Il giovane rifiuta di amare gli altri e di trasmettere la sua bellezza: Shakespeare lo invita a cambiare e a generare un’eredità viva.
Sonetto 10 – Leggi e ascolta
È infamia il tuo negare amore verso gli altri
tu che per te stesso sei così inaccorto.
Si può ammettere, se vuoi, che sei da molti amato
ma è molto più evidente che tu non ami alcuno:
sei tanto posseduto da odio distruttore
che neppur contro te stesso esiti a tramare,
portando alla rovina una splendida dimora
che per tuo desiderio dovresti rinsaldare.
Muta il tuo pensiero affinché io muti il mio sentire!
Dev’essere meglio accolto l’odio dell’amore?
Sii piacente e generoso come la tua persona
o prova a te stesso almeno il tuo nobil cuore:
fa’, per amor mio, che un altro te abbia vita
affinché la tua bellezza continui a rifiorire.
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Introduzione al Sonetto 10
Con il Sonetto 10 Shakespeare porta a conclusione la prima grande sezione dei “sonetti della procreazione”, affrontando il punto più delicato: il giovane non solo rifiuta di avere un figlio, ma sembra anche incapace di amare gli altri. Il poeta lo accusa di essere ostile a se stesso, perché chi distrugge la possibilità di una continuità, in realtà attenta alla propria sopravvivenza simbolica.
Il linguaggio si fa più acceso e personale. Shakespeare lo prega di mutare atteggiamento, come se l’intero valore del loro rapporto dipendesse da questo cambiamento. L’invito non riguarda solo la discendenza biologica: creare un “altro se stesso” significa anche aprirsi al legame, essere parte del mondo, non più un’isola di egoismo sterile.
Amore che costruisce, non odio che abbatte
Il poeta contrappone due forze: da una parte la bellezza del giovane, fatta per donare e far fiorire la vita; dall’altra l’odio distruttivo che lo porta a “tramare contro se stesso”. La sua giovinezza, descritta come una “splendida dimora”, rischia di crollare se non verrà consolidata nel futuro.
La posterità come gesto d’amore
Il distico finale assume un tono quasi affettivo: “per amor mio, fa’ che un altro te abbia vita”. Il poeta si espone: è la sua stessa emozione a chiedere che il giovane continui a vivere oltre i limiti del tempo. Procreare diventa allora il massimo atto d’amore verso se stessi e verso chi ci ama.
Il Sonetto 10 chiude una fase fondamentale del rapporto tra il poeta e il giovane: da ora in poi, la riflessione sull’amore si farà più complessa, oscillando tra desiderio, gelosia e tradimento.
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La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.
(I Sonetti – Garzanti editore)
Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.
