Sonetto 53 – Shakespeare

La bellezza dell’amato sembra contenere in sé tutte le altre forme del mondo. Ogni figura famosa o naturale appare come un’ombra imperfetta del suo volto. L’amore riconosce nell’unicità dell’amato la fonte di ogni altra bellezza.

Sonetto 53 di Shakespeare

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Qual è la tua natura, di che mai sei fatto
per essere scortato da tante ombre estranee?
Ognuno riflette solo l’unica sua ombra
e tu puoi, da solo, prestarti a tante ombre.

Si descriva Adone ed il suo ritratto
misera imitazione diventa di te stesso;
si sommi al volto d’Elena ogni bellezza rara
ed ancora appari tu dipinto in vesti greche;

si parli di primavera e di copiose messi,
la prima non è che l’ombra della tua bellezza,
le altre sembran solo tuo generoso dono;
e in ogni felice forma noi ti rivediamo.

Ogni bellezza esterna ha di tuo qualcosa,
ma per animo costante nessun con te s’accorda.


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Analisi del Sonetto 53

Il Sonetto 53 rappresenta uno dei momenti più alti della riflessione di Shakespeare sulla natura della bellezza. Dopo aver mostrato, nel Sonetto 52, come l’amore si conservi e si intensifichi attraverso l’attesa, qui il poeta compie un passo ulteriore: l’amato non è più soltanto oggetto di desiderio o tesoro custodito, ma principio generativo di ogni forma bella esistente.

Il sonetto si fonda su un’idea radicale: l’amato è così perfetto da poter assumere infinite sembianze senza mai esaurirsi. Tutte le bellezze del mondo non sono che riflessi, imitazioni, variazioni di una stessa essenza originaria. Shakespeare trasforma così l’amore in una sorta di chiave interpretativa del reale.

Prima quartina: la molteplicità delle forme

Nella prima quartina Shakespeare si chiede di quale sostanza sia fatto l’amato.

La domanda non è retorica: la capacità dell’amato di apparire in tante forme diverse suggerisce una natura quasi sovrumana. Mentre ogni individuo riflette una sola immagine, l’amato sembra contenere in sé una pluralità inesauribile.

Seconda quartina: i modelli leggendari

La seconda quartina introduce esempi celebri della tradizione classica.

Adone ed Elena, archetipi della bellezza maschile e femminile, vengono evocati per essere subito ridimensionati. Anche nella loro perfezione, essi appaiono come imitazioni imperfette dell’amato. Shakespeare rovescia così la gerarchia dei modelli.

Terza quartina: la natura come riflesso

Nella terza quartina il discorso si estende alla natura.

Primavera e abbondanza non sono più realtà autonome, ma manifestazioni indirette della bellezza dell’amato. Ogni forma felice del mondo sembra rimandare a lui, come se fosse la fonte segreta di ogni armonia.

Il distico finale: bellezza e anima

Nel distico finale Shakespeare introduce una distinzione decisiva.

Se molte forme esteriori possono riflettere l’amato, nessuna riesce a eguagliarne la costanza interiore. La bellezza dell’animo resta unica, non imitabile, non riproducibile.

Conclusione

Il Sonetto 53 è una celebrazione dell’unicità assoluta dell’amato. Shakespeare non si limita a lodarne l’aspetto, ma lo eleva a principio ordinatore della bellezza stessa.

Tutto ciò che è bello nel mondo appare come una variazione, un’ombra, un’eco della sua presenza. L’amore diventa così una forma di conoscenza: riconoscere l’amato significa riconoscere la fonte di ciò che rende il mondo degno di essere contemplato.

Con questo sonetto Shakespeare suggerisce che la vera bellezza non è molteplice, ma una; non è dispersa, ma concentrata. E chi la ama non vede il mondo come una somma di forme, ma come un insieme di riflessi che rimandano a un’unica, irripetibile essenza.

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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


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