Sonetto 75 – Shakespeare

L’amore è paragonato a un nutrimento indispensabile: sazia e insieme affama, dona pienezza e subito riaccende il desiderio, rivelando una dipendenza vitale che oscilla senza tregua tra abbondanza e privazione.

Sonetto 75 di Shakespeare

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Tu sei ai miei pensieri come il pane alla vita
o come alla terra le dolci piogge di primavera;
e per il tuo bene sopporto la stessa lotta
che un avaro sostiene con le sue ricchezze:

ora orgoglioso del suo avere e all’istante
timoroso che il tempo ladro gli rubi il suo tesoro;
ora valutando che è meglio restar solo con te
e tosto preferir che il mondo veda la mia gioia;

talvolta sazio di pascermi dei tuoi occhi
per subito sentirmi affamato di uno sguardo:
non avendo o non cercando altro piacere,
salvo quanto m’hai già dato o che devo ancora avere.

Così giorno per giorno or languisco ed or m’appago,
o tutto divorando, oppur di tutto privo.


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Analisi del Sonetto 75

Il Sonetto 75 segna un cambio di registro dopo la meditazione sulla morte e sull’eredità spirituale del Sonetto 74. Qui Shakespeare riporta l’attenzione alla vita emotiva quotidiana, ma senza alleggerire la profondità del discorso. L’amore non è più ciò che sopravvive alla morte, bensì ciò che sostiene l’esistenza nel presente, come il pane per il corpo o la pioggia per la terra.

Il sonetto esplora una condizione paradossale: l’amore, proprio perché essenziale, non può mai stabilizzarsi in una soddisfazione definitiva. Nutre, ma non placa; consola, ma non mette al riparo dalla mancanza. Shakespeare descrive l’amore come una ricchezza che non smette di generare bisogno.

Prima quartina: l’amore come necessità vitale

Nella prima quartina l’amore viene equiparato ai bisogni primari.

Come il pane per la vita o la pioggia per la terra, l’amato è ciò senza cui nulla può crescere. Non si tratta di un piacere accessorio, ma di una condizione di sopravvivenza emotiva.

Seconda quartina: l’avaro e il possesso

La seconda quartina introduce una similitudine sorprendente.

Il poeta paragona il proprio rapporto con l’amore a quello dell’avaro con le sue ricchezze: orgoglioso di possederle e insieme terrorizzato di perderle. L’amore genera gioia e ansia nello stesso istante.

Terza quartina: sazietà e fame

Nella terza quartina Shakespeare descrive l’alternanza emotiva.

Talvolta il poeta è sazio dello sguardo dell’amato, ma subito dopo si scopre affamato di nuovo. La presenza non elimina il desiderio: lo rinnova.

Il distico finale: oscillazione senza tregua

Nel distico finale il movimento si chiarisce definitivamente.

Giorno dopo giorno l’amore alterna pienezza e vuoto, abbondanza e mancanza. Non esiste uno stato intermedio: l’amore consuma tutto o lascia senza nulla.

Conclusione

Il Sonetto 75 offre una rappresentazione straordinariamente lucida dell’amore come dipendenza vitale. Shakespeare non idealizza l’amore come equilibrio o serenità: lo descrive come una forza necessaria e instabile, che regge la vita ma non la pacifica.

Questa oscillazione continua non è un difetto dell’amore, ma la sua natura. Amare significa vivere in uno stato di tensione permanente, in cui la gioia non elimina il bisogno e il possesso non cancella la paura della perdita.

In continuità con i sonetti precedenti, Shakespeare suggerisce che l’amore autentico non promette quiete, ma intensità. Come il pane quotidiano, va desiderato ogni giorno. Come la pioggia, non basta una volta sola. Il Sonetto 75 mostra così un amore che non conduce alla sazietà finale, ma a una fame che rende viva l’esistenza stessa.

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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


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