Shakespeare. Sonetto 59 - Sonnet 59. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 59 – Sonnet 59

Se nulla è veramente nuovo, ma ciò che è. If there be nothing new, but that which is. 

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Se nulla è veramente nuovo, ma ciò che è
è già stato prima, come s’inganna la nostra mente
che, nello sforzo di creare, erroneamente porta
un’altra volta il peso di un figlio che già esiste!
Potesse almeno un segno, con ritroso sguardo
anche di cinquecento succedersi del sole,
mostrarmi la tua effigie in qualche antico libro
quando al pensier fu dato per primo un segno scritto.
Così potrei scoprire che diceva il vecchio mondo
di questa prodigiosa creazione del tuo corpo,
se abbiamo progredito, se loro erano migliori,
o se il ciclo della vita si ripete sempre uguale.
No, sono sicuro, i dotti dei tempi antichi
elargiron alte lodi a soggetti assai men degni.

Il Sonetto 59 si sofferma sul paradosso che ciò che è nuovo si esprime sempre in termini di ciò che è già noto. Gli elementi di qualsiasi invenzione o composizione creativa devono essere di conoscenza comune. La frase “nello sforzo di creare” indica non solo la determinazione del poeta a creare qualcosa di completamente nuovo nei suoi versi, ma anche la sua frustrazione nel tentativo di farlo.

Mettendo ancora una volta in dubbio il valore dei suoi sonetti, il poeta desidera ardentemente la possibilità di leggere versi scritti sulla bellezza del giovane: anche di cinquecento succedersi del sole. Vuole giudicare i suoi sonetti contro quelli dell’antichità – “il vecchio mondo” – per determinare se sta semplicemente rimescolando ciò che è già stato scritto sulla bellezza. Ma ancor più di questo, vuole confermare che i suoi sonetti sono buoni, se non migliori, di altre poesie il cui soggetto è la bellezza. Conclude affermando di essere certo che gli scrittori precedenti abbiano dato grandi elogi a soggetti minori rispetto alla bella gioventù.

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Read and listen


If there be nothing new, but that which is
Hath been before, how are our brains beguiled,
Which, labouring for invention, bear amiss
The second burden of a former child!
O, that record could with a backward look,
Even of five hundred courses of the sun,
Show me your image in some antique book,
Since mind at first in character was done!
That I might see what the old world could say
To this composed wonder of your frame;
Whether we are mended, or whether better they,
Or whether revolution be the same.
O, sure I am, the wits of former days
To subjects worse have given admiring praise.

Sonnet 59 dwells on the paradox that what is new is always expressed in terms of what is already known. The elements of any invention or creative composition must be common knowledge, or old news. The phrase “labouring for invention” indicates not only the poet’s determination to create something entirely new in his verse but also his frustration in trying to do so.

Once again questioning the worth of his sonnets, the poet longs for the chance to read verse written about beauty such as the young man’s “Even of five hundred courses of the sun.” He wants to judge his sonnets against those of antiquity — “the old world” — to determine if he is simply rehashing what has already been written about beauty. But even more than this, he wants to confirm that his sonnets are as good, if not better, than other poetry whose subject is beauty. He ends stating that he’s certain that previous writers have given high praise to lesser subjects than the beautiful youth.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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