rigorosa: Shakespeare rifiuta che l’amato debba mentire per continuare ad amarlo dopo la sua morte. L’amore, per restare puro, non deve essere costretto alla finzione.
In questo testo emerge con chiarezza una tensione centrale dell’intera sequenza: l’amore autentico non coincide con la celebrazione, ma con la verità. Quando la verità non è favorevole, l’amore deve avere il coraggio di rinunciare alla memoria.
Prima quartina: la paura della giustificazione
Nella prima quartina il poeta immagina il mondo che chiede conto all’amato del motivo per cui continua ad amarlo dopo la morte.
Questa richiesta è vissuta come una violenza: l’amore verrebbe trascinato in uno spazio pubblico dove dovrebbe difendere un valore che, secondo il poeta, egli non possiede. La memoria diventa così un processo, non un conforto.
Seconda quartina: la menzogna pietosa
La seconda quartina approfondisce il timore.
Per giustificare l’amore, l’amato dovrebbe ricorrere a “bugie pietose”, esagerando meriti inesistenti. Shakespeare rifiuta questa possibilità: essere amato a costo della menzogna sarebbe peggio che essere dimenticato.
Terza quartina: sepoltura del nome
Nella terza quartina la richiesta diventa definitiva.
Il nome del poeta deve essere sepolto insieme al corpo, per non gettare infamia sull’amore. La memoria non è più vista come un bene automatico, ma come un rischio morale.
Il distico finale: vergogna e coerenza
Nel distico finale Shakespeare confessa il proprio disagio.
Amare ciò che è indegno umilia tanto chi ama quanto chi è amato. Per questo l’oblio diventa una scelta coerente, non una punizione.
Conclusione
Il Sonetto 72 rappresenta uno dei momenti più estremi dell’etica amorosa shakespeariana. Qui l’amore rinuncia non solo alla celebrazione, ma alla memoria stessa, pur di restare fedele alla verità. Shakespeare non chiede di essere ricordato per ciò che non è stato; preferisce sparire piuttosto che sopravvivere come finzione.
La conclusione del sonetto mette in luce una concezione dell’amore profondamente esigente. Amare non significa difendere a ogni costo, né costruire un’immagine ideale dell’altro. Significa anche accettare che, in certi casi, il silenzio e l’oblio siano più rispettosi della lode.
In continuità con il Sonetto 71, Shakespeare mostra che l’amore autentico non ha bisogno di monumenti, né di giustificazioni pubbliche. Quando la memoria rischia di diventare menzogna, l’amore più alto sceglie di scomparire. Non per negarsi, ma per non tradire se stesso.
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La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.
(I Sonetti – Garzanti editore)
Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.