Dopo il peso della distanza, l’amore ritrova una fragile compensazione. Pensiero e desiderio diventano gli elementi leggeri che colmano l’assenza. La gioia nasce dal movimento interiore, anche se resta sempre incompleta.

Sonetto 45 – Leggi e ascolta
Gli altri, aria leggera e fuoco purificatore,
sono entrambi con te, ovunque io mi trovi:
mio pensiero la prima, mio desiderio l’altro
che, presenti-assenti, rapidi si susseguono.
Quando questi elementi più veloci se ne vanno
in tenera ambasciata d’amore verso te,
la mia vita, di quattro composta, con due rimasta
oppressa da malinconia, affonda nella morte,
finché l’accordo della vita non vien rianimato
da quei rapidi messaggeri che ritornano da te,
e che proprio ora, certi del tuo buon stato,
sono qui presenti a darmene notizia:
udito questo, ne gioisco; ma poi ancora ansioso
nuovamente li rimando e all’istante torno triste.
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Analisi del Sonetto 45
Il Sonetto 45 conclude idealmente il dittico iniziato con il Sonetto 44. Là Shakespeare aveva insistito sulla pesantezza del corpo e sull’impossibilità fisica di raggiungere l’amato; qui, senza negare quella condizione, egli individua una forma di compensazione. Se terra e acqua tengono prigioniero il corpo, aria e fuoco — pensiero e desiderio — consentono all’amore di muoversi.
Il sonetto non cancella il dolore della separazione, ma lo riorganizza in un equilibrio più sopportabile. Shakespeare costruisce una piccola cosmologia amorosa: l’essere umano è fatto di quattro elementi, e l’amore agisce distribuendoli, alleggerendo ciò che pesa e animando ciò che può muoversi.
Prima quartina: i due elementi leggeri
Nella prima quartina il poeta identifica chiaramente aria e fuoco con il pensiero e il desiderio.
Questi elementi sono rapidi, mobili, capaci di attraversare lo spazio senza ostacoli. Grazie ad essi, l’amato può essere raggiunto interiormente anche quando è lontano fisicamente.
Seconda quartina: il ritorno inevitabile
La seconda quartina introduce però il limite di questa compensazione.
Pensiero e desiderio, una volta giunti all’amato, devono tornare indietro. Il loro movimento circolare porta gioia nell’andata, ma riporta dolore nel ritorno, perché riconsegna il poeta alla sua condizione di assenza.
Terza quartina: l’alternanza emotiva
Nella terza quartina Shakespeare descrive l’effetto di questo continuo andare e venire.
La vita emotiva del poeta oscilla tra esultanza e tristezza. Ogni viaggio interiore è insieme consolazione e ferita. L’amore non trova mai una quiete definitiva.
Il distico finale: gioia breve, dolore duraturo
Nel distico finale Shakespeare fissa il bilancio emotivo.
La gioia esiste, ma è temporanea; il dolore ritorna sempre. Tuttavia, senza quei momenti di gioia, la separazione sarebbe insopportabile. L’amore vive in questa tensione irrisolta.
Conclusione
Il Sonetto 45 offre una visione equilibrata e profondamente umana dell’amore a distanza. Shakespeare non idealizza l’immaginazione come soluzione definitiva, ma ne riconosce il valore vitale.
Pensiero e desiderio non sostituiscono la presenza, ma impediscono che l’assenza diventi vuoto assoluto. L’amore sopravvive grazie a questi movimenti interiori, pur sapendo che ogni consolazione è provvisoria.
Con questo sonetto Shakespeare mostra che l’amore non elimina il dolore, ma lo rende abitabile. La distanza resta, il corpo resta fermo, ma l’anima continua a muoversi, trovando in questo moto la propria fragile, necessaria salvezza.
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La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.
(I Sonetti – Garzanti editore)
Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.