Sonetto 49 – Sonnet 49

Per quel giorno, se mai verrà quel giorno. Against that time, if ever that time come. 

Leggi e ascolta

Per quel giorno, se mai verrà quel giorno,
in cui ti vedrò accigliare ad ogni mio difetto,
e chiuderà il tuo amore il suo conto estremo
spinto a tal giudizio da sagge riflessioni:
per quel giorno in cui m’incontrerai da estraneo
senza volgere al mio viso il sole dei tuoi occhi,
e l’amor, mutato da quel che era un tempo,
troverà ragioni di una certa gravità:
per quel giorno, dovrò cercare asilo
dentro la coscienza dei miei soli meriti,
e alzerò davanti a me questa mia mano
per parare quanto addurrai a tua ragione.
Per lasciar me miserabile tu hai la forza delle leggi,
mentre io d’esser amato non posso vantar diritti.

Non c’è orgoglio in questo sonetto, le cui prime quattro righe continuano la paura del poeta per la “verità” evocata nel sonetto precedente. Inoltre, il poeta è pronto a dare la colpa a se stesso per il fatto che il giovane non lo ama più: “e alzerò davanti a me questa mia mano…”. In questa poesia accuratamente strutturata, non c’è dubbio sull’umiltà e la tristezza del poeta, indicate soprattutto nella frase ripetuta “Per quel giorno” all’inizio di ogni quartina.

Nelle prime due la frase descrive la futura diserzione del giovane; nella terza lo difende. Scrivendo del giovane, il poeta accetta l’inevitabile tempo “m’incontrerai da estraneo”; a malapena biasimerà il giovane per averlo lasciato come un “miserabile “.

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Read and listen

Against that time, if ever that time come,
When I shall see thee frown on my defects,
When as thy love hath cast his utmost sum,
Call’d to that audit by advised respects;
Against that time when thou shalt strangely pass
And scarcely greet me with that sun thine eye,
When love, converted from the thing it was,
Shall reasons find of settled gravity,–
Against that time do I ensconce me here
Within the knowledge of mine own desert,
And this my hand against myself uprear,
To guard the lawful reasons on thy part:
To leave poor me thou hast the strength of laws,
Since why to love I can allege no cause.

All pride is missing in this sonnet, whose first four lines continue the poet’s fear of the “truth” evoked in the preceding sonnet. Moreover, the poet is prepared to place blame on himself for the youth’s no longer loving him: “And this my hand against myself uprear . . .” In this carefully structured poem, there is no mistaking the poet’s humility and sadness, indicated especially in the repeated phrase “Against that time” at the beginning of each quatrain.

The first two instances of this phrase describe the youth’s future desertion; the third defends it. Writing of the young man, the poet accepts the inevitable time “when thou shalt strangely pass”; he shall scarcely blame the youth for leaving “poor me.”

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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