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Sonetto 60 – Shakespeare

Il tempo diventa una forza implacabile che avanza come il moto delle onde, consuma la giovinezza, distrugge ogni bellezza e ogni forma di vita, ma trova nella poesia l’unico argine possibile alla sua violenza.

Sonetto 60 di Shakespeare

Sonetto 60 – Leggi e ascolta

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Come le onde si susseguono verso la pietrosa riva,
così i nostri minuti si affrettano alla lor fine,
ciascuno spingendo via quello che ha dinnanzi,
tutti con incessante affanno lottano in avanti.

Quando una nuova vita, affacciatasi alla luce,
con gran fatica è giunta alla sua maturità,
insidiosi influssi le contrastan tale gloria,
e il tempo ora distrugge il dono che le diede.

Il tempo travolge il fiore della gioventù
e scava fonde rughe in fronte alla bellezza,
si pasce delle più rare dolcezze del creato,
e nulla è risparmiato al mieter della sua falce:

ma i miei versi resisteranno alla futura età
per dire il tuo valore contro il suo crudel potere.


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Analisi del Sonetto 60

Il Sonetto 60 segna un momento di straordinaria densità concettuale nella sequenza. Dopo aver riflettuto nel Sonetto 59 sulla ciclicità del tempo e sulla ripetizione delle forme, Shakespeare abbandona qui ogni ambiguità: il tempo non è solo ritorno, ma soprattutto avanzamento distruttivo. Non c’è consolazione nel ciclo naturale, perché ogni ciclo conduce comunque alla fine.

Il sonetto è costruito come una meditazione sul tempo inteso come forza impersonale e inarrestabile. L’amore e la bellezza non sono negate, ma appaiono fragili, esposte alla stessa legge che governa il nascere e il morire. Tuttavia, proprio in questa visione cupa, Shakespeare introduce l’unico possibile atto di resistenza: la parola poetica.

Prima quartina: il tempo come moto incessante

Nella prima quartina Shakespeare paragona il fluire del tempo al susseguirsi delle onde sulla riva.

Ogni minuto spinge via quello precedente, in un movimento continuo e inesorabile. L’immagine elimina qualsiasi illusione di stabilità: il presente non può essere trattenuto, perché è subito sostituito da ciò che viene dopo. Il tempo è lotta, non armonia.

Seconda quartina: nascita e distruzione

La seconda quartina concentra l’attenzione sulla vita umana.

Ciò che nasce con fatica e giunge alla maturità viene immediatamente assalito dal tempo stesso che lo ha fatto crescere. Il tempo appare qui come una forza contraddittoria: dona la vita, ma la distrugge senza pietà. La gloria della giovinezza è solo una fase transitoria.

Terza quartina: la falce del tempo

Nella terza quartina Shakespeare utilizza immagini agricole e violente.

Il tempo falcia la bellezza, scava rughe, si nutre di ciò che è più raro e prezioso. Nulla viene risparmiato. Non c’è distinzione tra ciò che è umile e ciò che è eccelso: tutto è soggetto alla stessa rovina.

Il distico finale: la poesia come resistenza

Nel distico finale Shakespeare introduce l’unica opposizione possibile.

I versi del poeta continueranno a testimoniare il valore dell’amato contro il potere distruttivo del tempo. Non si tratta di negare la morte, ma di sottrarre qualcosa alla sua totale vittoria.

Conclusione

Il Sonetto 60 è una delle riflessioni più severe e lucide di Shakespeare sul tempo. Non vi è qui consolazione naturale né fiducia nel ritorno ciclico delle stagioni. Il tempo è rappresentato come forza che consuma tutto ciò che tocca.

Eppure, il sonetto non è disperato. La poesia emerge come unico spazio di resistenza, non perché possa fermare il tempo, ma perché può opporgli memoria, senso, valore. Scrivere diventa un atto etico prima ancora che estetico.

Con questo sonetto Shakespeare afferma che, se nulla può sottrarsi al tempo nella realtà materiale, qualcosa può ancora sopravvivere nella parola. L’amore, trasformato in verso, non vince il tempo, ma lo sfida, lasciando una traccia là dove tutto sembrerebbe destinato a scomparire.

Sonnet 60 – In English ·
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Crediti

La traduzione italiana di questo sonetto è opera di Maria Antonietta Marelli, edita da Garzanti. Tutti i diritti sono riservati dai rispettivi titolari. La presenza del testo in questa pagina ha finalità di studio e divulgazione dell’opera di William Shakespeare. Il sito può includere inserzioni pubblicitarie generiche, non collegate al contenuto specifico della traduzione e non sostitutive dell’edizione editoriale. Si invita alla consultazione dell’edizione completa disponibile presso l’editore o le librerie autorizzate.

(I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube: VALTER ZANARDI letture.


PirandelloWeb

Questo componimento fa parte dei 154 Sonetti di Shakespeare. Leggi l’introduzione completa alla raccolta nella pagina Sonetti di Shakespeare.

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