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Sonetto 79 – Shakespeare

La competizione poetica viene ridimensionata: ogni lode rivolta all’amato non crea valore nuovo, ma restituisce ciò che già gli appartiene, perché virtù e bellezza non possono essere aggiunte dall’arte, solo riconsegnate.

Sonetto 79 di Shakespeare

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Finché fui il solo a ricorrere al tuo aiuto,
soltanto la mia poesia ebbe il tuo gentil favore;
ma ora le mie attraenti rime sono decadute
e la mia musa stanca offre il posto a un altro.

È vero caro amore, il tema della tua bellezza
merita l’impegno di una penna ben più valida;
però quanto il tuo poeta di te scrive
a te lo ruba e di nuovo a te lo paga.

Virtù egli ti ascrive e sottrasse tal parola
alla tua onestà; bellezza egli ti accorda
e la trovò sulle tue guance; non può offrirti
altri meriti se non quelli che in te vivono.

Non ringraziarlo quindi per ciò che egli dice,
il suo è un restituire quanto gli hai pagato.


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Analisi del Sonetto 79

Il Sonetto 79 prosegue il discorso sulla rivalità poetica avviato nel Sonetto 78, ma ne attenua drasticamente la tensione. Se prima la presenza di altri poeti sembrava minacciare la posizione del poeta, qui Shakespeare riformula il problema su un piano più profondo: nessun poeta può davvero sottrarre qualcosa all’amato, perché ciò che canta non è creazione propria, ma semplice restituzione.

Il sonetto introduce una visione sorprendentemente pacata della concorrenza. La poesia altrui non è vista come usurpazione, bensì come riflesso. Ogni parola di lode non fa che tornare al suo legittimo proprietario: l’amato stesso.

Prima quartina: la fine dell’esclusività

Nella prima quartina il poeta riconosce di non essere più l’unico a cantare l’amato.

La sua musa appare stanca, mentre altre penne sembrano prendere il suo posto. Tuttavia, questa constatazione non sfocia in risentimento, ma apre la strada a una riflessione più matura.

Seconda quartina: il valore intrinseco dell’amato

La seconda quartina stabilisce un principio fondamentale.

La bellezza dell’amato merita lode anche da penne più abili. Il problema non è chi scrive meglio, ma comprendere che l’oggetto del canto supera qualsiasi abilità tecnica.

Terza quartina: la lode come restituzione

Nella terza quartina Shakespeare formula la sua idea centrale.

Ogni virtù attribuita dall’altro poeta è in realtà sottratta all’amato per essergli subito restituita sotto forma di parole. Nessuna lode aggiunge qualcosa di nuovo: l’arte non crea il valore, lo riconosce.

Il distico finale: nessun debito, nessun credito

Nel distico finale il poeta scioglie definitivamente il conflitto.

Non c’è motivo di ringraziare l’altro poeta: egli paga semplicemente ciò che ha ricevuto. La poesia diventa circolazione, non appropriazione.

Conclusione

Il Sonetto 79 rappresenta uno dei momenti più equilibrati della sequenza dedicata ai poeti rivali. Shakespeare supera l’ansia della competizione e raggiunge una posizione di lucidità: la vera grandezza non è in pericolo, perché non dipende dal numero o dalla qualità delle lodi.

In questo sonetto l’amore e la bellezza si mostrano come valori autosufficienti. La poesia non li fonda, non li accresce, non li protegge: li riconosce e li restituisce. Chi canta non possiede nulla, se non la propria voce.

Shakespeare suggerisce così una concezione umile e insieme altissima dell’arte. Il poeta non è creatore del valore, ma suo custode temporaneo. In questa prospettiva, la rivalità perde ogni veleno: ciò che conta non è chi parla, ma ciò che viene detto — e ciò che viene detto, in fondo, appartiene già all’amato.

Sonnet 79 – In English ·
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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


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Questo componimento fa parte dei 154 Sonetti di Shakespeare. Leggi l’introduzione completa alla raccolta nella pagina Sonetti di Shakespeare.

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