Shakespeare. Sonetto 80 - Sonnet 80. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 80 – Sonnet 80

Shakespeare Sonetto 80

Quanta umiliazione provo quando scrivo. O, how I faint when I of you do write. 

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Quanta umiliazione provo quando scrivo,
sapendo che un più alto genio celebra il tuo nome
e nella tua lode spende ogni suo potere,
costringendomi al silenzio se canto la tua gloria!
Ma poiché il tuo merito, grande come l’oceano,
sorregge sia l’umile che la più superba vela,
la mia impudente barca, alla sua tanto inferiore,
si affaccia con fiducia al tuo immenso mare.
Il tuo aiuto più fortuito potrà tenermi a galla
mentre egli solca il tuo mare sconfinato;
o, se sarò sommerso, non son che legno misero,
egli è d’alta struttura e di lodevol pregio.
Se egli avrà fortuna ed io naufragherò
il peggio sarà questo: l’amor mio fu mia rovina.

 

Il poeta riconosce che il poeta rivale lo rimpiazza a favore del giovane. Sentendosi scoraggiato dalla superiorità del “più alto genio” del poeta rivale, che descrive in tutto il sonetto usando immagini nautiche, il poeta si lamenta di essere “costretto al silenzio”, incapace di competere con il verso esaltato del suo rivale.

Il fraseggio del poeta è cortese, ma il linguaggio esagerato indica uno stato d’animo serio. Si rileva uno scopo ironico nella devozione del poeta di fronte al rifiuto quando paragona sarcasticamente i suoi versi a quelli del poeta rivale come “la mia impudente barca, alla sua tanto inferiore”. Perdona il suo comportamento abietto con la scusa che l’amore per il giovane è la sua unica ragione di vita e l’unica ragione della sua distruzione: “Se egli avrà fortuna ed io naufragherò / il peggio sarà questo: l’amor mio fu mia rovina. “

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O, how I faint when I of you do write,
Knowing a better spirit doth use your name,
And in the praise thereof spends all his might,
To make me tongue-tied, speaking of your fame!
But since your worth, wide as the ocean is,
The humble as the proudest sail doth bear,
My saucy bark inferior far to his
On your broad main doth wilfully appear.
Your shallowest help will hold me up afloat,
Whilst he upon your soundless deep doth ride;
Or being wreck’d, I am a worthless boat,
He of tall building and of goodly pride:
Then if he thrive and I be cast away,
The worst was this; my love was my decay.

The poet acknowledges that the rival poet displaces him in the youth’s favor. Feeling discouraged by the superiority of the “better spirit” of the rival poet, whom he describes throughout the sonnet using nautical imagery, the poet complains of being “tongue-tied,” unable to compete with his rival’s exalted verse.

The poet’s phrasing is courteous, but the exaggerated language indicates a serious mood. One detects an ironic purpose in the poet’s devotion in the face of rejection when he sarcastically compares his verse to the rival poet’s as “My saucy bark, inferior far to his.” He forgives his own abject behavior with the excuse that love for the young man is his sole reason for living and the sole reason for his destruction: “Then if he thrive, and I be cast away, / The worst was this: my love was my decay.”

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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