Shakespeare. Sonetto 5 - Sonnet 5. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 5 – Sonnet 5

Shakespeare sonetto 5

Quelle ore che con delicato lavoro plasmarono — Those hours, that with gentle work did frame. 

Leggi e ascolta

Quelle ore che con delicato lavoro plasmarono
l’amabile sembiante su cui ogni occhio indugia,
saranno implacabili verso la loro opera
ed abbruttiranno quanto magicamente splende:
perché l’inarrestabile tempo guida l’estate
verso l’orrido inverno e ivi la sommerge;
linfa stretta dal ghiaccio e vive foglie cadenti,
bellezze sepolte da neve e squallore ovunque.
Se allora non rimanesse l’essenza dell’estate,
liquida prigioniera fra pareti di vetro,
l’eternarsi della bellezza finirebbe con la stessa
e non ci resterebbe nemmeno un suo ricordo:
ma i fiori distillati, pur colpiti dall’inverno
perdon solo l’apparenza: dolce ne vivrà il profumo.

Il Sonetto 5 confronta le quattro stagioni della natura con le fasi della vita del giovane. Nonostante le stagioni siano cicliche, la sua vita è lineare e le ore diventano tiranne e opprimenti in quanto non può sfuggire all’incedere del tempo. Il tempo potrebbe “plasmare / l’amabile sembiante su cui ogni occhio indugia”, il che significa che tutti notano la bellezza della giovinezza, ma il progresso “inarrestabile” del tempo assicura che questa bellezza alla fine svanirà.

In una metafora estesa, il poeta sostiene che poiché i fiori emettono profumo per consolare le persone durante l’inverno, è logico che il giovane debba vare un figlio che lo consoli durante la sua vecchiaia. Senza il profumo dei fiori estivi, le persone non ricorderebbero le estati precedenti durante i lunghi e rigidi inverni; senza figli, il giovane invecchierà da solo e non avrà nulla che gli ricordi la sua giovinezza.

L’inverno, un’immagine della vecchiaia, è guardato con orrore: “linfa stretta dal ghiaccio e vive foglie cadenti, / bellezze sepolte da neve e squallore ovunque.”. L’immagine delle “foglie vive” ricordano i “giorni ruggenti” del Sonetto 2 e sottolinea nuovamente la sterilità della vecchiaia del giovane, quando si guarderà indietro desiderando i suoi giorni più giovani senza avere nulla per ricordarli. Tuttavia, nel distico finale, il poeta passa a un tono rassicurante, suggerendo che per il giovane l’immortalità è raggiungibile, proprio come lo è per i fiori dell’estate quando vengono trasformati in profumo, sempre se il giovane avrà un figlio.

««« Sonetto 4

»»» Sonetto 6

..

Read and listen

Those hours, that with gentle work did frame
The lovely gaze where every eye doth dwell,
Will play the tyrants to the very same
And that unfair which fairly doth excel:
For never-resting time leads summer on
To hideous winter and confounds him there;
Sap cheque’d with frost and lusty leaves quite gone,
Beauty o’ersnow’d and bareness every where:
Then, were not summer’s distillation left,
A liquid prisoner pent in walls of glass,
Beauty’s effect with beauty were bereft,
Nor it nor no remembrance what it was:
But flowers distill’d though they with winter meet,
Leese but their show; their substance still lives sweet.

Sonnet 5 compares nature’s four seasons with the stages of the young man’s life. Although the seasons are cyclical, his life is linear, and hours become tyrants that oppress him because he cannot escape time’s grasp. Time might “frame / The lovely gaze where every eye doth dwell,” meaning that everyone notices the youth’s beauty, but time’s “never-resting” progress ensures that this beauty will eventually fade.

In an extended metaphor, the poet argues that because flowers provide perfume to console people during the winter, it is natural for the youth to have a child to console him during his old age. Without perfume from summer’s flowers, people would not remember previous summers during the long, hard winters; childless, the young man will grow old alone and have nothing to remind him of his younger days.

Winter, an image of old age, is regarded with horror: “Sap checked with frost and lusty leaves quite gone, / Beauty o’ersnowed and bareness everywhere.” The “lusty leaves” imagery recalls the “lusty days” from Sonnet 2 and reemphasizes the barrenness of the youth’s old age, in which he will look back longingly on his younger days but have nothing to remember them by. However, in the final couplet, the poet evokes a comforting tone, suggesting that immortality is attainable for the young man, just as it is for summer’s flowers when they are transformed into perfume, if only the young man would father a child.

««« Sonnet 4

»»» Sonnet 6

Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

Indice Sonetti con audio – Audio Sonnets

PirandelloWeb