Sonetto 14 – Sonnet 14

Shakespeare sonetto 14

Io non traggo i miei giudizi dalle stelle. — Not from the stars do I my judgment pluck. 

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Io non traggo i miei giudizi dalle stelle,
eppur mi sembra di capir l’astrologia,
ma non per predire buona o cattiva sorte,
pestilenze, carestie o volver di stagioni;
né so leggere il destino agli attimi fuggenti
segnalando a ciascuno tuoni, pioggia e vento
o a principi svelare se avran buona fortuna,
grazie ai presagi che raccolgo in cielo.
È dai tuoi occhi che traggo il mio sapere
e, astri costanti, mi dettan questo dire:
virtù e bellezza prospereranno insieme
se in fecondo vivaio trasformerai il tuo io;
diversamente tal profezia ti volgo:
la tua morte sarà fine di ogni virtù e bellezza.

Il Sonetto 13 dipende da un rapporto intimo tra il poeta e il giovane che viene simboleggiato con l’uso del “tu” più affettuoso; il Sonetto 14 scarta – almeno temporaneamente – questo “tu” intimo e si concentra sulla partecipazione del poeta nel rapporto tra i due uomini. In effetti, questo sonetto parla più del poeta – l ‘“io” – che del giovane. Ironia della sorte, il poeta sembra essere tanto infatuato del giovane quanto il giovane sia infatuato del proprio riflesso in uno specchio.

Il Sonetto 14 contiene un’immagine dominante, quella degli occhi del giovane come stelle, dalla quale il poeta ottiene la sua conoscenza. Stilisticamente, questo sonetto è un buon esempio di tipico sonetto shakespeariano: le prime otto righe stabiliscono un argomento, e poi la riga 9 (del testo in Inglese) capovolge questo argomento con la sua prima parola, “Ma (But)”. Il distico conclusivo, righe 13 e 14, dichiara un certo risultato o effetto del comportamento del giovane. Tipicamente, questa immagine conclusiva è quella della morte, come nel Sonetto 14 “la tua morte sarà fine di ogni virtù e bellezza”. In altre parole, se il giovane muore senza avere un figlio, non solo soffrirà per la mancanza di un erede, ma anche il mondo soffrirà per l’egoismo del giovane.

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Read and listen

Not from the stars do I my judgment pluck;
And yet methinks I have astronomy,
But not to tell of good or evil luck,
Of plagues, of dearths, or seasons’ quality;
Nor can I fortune to brief minutes tell,
Pointing to each his thunder, rain and wind,
Or say with princes if it shall go well,
By oft predict that I in heaven find:
But from thine eyes my knowledge I derive,
And, constant stars, in them I read such art
As truth and beauty shall together thrive,
If from thyself to store thou wouldst convert;
Or else of thee this I prognosticate:
Thy end is truth’s and beauty’s doom and date.

Sonnet 13 depends on an intimate relationship between the poet and the young man that is symbolized in the use of the more affectionate “you”; Sonnet 14 discards — at least temporarily — this intimate “you” and focuses on the poet’s own stake in the relationship between the two men. In fact, this sonnet is more about the poet — the “I” — than about the young man. Ironically, the poet appears to be as infatuated with the young man as he claims the young man is infatuated with his own reflection in a mirror.

Sonnet 14 contains one dominant image, that of the young man’s eyes as stars, from which the poet attains his knowledge. Stylistically, this sonnet is a good example of a typical Shakespearean sonnet: The first eight lines establish an argument, and then line 9 turns this argument upside down with its first word, “But.” The concluding couplet, lines 13 and 14, declares some outcome or effect of the young man’s behavior. Typically, this concluding image is of death, as in Sonnet 14’s “Thy end is truth’s and beauty’s doom and date.” In other words, should the young man die without fathering a son, not only will he suffer from the lack of an heir, but the world, too, will suffer from the youth’s selfishness.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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