Sonetto 78 – Sonnet 78

Shakespeare Sonetto 78

Ti ho invocato così spesso come Musa. So oft have I invoked thee for my Muse. 

Leggi e ascolta

Ti ho invocato così spesso come Musa
ottenendo tal favore alla mia poesia,
che ogni altra penna ha seguito il mio costume
e diffonde i suoi versi in tuo servigio.
I tuoi occhi che erudiron il muto a spiegare il canto
e alla crassa ignoranza a volar sublime,
hanno aggiunto penne alle ali dei sapienti
e conferito doppia maestà alla grazia.
Però sii maggiormente fiero di quanto io compongo
perché tua è l’ispirazione e da te è nata:
nei versi altrui tu non migliori che lo stile
e l’arte loro è favorita dalle tue dolci grazie.
Per me tu solo sei tutta la mia arte
ed elevi a sapienza la mia rude ignoranza.

 

Il successo del poeta nell’ottenere l’accesso alle grazie del giovane ispira imitatori: “che ogni altra penna ha seguito il mio costume / e diffonde i suoi versi in tuo servigio”. Riconoscendo di essere sfidato da altri poeti per gli affetti del giovane, il poeta chiede al giovane di confrontare i versi di questi imitatori con i suoi. Solo allora il giovane può apprezzare appieno quanto sia totalmente stimolante per il poeta: “Però sii maggiormente fiero di quanto io compongo / perché tua è l’ispirazione e da te è nata”. Per gli altri, il giovane migliora semplicemente per il loro stile: “nei versi altrui tu non migliori che lo stile”; per il poeta, il suo giovane amico è “tutta la mia arte” – soggetto, stile, la ragione per cui scrive i sonetti.

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Read and listen

So oft have I invoked thee for my Muse
And found such fair assistance in my verse
As every alien pen hath got my use
And under thee their poesy disperse.
Thine eyes that taught the dumb on high to sing
And heavy ignorance aloft to fly
Have added feathers to the learned’s wing
And given grace a double majesty.
Yet be most proud of that which I compile,
Whose influence is thine and born of thee:
In others’ works thou dost but mend the style,
And arts with thy sweet graces graced be;
But thou art all my art and dost advance
As high as learning my rude ignorance.

The poet’s success in gaining entry into the youth’s good graces inspires imitators: “As every alien pen hath got my use, / And under thee their poesy disperse.”  Acknowledging that he is being challenged by other poets for the young man’s affections, the poet asks the youth to compare these imitators’ verses against his own. Only then can the young man fully appreciate how wholly inspiring he is to the poet: “Yet be most proud of that which I compile, / Whose influence is thine, and born of thee.” For others, the youth merely improves their style — “In others’ works thou dost but mend the style”; for the poet, his young friend is “all my art” — subject, style, the reason for his writing the sonnets.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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