Shakespeare. Sonetto 8 - Sonnet 8. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 8 – Sonnet 8

Shakespeare sonetto 8

Tu che sei sol musica, perché l’ascolti con disdegno? — Music to hear, why hear’st thou music sadly?

Leggi e ascolta

Tu che sei sol musica, perché l’ascolti con disdegno?
Dolcezza ama dolcezza e gioia di gioie si diletta:
perché vuoi ascoltare qualcosa che ti annoia
o forse hai piacere nell’essere annoiato?
Se l’armonioso suono di note ben accordate
in un perfetto assieme, offendono il tuo orecchio,
esse t’accusan solo gentilmente perché confondi
in singola armonia quanto scindere dovresti.
Guarda come ogni corda dolcemente unita all’altra
vibra ognuna su ognuna in ordine reciproco,
sembrando padre e figlio e felice madre
che tutti insieme cantano la stessa dolce nota:
queste mute voci, riunite in un sol coro,
all’unisono ti dicono: “Solo, non sarai nessuno”.

In questo sonetto, il poeta paragona una singola nota musicale al giovane e un accordo composto da tante note a una famiglia. Il matrimonio di suoni in un accordo simboleggia l’unione di padre, madre e figlio.

I primi dodici versi elaborano un confronto tra la musica e il giovane che, se si sposasse e avesse un figlio, sarebbe allora l’incarnazione stessa dell’armonia. Ma la musica, “l’armonioso suono di note ben accordate”, lo rimprovera perché rimane single – una singola nota, non un accordo. Rifiutando di sposarsi, il giovane distrugge l’armonia che dovrebbe creare come parte di un insieme, di una famiglia. Proprio come le corde di un liuto quando vengono suonate contemporaneamente producono un suono, che in realtà è composto da molti suoni, così la famiglia è un’unità composta da singoli membri che funzionano meglio – e in modo più naturale – quando lavorano in squadra l’uno con l’altro.

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Read and listen

Music to hear, why hear’st thou music sadly?
Sweets with sweets war not, joy delights in joy.
Why lovest thou that which thou receivest not gladly,
Or else receivest with pleasure thine annoy?
If the true concord of well-tuned sounds,
By unions married, do offend thine ear,
They do but sweetly chide thee, who confounds
In singleness the parts that thou shouldst bear.
Mark how one string, sweet husband to another,
Strikes each in each by mutual ordering,
Resembling sire and child and happy mother
Who all in one, one pleasing note do sing:
Whose speechless song, being many, seeming one,
Sings this to thee: ‘thou single wilt prove none.’

In this sonnet, the poet compares a single musical note to the young man and a chord made up of many notes to a family. The marriage of sounds in a chord symbolizes the union of father, mother, and child.

The first twelve lines elaborate a comparison between music and the youth, who, should he marry and have a child, would then be the very embodiment of harmony. But music, “the true concord of well-tuned sounds,” scolds him because he remains single — a single note, not a chord. By refusing to marry, the youth destroys the harmony that he should make as part of an ensemble, a family. Just as the strings of a lute when struck simultaneously produce one sound, which is actually made up of many sounds, so the family is a unit comprised of single members who function best — and most naturally — when working in tandem with one another.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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