Shakespeare. Sonetto 10 - Sonnet 10. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 10 – Sonnet 10

Shakespeare sonetto 10

È infamia il tuo negare amore verso gli altri. — For shame! deny that thou bear’st love to any, 

Leggi e ascolta

È infamia il tuo negare amore verso gli altri
tu che per te stesso sei così inaccorto.
Si può ammettere, se vuoi, che sei da molti amato
ma è molto più evidente che tu non ami alcuno:
sei tanto posseduto da odio distruttore
che neppur contro te stesso esiti a tramare,
portando alla rovina una splendida dimora
che per tuo desiderio dovresti rinsaldare.
Muta il tuo pensiero affinché io muti il mio sentire!
Dev’essere meglio accolto l’odio dell’amore?
Sii piacente e generoso come la tua persona
o prova a te stesso almeno il tuo nobil cuore:
fa’, per amor mio, che un altro te abbia vita
affinché la tua bellezza continui a rifiorire.

Il Sonetto 10 ripete ed estende l’argomento del Sonetto 9, con l’aggiunta dell’allusione che il giovane non ama davvero nessuno. Chiaramente, il poeta non crede seriamente che il giovane sia incapace di affetto; non avrebbe cioè senso che il poeta cerchi di mantenere una relazione con lui. Tuttavia, sotto il tono finto serio c’è il suggerimento del poeta che l’amor proprio del giovane si spreca. Narcisismo significa infatuazione per il proprio aspetto, ma la concentrazione del giovane per la propria immagine in realtà é un legame per nessuno.

Perde quindi il potere di restituire la forza creativa dell’amore in una relazione. Il poeta considera la riluttanza del giovane a sposarsi una forma di omicidio contro la sua potenziale progenie, come ha argomentato nel Sonetto 9: “il mondo ti piangerà qual moglie senza sposo; / sarà il mondo la tua vedova e sempre lamenterà” E nel Sonetto 10, il poeta scrive: “sei tanto posseduto da odio distruttore / che neppur contro te stesso esiti a tramare” Qui, il Sonetto 10 crea l’immagine del matrimonio come una casa con un tetto in decadenza che il giovane dovrebbe cercare di riparare; ma il poeta usa le immagini della casa non tanto per indicare il matrimonio ma quanto per suggerire che la bellezza del giovane risiederebbe nella sua prole: “fa’, per amor mio, che un altro te abbia vita / affinché la tua bellezza continui a rifiorire.”

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Read and listen

For shame! deny that thou bear’st love to any,
Who for thyself art so unprovident.
Grant, if thou wilt, thou art beloved of many,
But that thou none lovest is most evident;
For thou art so possess’d with murderous hate
That ‘gainst thyself thou stick’st not to conspire.
Seeking that beauteous roof to ruinate
Which to repair should be thy chief desire.
O, change thy thought, that I may change my mind!
Shall hate be fairer lodged than gentle love?
Be, as thy presence is, gracious and kind,
Or to thyself at least kind-hearted prove:
Make thee another self, for love of me,
That beauty still may live in thine or thee.

Sonnet 10 repeats and extends the argument of Sonnet 9, with the added suggestion that the youth really loves no one. Clearly, the poet does not seriously believe the young man to be incapable of affection, for then there would be no point in the poet’s trying to maintain a relationship with him. However, underneath the mock-serious tone is the poet’s suggestion that the youth’s self-love wastes himself. Narcissism means infatuation with one’s own appearance, but the youth’s absorption with his own image is really an attachment to nobody.

He therefore loses the power of returning the creative force of love in a relationship. The poet considers the youth’s unwillingness to marry a form of homicide against his potential progeny, which he suggested in Sonnet 9: “The world will wail thee like a makeless wife;/ The world will be thy widow, and still weep . . .” And in Sonnet 10, the poet writes, “For thou art so possessed with murdrous hate/ that ‘gainst thyself thou stick’st not to conspire.” Here, Sonnet 10 creates the image of marriage as a house with a roof falling in decay that the youth should seek to repair, but the poet uses the house imagery less to indicate marriage than to suggest the youth’s beauty would reside in his offspring: “Make thee another self for love of me,/ That beauty still may live in thine or thee.”

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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