Il tradimento si complica e diventa triangolare: l’amato e l’amica condividono la colpa. L’amore tenta di riformulare la ferita come prova di affinità, non di esclusione. Il dolore viene razionalizzato per rendere ancora possibile il perdono.

Sonetto 42 – Leggi e ascolta
Che tu abbia lei non è tutto il mio tormento
eppur si sa che l’ho teneramente amata;
ma che lei abbia te è quanto più m’accora,
una sconfitta in amore che mi brucia dentro.
Amabili colpevoli, così voglio scusarvi:
tu ami lei perché ben sai ch’io l’amo;
e così per amor mio ella pur m’inganna
lasciando che il mio amico l’ami per amor mio.
Se perdo te, tal perdita è per lei un vantaggio
e se perdo lei, è il mio amico a trovar tal perdita:
entrambi vi trovate ed io vi perdo tutti e due
e voi, per amor mio, m’infliggete questa croce.
Ma eccone la gioia: lui ed io siamo una sol cosa:
o dolce inganno, ella dunque ama me soltanto.
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Analisi del Sonetto 42
Il Sonetto 42 approfondisce e aggrava il conflitto introdotto nei sonetti precedenti. Dopo il tradimento dell’amico (40) e il tentativo di attenuarlo attraverso la giovinezza (41), Shakespeare affronta ora la forma più dolorosa di perdita affettiva: il tradimento che coinvolge due persone amate. Il dolore non nasce solo dalla sottrazione, ma dalla condivisione dell’offesa.
Il poeta si trova davanti a un triangolo emotivo in cui nessun legame resta intatto. Amato e amica, uniti tra loro, sembrano escludere l’io lirico. Eppure, invece di abbandonarsi alla gelosia o alla condanna, Shakespeare compie un gesto estremo di razionalizzazione: tenta di leggere il tradimento come prova di somiglianza, non di esclusione.
Prima quartina: la doppia perdita
Nella prima quartina il poeta riconosce la propria condizione: ha perso due volte.
L’amato ha preso l’amica, l’amica ha preso l’amato. Il danno non è solo affettivo, ma identitario. Shakespeare registra la ferita senza attenuarla: il tradimento è reale, e colpisce da due direzioni.
Seconda quartina: il tentativo di consolazione
La seconda quartina introduce una strategia di difesa emotiva.
Il poeta suggerisce che i due si siano trovati perché simili, perché legati da qualcosa che li rende affini. In questo modo la colpa viene spostata: non è più un atto deliberato contro di lui, ma il risultato di una naturale attrazione.
Terza quartina: la razionalizzazione del dolore
Nella terza quartina Shakespeare compie il passo più arduo.
Se l’amato e l’amica si amano perché entrambi amano il poeta, allora il tradimento diventa, paradossalmente, una forma indiretta di fedeltà. È una costruzione fragile, quasi disperata, ma necessaria per non soccombere al dolore.
Il distico finale: un amore che sopravvive alla ferita
Nel distico finale Shakespeare tira le fila della sua argomentazione.
Il poeta resta ferito, ma non rinuncia all’amore. Accetta una spiegazione che non elimina il dolore, ma gli consente di continuare ad amare senza odiare.
Conclusione
Il Sonetto 42 è uno dei testi più psicologicamente complessi dell’intera sequenza. Shakespeare mostra un amore che, pur colpito nel suo nucleo più intimo, rifiuta la via della distruzione.
La razionalizzazione del tradimento non è segno di debolezza, ma tentativo di sopravvivenza emotiva. L’amore, per restare vivo, è costretto a reinventare il senso della perdita.
Con questo sonetto Shakespeare suggerisce che il dolore più acuto non nasce dall’odio, ma dalla prossimità. E che, quando il tradimento coinvolge ciò che è più caro, l’amore può scegliere una via estrema: comprendere ciò che non può accettare, pur di non spegnersi.
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La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.
(I Sonetti – Garzanti editore)
Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.