Sonetto 57 – Shakespeare

L’amore si trasforma in servizio assoluto: il poeta rinuncia a ogni diritto su se stesso e accetta l’attesa, l’umiliazione e la dipendenza come forme estreme di fedeltà.

Sonetto 57 di Shakespeare

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Essendo schiavo tuo, che altro potrei fare
se non servir ore e momenti di ogni tuo volere?
Non è prezioso il tempo che io ho da spendere,
né servigi da rendere finché tu non li chieda.

Né oso io dolermi di quei momenti senza fine
mentre, mio signore, guardo l’ora in tua attesa,
né giudico esasperante l’amarezza dell’assenza
quando al tuo servitore tu hai detto addio.

Né oso domandare al mio pensier geloso
ove tu possa essere o supporre cosa stia facendo,
ma in triste schiavitù io aspetto e solo penso
quanto tu renda felice chi ti sta vicino.

L’amore è così sciocco che in ogni tuo piacere,
qualunque sia il tuo agire, non crede in alcun male.


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Analisi del Sonetto 57

Il Sonetto 57 porta all’estremo una dinamica già presente nei testi precedenti: la subordinazione totale dell’io all’amato. Dopo aver mostrato, nel Sonetto 56, come l’amore debba rinnovarsi attraverso desiderio e attesa, Shakespeare affronta qui una forma più oscura e dolorosa dello stesso sentimento: l’amore come schiavitù volontaria.

Il poeta non si limita a dichiarare devozione; egli rinuncia esplicitamente a ogni autonomia. Il tempo, il valore personale, la libertà di azione cessano di appartenere all’io lirico e vengono consegnati interamente all’amato. L’amore diventa una struttura gerarchica, non più paritaria, in cui uno comanda e l’altro attende.

Prima quartina: il tempo consegnato all’altro

Nella prima quartina Shakespeare si definisce “schiavo” dell’amato.

Il tempo non è più un bene personale: esso ha valore solo quando l’amato lo richiede. Finché non arriva un comando, l’esistenza resta sospesa. È una negazione radicale dell’individualità, presentata non come imposizione, ma come scelta amorosa.

Seconda quartina: l’attesa come condizione naturale

La seconda quartina approfondisce il tema dell’attesa.

Il poeta non osa lamentarsi delle ore interminabili né dell’assenza. Anche il dolore viene accettato come parte del ruolo assunto. L’amore diventa disciplina emotiva: soffrire senza protestare è segno di fedeltà.

Terza quartina: la rinuncia al giudizio

Nella terza quartina Shakespeare rinuncia persino al diritto di interrogarsi.

Non chiede dove sia l’amato né cosa stia facendo. La gelosia è repressa, non perché assente, ma perché considerata illegittima. Pensare diventa l’unica attività concessa, e anche il pensiero è orientato a immaginare la felicità dell’altro.

Il distico finale: amore che giustifica tutto

Nel distico finale il poeta formula la verità più inquietante del sonetto.

L’amore è così “sciocco” da non sospettare alcun male, qualunque cosa l’amato faccia. L’assenza di giudizio diventa cieca fiducia, ma anche annullamento di sé.

Conclusione

Il Sonetto 57 è uno dei testi più duri e psicologicamente complessi di questa sezione. Shakespeare mostra come l’amore, spinto all’estremo, possa trasformarsi in una forma di auto-annientamento.

Non c’è ironia né ribellione: il poeta accetta la propria condizione con lucidità, quasi con orgoglio. Tuttavia, proprio questa accettazione totale lascia intravedere una tensione profonda, una sofferenza che non trova sfogo.

Con questo sonetto Shakespeare suggerisce che l’amore assoluto, quando rinuncia a ogni reciprocità, rischia di diventare una prigione volontaria. La fedeltà si confonde con la perdita di sé, e l’attesa diventa il prezzo da pagare per continuare ad amare senza condizioni.

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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


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