Shakespeare. Sonetto 31 - Sonnet 31. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 31 – Sonnet 31

Shakespeare sonetto 31

Prezioso mi è il tuo cuore per tutti i cuori. Thy bosom is endeared with all hearts. 

Leggi e ascolta

Prezioso mi è il tuo cuore per tutti i cuori
che mancandomi consideravo come morti,
e ivi amor predomina con tutte le sue doti
e vivon quegli amici che pensavo ormai sepolti.
Quante sante rispettose funeree lacrime
un caro devoto amore ha strappato agli occhi miei
qual tributo a quei morti che or si svelano
memorie lontane che in te giacciono rinchiuse!
Tu sei la tomba ove sepolto vive l’amore
circondato dai ricordi dei miei passati affetti,
che ti hanno ceduto quanto di mio avevano
quel che era di molti, ora è soltanto tuo:
in te io vedo le loro immagini che ho amato,
e tu con loro, hai tutto il tutto mio.

Il Sonetto 31 espande il sentimento espresso nel distico conclusivo del sonetto precedente: “Ma se in quel momento io penso a te, amico caro, / ogni perdita è compensata e ogni dolor ha fine”. Nel presente sonetto, il giovane è un microcosmo che rappresenta tutti gli amanti e gli amici del passato del poeta; tuttavia, la separazione del poeta dal giovane rappresenta anche la perdita di compagnia con questi amanti e amici ormai morti. Ironia della sorte, il giovane, che il poeta in precedenza aveva ammonito di avere figli per allontanare la morte e la mortalità, ora diventa lui stesso un’immagine della morte: “Tu sei la tomba ove sepolto vive l’amore”.

Il sonetto dimostra che il poeta scrive davvero a se stesso piuttosto che al giovane. La sua separazione fisica dal giovane lo spinge a ricordare gli amori perduti e poi a collegarli alla sua attuale relazione con i giovani. Il poeta si rallegra che i suoi amici morti siano metafisicamente impiantati in seno al giovane; ma gli amici e gli amanti perduti – non il giovane – sono i soggetti principali del sonetto.

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Read and listen

Thy bosom is endeared with all hearts,
Which I by lacking have supposed dead,
And there reigns love and all love’s loving parts,
And all those friends which I thought buried.
How many a holy and obsequious tear
Hath dear religious love stol’n from mine eye
As interest of the dead, which now appear
But things removed that hidden in thee lie!
Thou art the grave where buried love doth live,
Hung with the trophies of my lovers gone,
Who all their parts of me to thee did give;
That due of many now is thine alone:
Their images I loved I view in thee,
And thou, all they, hast all the all of me.

Sonnet 31 expands upon the sentiment conveyed in the preceding sonnet’s concluding couplet, “But if the while I think on thee, dear friend, / All losses are restored and sorrows end.” In the present sonnet, the young man is a microcosm representing all the poet’s past lovers and friends; however, the poet’s separation from the youth also represents the loss of companionship with these now-dead lovers and friends. Ironically, the young man, whom the poet earlier admonished to bear children to stave off death and mortality, now himself becomes an image of death: “Thou art the grave where buried love doth live.”

The sonnet demonstrates that the poet is really writing to himself rather than to the young man. His physical separation from the youth prompts him to remember lost loves and then link them to his current relationship with the youth. The poet rejoices that his dead friends are metaphysically implanted in the youth’s bosom, but lost friends and lovers — not the young man — are the main subjects of the sonnet.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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