Shakespeare. Sonetto 27 - Sonnet 27. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 27 – Sonnet 27

Shakespeare sonetto 27

Consunto da fatica, corro presto a letto. Weary with toil, I haste me to my bed. 

Leggi e ascolta

Consunto da fatica, corro presto a letto
caro ristoro al corpo distrutto dal cammino;
ma allor nella mia testa s’apre un’altra via
a stancar la mente or che il mio corpo ha tregua.
Svelti i miei pensieri da lontano ove dimoro
volgono in fervido pellegrinaggio a te
e tengono spalancate le mie palpebre pesanti
scrutanti quelle tenebre che il cieco sol conosce:
ma ecco che la vista immaginaria del mio cuore
presenta la tua ombra al mio sguardo senza luce,
che, simile a diamante sospeso nel buio più nero,
fa la cupa notte bella e il suo vecchio volto nuovo.
Così di giorno il corpo, di notte la mia mente
per colpa tua e mia non trovano mai pace.

Il poeta si descrive come “Consunto da fatica” tentando di dormire. L’umore cupo annuncia una nuova fase nella relazione. Nelle prime quattro righe, il poeta paragona il suo stato d’animo a un viaggio lontano. Irrequieto, non riesce a dormire perché la sua mente è piena di pensieri sul giovane: “Così di giorno il corpo, di notte la mia mente / per colpa tua e mia non trovano mai pace.

Con il Sonetto 27 il poeta sembra considerare l’affetto del giovane in modo meno sicuro. La loro assenza reciproca segnala una freddezza nella relazione. La distanza fisica, tuttavia, non offusca la bellezza seducente del giovane; il poeta immagina il giovane come un gioiello accecante e brillante. Nella riga 10, il poeta vede l’“ombra” del giovane e fa sembrare il loro rapporto più tenue, poiché “l’ombra” in questo contesto rappresenta l’immagine del giovane che non ha più sostanza.

««« Sonetto 26

»»» Sonetto 28

..

Read and listen

Weary with toil, I haste me to my bed,
The dear repose for limbs with travel tired;
But then begins a journey in my head,
To work my mind, when body’s work’s expired:
For then my thoughts, from far where I abide,
Intend a zealous pilgrimage to thee,
And keep my drooping eyelids open wide,
Looking on darkness which the blind do see
Save that my soul’s imaginary sight
Presents thy shadow to my sightless view,
Which, like a jewel hung in ghastly night,
Makes black night beauteous and her old face new.
Lo! thus, by day my limbs, by night my mind,
For thee and for myself no quiet find.

The poet describes himself as being “weary with toil” and trying to sleep. The somber mood announces a new phase in the relationship. In the first four lines, the poet likens his state of mind to traveling afar. Restlessly, he cannot sleep because his mind is filled with thoughts of the youth: “Lo, thus, by day my limbs, by night my mind, / For thee and for myself no quiet find.”

With Sonnet 27, the poet seems to regard the youth’s affection less securely. Their absence from each other signals a coolness in the relationship. The physical distance, however, does not dull the youth’s alluring beauty; the poet imagines the young man as a blinding, brilliant jewel. In line 10, the poet’s seeing the youth’s “shadow” makes their relationship seem more tenuous, for “shadow” in this context represents the youth’s image, which no longer has substance.

««« Sonnet 26

»»» Sonnet 28

Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

Indice Sonetti con audio – Audio Sonnets

PirandelloWeb