Shakespeare. Sonetto 11 - Sonnet 11. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 11 – Sonnet 11

Shakespeare sonetto 11

Quel che invecchiando devi lasciar nel tempo. — As fast as thou shalt wane, so fast thou growest. 

Leggi e ascolta

Quel che invecchiando devi lasciar nel tempo
nel tempo ricrescerà in uno dei tuoi figli,
e quel fresco sangue che in gioventù dispensi
potrai chiamarlo tuo quando sarai in declino.
In questo vi è saggezza, bellezza, evoluzione
altrimenti vi è follia, vecchiaia e decadenza:
se ognun così pensasse, il tempo s’arresterebbe
e in sessant’anni il mondo vedrebbe la sua fine.
Lascia chi non fu eletto da natura a procreare,
sgraziato, deforme e rozzo, perire senza prole:
se anche dotò qualcuno, a te diede il suo meglio
e moltiplicar dovresti quel dono generoso:
ti creò per suo sigillo e con questo essa intese
che ne imprimessi altri, non di perderne il modello.

Il poeta ora sostiene che il giovane ha bisogno di avere un figlio per mantenere un equilibrio in natura, poiché quando il giovane invecchia e decade, il “sangue fresco” di suo figlio agirà come un equilibrio per la sua vecchiaia. Il giovane non volendo un figlio è un irresponsabile, perché se gli altri agissero come lui, entro una generazione l’intera popolazione umana morirebbe. Le azioni del giovane non sono solo irresponsabili; sono anche innaturali. La natura, secondo il poeta, ha programmato che le persone sono create per avere figli. Quindi le persone che rifiutano di avere figli sono innaturali e sconvolgono l’equilibrio della natura.

Incoraggiando i giovani a riprodursi, il poeta traccia un’analogia tra la procreazione e la scrittura di poesie. Le immagini del Sonetto 11 suggeriscono che la procreazione e la posterità riflettono l’arte e l’artigianato: “ti creò per suo sigillo e con questo essa intese / che ne imprimessi altri, non di perderne il modello”. Il giovane, se dovesse morire senza figli, uccide effettivamente qualsiasi immagine duratura di se stesso che si avrebbe invece attraverso i suoi figli.

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Read and listen

As fast as thou shalt wane, so fast thou growest
In one of thine, from that which thou departest;
And that fresh blood which youngly thou bestowest
Thou mayst call thine when thou from youth convertest.
Herein lives wisdom, beauty and increase:
Without this, folly, age and cold decay:
If all were minded so, the times should cease
And threescore year would make the world away.
Let those whom Nature hath not made for store,
Harsh featureless and rude, barrenly perish:
Look, whom she best endow’d she gave the more;
Which bounteous gift thou shouldst in bounty cherish:
She carved thee for her seal, and meant thereby
Thou shouldst print more, not let that copy die.

The poet now argues that the young man needs to have a child in order to maintain a balance in nature, for as the youth grows old and wanes, his child’s “fresh blood” will act as a balance to his own old age. The young man is irresponsible not to have a child, for if others acted as he does, within one generation the entire human population would die out. The young man’s actions are not onlyirresponsible; they are also unnatural. Nature, according to the poet, intended people who are able to have children to have them. Those people who refuse to have children are unnatural and upset nature’s balance.

Encouraging the youth to reproduce, the poet draws an analogy between procreation and writing poetry. The images of Sonnet 11 suggest that procreation and posterity reflect art and craftsmanship: “She carved thee for her seal, and meant thereby / Thou shouldst print more, not let that copy die.” The young man, should he die childless, effectively kills any lasting image of himself through his children.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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