Sonetto 51 – Sonnet 51

Perciò l’amor mio scusi la colpa d’esser lento. Thus can my love excuse the slow offence. 

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Perciò l’amor mio scusi la colpa d’esser lento
del mio pigro animale quando m’allontano:
perché dovrei affrettarmi dal luogo ove tu sei?
Non serve cavalcar veloce fino al mio ritorno.
Che scusa troverà la mia povera bestia allora
quando il rapido suo andar mi sembrerà indolenza?
Darei forte di sprone se cavalcassi il vento,
sarei sempre fermo anche se fossi alato:
nessun destriero uguaglia il passo del mio ardore.
Perciò questo desio fatto d’amor purissimo
e privo della carne, galopperà annitrendo;
ma per amor l’amore indulgerà col mio ronzino:
se allontanandosi da te andò volutamente adagio,
tornando a te io correrò e lascerò lui al passo.

Compagno del sonetto precedente, il Sonetto 51 approfondisce ulteriormente il tema del viaggio. Molti dei dettagli del Sonetto 50 compaiono qui, inclusa la “colpa d’esser lento / del mio pigro animale”, che rispecchia “la bestia … / avanza lentamente”, e il peso relativo delle diverse emozioni: il grave peso della tristezza nel sonetto precedente paragonato al peso leggero ed effervescente del desiderio nel Sonetto 51.

Il Sonetto 51 mescola il presente con il futuro – ciò che il poeta ha definito “davanti” nell’ultima riga del sonetto precedente. Le prime quattro righe ricorrono nel presente, ma “fino al mio ritorno” della riga 4 spinge il poeta a pensare al futuro. Tuttavia, a differenza del doloroso futuro del Sonetto 50, questo futuro è gioioso poiché il poeta crede che i suoi pensieri d’amore per il giovane accelereranno il suo ritorno: “nessun destriero uguaglia il passo del mio ardore”.

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Read and listen

Thus can my love excuse the slow offence
Of my dull bearer when from thee I speed:
From where thou art why should I haste me thence?
Till I return, of posting is no need.
O, what excuse will my poor beast then find,
When swift extremity can seem but slow?
Then should I spur, though mounted on the wind;
In winged speed no motion shall I know:
Then can no horse with my desire keep pace;
Therefore desire of perfect’st love being made,
Shall neigh–no dull flesh–in his fiery race;
But love, for love, thus shall excuse my jade;
Since from thee going he went wilful-slow,
Towards thee I’ll run, and give him leave to go.

The companion to the previous sonnet, Sonnet 51 further expands on the theme of traveling. Many of the details in Sonnet 50 appear here, including the “slow offence / Of my dull bearer,” which mirrors “The beast . . . / Plods dully on,” and the relative weight of different emotions: the heavy weight of sadness in the previous sonnet compared to the light, effervescent weight of desire in Sonnet 51.

Sonnet 51 mixes the present with the future — what the poet termed “onward” in the last line of the previous sonnet. The first four lines occur in the present, but line 4’s “Till I return” prompts the poet to think about the future. However, unlike the grievous future in Sonnet 50, this future is joyful, for the poet believes that his thoughts of love for the young man will accelerate his return: “Then can no horse with my desire keep pace.” Note that this desire is characterized as “fiery,” which recalls Sonnet 45, in which the poet imagined desire as a “purging fire.”

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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