Sonetto 51 – Shakespeare

Il ritorno rovescia il senso del viaggio: ciò che prima era fatica diventa slancio. L’amore accelera il tempo e supera ogni limite del corpo. Il desiderio di ricongiungimento annulla la distanza e ridà senso al movimento.

Sonetto 51 di Shakespeare

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Perciò l’amor mio scusi la colpa d’esser lento
del mio pigro animale quando m’allontano:
perché dovrei affrettarmi dal luogo ove tu sei?
Non serve cavalcar veloce fino al mio ritorno.

Che scusa troverà la mia povera bestia allora
quando il rapido suo andar mi sembrerà indolenza?
Darei forte di sprone se cavalcassi il vento,
sarei sempre fermo anche se fossi alato:

nessun destriero uguaglia il passo del mio ardore.
Perciò questo desio fatto d’amor purissimo
e privo della carne, galopperà annitrendo;
ma per amor l’amore indulgerà col mio ronzino:

se allontanandosi da te andò volutamente adagio,
tornando a te io correrò e lascerò lui al passo.


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Analisi del Sonetto 51

Il Sonetto 51 è la risposta luminosa e dinamica al dolore del Sonetto 50. Là il viaggio era sofferenza, lentezza forzata, allontanamento insopportabile dall’amato; qui, invece, Shakespeare ribalta completamente la prospettiva. Il ritorno verso l’amore trasforma ogni movimento in desiderio puro, ogni passo in impazienza gioiosa. Il corpo, prima pesante e riluttante, viene ora superato dalla forza dell’amore.

Il sonetto mette in scena un contrasto netto tra andata e ritorno, tra separazione e ricongiungimento. Se allontanarsi significava andare contro se stessi, tornare diventa un moto naturale, irresistibile. Shakespeare mostra come l’amore non sia solo sentimento, ma energia capace di ridefinire il rapporto con il tempo, lo spazio e persino con i limiti fisici.

Prima quartina: la lentezza giustificata dell’andata

Nella prima quartina il poeta riprende il tema del viaggio lento del sonetto precedente.

La lentezza dell’andata non è colpa, ma conseguenza inevitabile dell’amore: perché affrettarsi ad allontanarsi da chi si ama? Il poeta difende la riluttanza del corpo come una forma di fedeltà emotiva.

Seconda quartina: l’inutilità della velocità lontano dall’amato

La seconda quartina approfondisce questo ragionamento.

Anche la massima velocità sarebbe inutile quando la meta è la lontananza. Correre non ha senso se il movimento allontana dall’amore. Shakespeare sottolinea così l’assurdità di ogni fretta che non sia orientata verso ciò che si desidera.

Terza quartina: l’amore più rapido di ogni mezzo

Nella terza quartina avviene il rovesciamento decisivo.

Nel ritorno, l’amore supera ogni limite: è più veloce del cavallo, più rapido del vento, più potente di qualsiasi mezzo fisico. Il desiderio anticipa il corpo, lo trascina, quasi lo abbandona indietro.

Il distico finale: il corpo superato dall’amore

Nel distico finale Shakespeare conclude l’immagine con forza.

L’amore corre così veloce verso l’amato da lasciare il cavallo al passo. Il corpo non riesce a tenere il ritmo del desiderio. È una vittoria dell’energia amorosa sulla materia.

Conclusione

Il Sonetto 51 celebra il potere trasformativo dell’amore. Shakespeare mostra che non è il movimento in sé a determinare la sofferenza o la gioia, ma la direzione verso cui esso tende.

Allontanarsi dall’amato rende ogni passo gravoso; tornare verso di lui rende ogni distanza irrilevante. L’amore accelera il tempo, alleggerisce il corpo, sovverte le leggi della fatica.

Con questo sonetto Shakespeare afferma una verità profonda: l’amore autentico non conosce lentezza quando si tratta di ricongiungersi. Anche se il corpo resta limitato, il desiderio corre sempre avanti, anticipando l’incontro e rendendo il ritorno una forma di liberazione.

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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


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