Sonetto 83 – Sonnet 83

Shakespeare Sonetto 83

Mai mi accorsi che tu mancassi di colore. I never saw that you did painting need. 

Leggi e ascolta

Mai mi accorsi che tu mancassi di colore
e perciò non ne aggiunsi alla tua bellezza;
io trovai, o così mi parve, che tu superassi
la misera offerta del tributo di un poeta:
solo per questo non spesi verbo nel tuo elogio,
affinché la tua presenza potesse ben mostrare
fino a che punto è scarsa una qualsiasi penna
quando esalta la virtù, la virtù che vive in te.
Tu m’imputasti a colpa questo mio silenzio,
mentre l’esser muto sarà mia somma gloria,
perché tacendo io non danneggio la bellezza,
mentre altri vuol dar vita e sol la seppellisce.
Vive più vita in uno dei tuoi begli occhi
di quanta ne dia l’elogio d’entrambi i tuoi poeti.

 

Apparentemente, essendo stato rimproverato dal giovane per essersi ritirato dalla competizione contro il poeta rivale, il poeta sostiene che è meglio non scrivere poesie che scrivere falsamente. Ricordando la frase “le loro dense tinte” dal sonetto precedente, il poeta risponde a quella che deve essere stata l’accusa del giovane: “Mai mi accorsi che tu mancassi di colore / e perciò non ne aggiunsi alla tua bellezza” – al contrario del poeta rivale: “fino a che punto è scarsa una qualsiasi penna / quando esalta la virtù, la virtù che vive in te”.

Apparentemente orgoglioso della superiorità dei suoi versi, il poeta contrasta sprezzantemente i suoi versi con i versi tesi e retorici del suo rivale, che ironicamente minimizza la bellezza del giovane con i suoi tentativi di descriverla: “perché tacendo io non danneggio la bellezza, / mentre altri vuol dar vita e sol la seppellisce”. Mettendo la sua fede nel suo stile semplice e sincero, tuttavia il poeta sa che il poeta rivale rimane a favore del giovane: “Vive più vita in uno dei tuoi begli occhi / di quanta ne dia l’elogio d’entrambi i tuoi poeti”. Sembra quindi rassegnato alla presenza del poeta rivale.

««« Sonetto 82

»»» Sonetto 84

..

Read and listen

I never saw that you did painting need
And therefore to your fair no painting set;
I found, or thought I found, you did exceed
The barren tender of a poet’s debt;
And therefore have I slept in your report,
That you yourself being extant well might show
How far a modern quill doth come too short,
Speaking of worth, what worth in you doth grow.
This silence for my sin you did impute,
Which shall be most my glory, being dumb;
For I impair not beauty being mute,
When others would give life and bring a tomb.
There lives more life in one of your fair eyes
Than both your poets can in praise devise.

Apparently having been reproached by the youth for withdrawing from competition against the rival poet, the poet argues that it is better not to write any poetry than to write falsely. Recalling the phrase “gross painting” from the previous sonnet, the poet responds to what must have been the young man’s accusation, “I never saw that you did painting need, / And therefore to your fair no painting set” — as opposed to the rival poet, whose “modern quill doth come too short, / Speaking of worth, what worth in you doth grow.”

Apparently proud of the superiority of his verse, the poet scornfully contrasts his verse with the strained and rhetorical verse of his rival, who ironically minimizes the youth’s beauty by his attempts to describe it: “For I impair not beauty, being mute, / When others would give life and bring a tomb.” Setting his faith in his plain, sincere style, nonetheless the poet knows that the rival poet remains in the youth’s favor: “There lives more life in one of your fair eyes / Than both your poets can in praise devise.” He seems resigned to the rival poet’s presence.

»»» Sonnet 82

»»» Sonnet 84

Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

Indice Sonetti con audio – Audio Sonnets

PirandelloWeb