Shakespeare. Sonetto 23 - Sonnet 23. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 23 – Sonnet 23

Shakespeare sonetto 23

Come un pessimo attore in scena. As an unperfect actor on the stage. 

Leggi e ascolta

Come un pessimo attore in scena
colto da paura dimentica il suo ruolo,
oppur come una furia stracarica di rabbia
strema il proprio cuore per impeto eccessivo,
anch’io, sentendomi insicuro, non trovo le parole
per la giusta apoteosi del ritual d’amore,
e nel colmo del mio amor mi par mancare
schiacciato sotto il peso della sua potenza.
Sian dunque i versi miei, unica eloquenza
e muti messaggeri della voce del mio cuore,
a supplicare amore e attender ricompensa
ben più di quella lingua che più e più parlò.
Ti prego, impara a leggere il silenzio del mio cuore
è intelletto sottil d’amore intendere con gli occhi.

La maggior parte del Sonetto 23 paragona il ruolo del poeta come amante della timidezza di un attore sul palco. L’immagine del povero attore teatrale che perde nervosamente le sue battute è la prima indicazione che il poeta dubita che il suo amore per il giovane sia ricambiato.

I primi due versi del sonetto, “Come un pessimo attore in scena / colto da paura dimentica il suo ruolo”, sono collegati ai primi due versi della seconda quartina, “anch’io, sentendomi insicuro, non trovo le parole / per la giusta apoteosi del ritual d’amore”. La frase “ben più di quella lingua che più e più parlò” allude al linguaggio di base di un poeta rivale, come nel Sonetto 21. Il parallelo con il linguaggio di questo poeta rivale è l’amore eccessivo del poeta, una passione che, senza dubbio gli lega la lingua, distrugge la sua fiducia e lo umilia.

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Read and listen

As an unperfect actor on the stage
Who with his fear is put besides his part,
Or some fierce thing replete with too much rage,
Whose strength’s abundance weakens his own heart.
So I, for fear of trust, forget to say
The perfect ceremony of love’s rite,
And in mine own love’s strength seem to decay,
O’ercharged with burden of mine own love’s might.
O, let my books be then the eloquence
And dumb presagers of my speaking breast,
Who plead for love and look for recompense
More than that tongue that more hath more express’d.
O, learn to read what silent love hath writ:
To hear with eyes belongs to love’s fine wit.

Most of Sonnet 23 compares the poet’s role as a lover to an actor’s timidity onstage. The image of the poor theatrical player nervously missing his lines is the first indication that the poet doubts whether his love for the young man is requited.

The first two lines of the sonnet, “As an unperfect actor on the stage,/ Who with his fear is put besides his part,” are linked with the first two lines of the second quatrain, “So I, for fear of trust, forget to say/ The perfect ceremony of love’s rite.” The line “More than that tongue that more hath more expressed” hints at thedebased language of a rival poet — like the rival in Sonnet 21. The parallel to this rival poet’s abundant language is the poet’s excessive love, a passion that, without a doubt, ties his tongue, destroys his confidence, and humbles him.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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