Shakespeare. Sonetto 105 - Sonnet 105. Audio. | Shakespeare Italia

Sonetto 105 – Sonnet 105

Shakespeare Sonetto 105

Non sia chiamato idolatria il mio sentimento. Let not my love be call’d idolatry. 

Leggi e ascolta


Non sia chiamato idolatria il mio sentimento,
né creduto un idolo il mio caro amore
perché i miei canti e le mie lodi sono uguali
per uno solo, ad uno solo, sempre tali e ancor così.
Devoto è oggi il mio amore, devoto sarà domani,
sempre costante nel suo splendido sentire;
perciò la mia poesia, legata alla costanza,
esprimendo una sola cosa ignora variazioni.
“Bellezza, bontà e virtù” son l’unico mio tema,
“bellezza, bontà e virtù” varianti sol nel dire;
e in questo cambiamento si spegne la mia vena,
che affronta un superbo campo: tre temi in uno.
“Bellezza, bontà e virtù” spesso han vissuto sole,
ma mai han dimorato in un’unica persona.

Come se non fosse già chiaro, il poeta scrive di avere un solo vero amore e che la sua poesia è solo per il giovane – l’identica affermazione presentata nel Sonetto 76. Proprio come la bellezza del giovane è immortale, così lo è anche l’amore immutabile del poeta per il giovane: “Devoto è oggi il mio amore, devoto sarà domani, / sempre costante nel suo splendido sentire.”

Il Sonetto 105 ripete l’idea contraddittoria che “Bellezza, bontà e virtù” offrono infinite possibilità per l’immaginazione del poeta. Solo entro i confini di una forma definita l’immaginazione scopre il significato dell’infinito: ““Bellezza, bontà e virtù” spesso han vissuto sole / ma mai han dimorato in un’unica persona” – nel giovane. La bellezza del giovane è sempre l’argomento dei versi del poeta, ma ci sono infiniti modi per esprimere questa bellezza. Tuttavia, se i vari mezzi che il poeta impiega esprimano veramente la bellezza della giovinezza è altamente discutibile.

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Read and listen


Let not my love be call’d idolatry,
Nor my beloved as an idol show,
Since all alike my songs and praises be
To one, of one, still such, and ever so.
Kind is my love to-day, to-morrow kind,
Still constant in a wondrous excellence;
Therefore my verse to constancy confined,
One thing expressing, leaves out difference.
‘Fair, kind and true’ is all my argument,
‘Fair, kind, and true’ varying to other words;
And in this change is my invention spent,
Three themes in one, which wondrous scope affords.
‘Fair, kind, and true,’ have often lived alone,
Which three till now never kept seat in one.

As if it weren’t already clear, the poet writes that he has only one true love and that his poetry is only for the youth — the identical assertion presented in Sonnet 76. Just as the youth’s beauty is immortal, so too is the poet’s unchanging love for the youth: “Kind is my love to-day, to-morrow kind, / Still constant in a wondrous excellence.”

Sonnet 105 repeats the contradictory idea that a “Fair, kind, and true” truth offers infinite scope for the poet’s imagination. Only within the confines of a definite form does the imagination discover the meaning of infinity: “Fair, kind, and true have often lived alone, / Which three till now never kept seat in one” — in the young man. The youth’s beauty is always the subject matter of the poet’s verse, but there are infinite ways to express this beauty. However, whether the various means the poet employs truly express the youth’s beauty is highly debatable.

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Crediti – Credits

Traduzione in Italiano di Maria Antonietta Marelli (I Sonetti – Garzanti editore)

Audio in Italiano – Lettura di Valter Zanardi dal canale YouTube VALTER ZANARDI letture

English audio from YouTube Channel Socratica

Sommario/Summary da/from Cliffsnotes.com

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