Shakespeare. Sonetto 53 - Sonnet 53. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 53 – Sonnet 53

Qual è la tua natura, di che mai sei fatto. What is your substance, whereof are you made. 

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Qual è la tua natura, di che mai sei fatto
per essere scortato da tante ombre estranee?
Ognuno riflette solo l’unica sua ombra
e tu puoi, da solo, prestarti a tante ombre.
Si descriva Adone ed il suo ritratto
misera imitazione diventa di te stesso;
si sommi al volto d’Elena ogni bellezza rara
ed ancora appari tu dipinto in vesti greche;
si parli di primavera e di copiose messi,
la prima non è che l’ombra della tua bellezza,
le altre sembran solo tuo generoso dono;
e in ogni felice forma noi ti rivediamo.
Ogni bellezza esterna ha di tuo qualcosa,
ma per animo costante nessun con te s’accorda.

Un poeta più rilassato sembra aver dimenticato i suoi dubbi precedenti riguardo la relazione con il giovane, che è ancora attraente ma il cui vero io è sfuggente. Ironicamente, l’elogio sontuoso e ricercato del giovane – ad esempio, quando lo paragona ad Adone, una leggendaria bellezza classica – è esattamente il tipo di poesia artificiosa, arrogante e dal suono falso criticata in precedenza dal poeta ai suoi rivali.

La stravaganza delle figure retoriche del poeta allude a una creatura illusoria, sottile e complessa, forse al di là delle capacità del poeta di descrivere. Immagini di ombre, ombre e pittura corrono in tutto il sonetto e il linguaggio  utilizza termini ambigui: ad esempio, “ombra” può significare silhouette, immagine, riflesso, simbolo o fantasma.

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Read and listen


What is your substance, whereof are you made,
That millions of strange shadows on you tend?
Since every one hath, every one, one shade,
And you, but one, can every shadow lend.
Describe Adonis, and the counterfeit
Is poorly imitated after you;
On Helen’s cheek all art of beauty set,
And you in Grecian tires are painted new:
Speak of the spring and foison of the year;
The one doth shadow of your beauty show,
The other as your bounty doth appear;
And you in every blessed shape we know.
In all external grace you have some part,
But you like none, none you, for constant heart.

A more relaxed poet appears to have forgotten his previous doubts about his relationship with the young man, who is still attractive but whose true self is elusive. Ironically, the poet’s lavish and ornate eulogy of the youth — for example, when he compares him to Adonis, a legendary classical beauty — is exactly the kind of affected, stilted, and insincere-sounding poetry which the poet earlier criticized his rivals for indulging in.

The extravagance of the poet’s figures of speech hints at an illusory creature, subtle and complex, perhaps beyond the poet’s powers to describe. Images of shadows, shades, and painting run throughout the sonnet, and the poet’s language employs ambiguous terms — for example, “shadow” may mean silhouette, picture, reflection, symbol, or ghost. Other abstract terms are “substance,” “tires,” and “blessed shape.” Such language indicates the indefinable, cryptic nature of the youth.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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