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Sonetto 35 – Shakespeare

L’amore ferito non accusa soltanto l’altro, ma coinvolge se stesso nella colpa. Nel tentativo di giustificare l’amato, il poeta finisce per diventare suo complice. Il perdono si trasforma in autoaccusa e il dolore assume una forma morale.

Sonetto 35 di Shakespeare

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Non ti angosciare più per quello che hai commesso:
le rose hanno spine e fango le argentee fonti;
nuvole ed eclissi oscurano luna e sole
e nel più bel germoglio s’asconde orrido verme.

Ognuno di noi sbaglia ed anch’io m’inganno
giustificando le tue offese con analogie
umiliando me stesso per mitigar le tue mancanze,
scusando le tue colpe più di quanto sia l’offesa:

poiché porto attenuanti ai peccati dei tuoi sensi,
la tua parte avversa diventa tuo avvocato –
ed inizia contro me stesso un regolar processo:
tale è la lotta interna fra il mio amore e l’odio,

che fatalmente anch’io mi devo render complice
di quel caro ladro che inclemente mi deruba.


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Analisi del Sonetto 35

Il Sonetto 35 rappresenta uno dei momenti psicologicamente più complessi e maturi dell’intera sequenza. Dopo la delusione (Sonetto 33) e il dolore esplicito (Sonetto 34), Shakespeare compie qui un passo ulteriore e più inquietante: il tradimento non viene solo subito, ma interiorizzato. L’amore, nel tentativo di difendere l’amato, finisce per accusare se stesso.

Il sonetto è costruito come una riflessione morale sulla colpa. Shakespeare mostra come l’amore, quando è profondo, non si limita a perdonare, ma giustifica, attenua, riformula l’errore dell’altro. Questo processo, però, ha un prezzo: chi ama diventa complice dell’offesa che lo ha ferito. È qui che il dolore assume una dimensione etica, non più solo emotiva.

Prima quartina: la giustificazione dell’errore

Nella prima quartina il poeta elenca una serie di attenuanti.

Ogni colpa può essere spiegata, ogni caduta ricondotta a una causa naturale. Shakespeare utilizza un linguaggio quasi giuridico, come se stesse costruendo una difesa in tribunale. Ma questa difesa non è rivolta all’esterno: è un dialogo interiore.

Seconda quartina: l’amore come avvocato

La seconda quartina mostra chiaramente il ruolo che l’amore assume: quello dell’avvocato dell’amato.

Il poeta minimizza la colpa, ne riduce la gravità, la colloca in un contesto che la rende comprensibile. In questo gesto emerge la forza dell’amore, ma anche la sua pericolosità: amare significa, talvolta, alterare il giudizio morale.

Terza quartina: la scoperta della complicità

Nella terza quartina avviene la rivelazione più dolorosa. Nel giustificare l’altro, il poeta si rende conto di aver tradito se stesso.

Difendendo chi ha sbagliato, ha partecipato simbolicamente all’errore. La colpa non è più solo dell’amato: diventa condivisa. L’amore, che voleva sanare la ferita, ne ha create due.

Il distico finale: la condanna interiore

Nel distico finale Shakespeare pronuncia una sentenza severa.

Non esiste vincitore in questo conflitto. Il poeta si trova diviso tra amore e giustizia, incapace di scegliere senza perdere qualcosa di essenziale. La condanna non è inflitta all’altro, ma a se stesso.

Conclusione

Il Sonetto 35 è una straordinaria analisi della dinamica morale dell’amore. Shakespeare mostra che il perdono non è sempre un atto liberatorio: può diventare una forma di auto-negazione.

Qui l’amore non è idealizzato come forza puramente salvifica. È una potenza ambigua, capace di nobilitare ma anche di corrompere il giudizio. Nel tentativo di proteggere l’amato, il poeta sacrifica la propria integrità morale.

Con questo sonetto Shakespeare raggiunge uno dei vertici psicologici della raccolta: l’amore non è più solo sofferenza subita, ma colpa interiorizzata. È il momento in cui il dolore smette di avere un solo responsabile e diventa una condizione condivisa, profonda, irrimediabilmente umana.

Sonnet 35 – In English ·
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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


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Questo componimento fa parte dei 154 Sonetti di Shakespeare. Leggi l’introduzione completa alla raccolta nella pagina Sonetti di Shakespeare.

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